ASKAVUSA . COMUNICATO: NO RADAR – NO CARCERI (centri di accoglienza ?)

NO RADAR NO CARCERI (Li chiamano Centri di Accoglienza)

Il 15 luglio 2014 si svolgeva a Lampedusa una conferenza di servizio in cui era presente anche il sindaco di Lampedusa e Linosa, per l’installazione di due nuovi radar a Lampedusa:

Sapevamo di quanto stava accadendo attraverso due articoli uno di Piero Messina per L’Espresso del 16/07/2014 e uno di Antonio Mazzeo del  25/09/2014 e rilanciato da diversi siti e blog.

Riportiamo di seguito alcune parti degli articoli:

Il programma risale al 2008 ed è contrassegnato dalla cifra 9537. Leggendo quelle carte del ministero della Difesa,  si scopre che Lampedusa verrà sottoposta a una doppia razione di onde radar, con l’attivazione di ben due sistemi. Il primo sarà realizzato a Cala Ponente e verrà messo a disposizione dell’aviazione militare italiana e delle task force della Nato che operano nel Mediterraneo.

Il radar di Lampedusa sarà un sistema avanzato di “WiMAX”- Fadr, una nuova tecnologia in grado di realizzare connessioni Internet senza fili ad alta velocità. Il radar fa parte di un contratto dal valore di oltre 260 milioni di euro che la seconda divisione di Teledife, la direzione generale delle Telecomunicazioni, dell’Informatica e delle Tecnologie Avanzate del ministero della Difesa ha siglato con le aziende del gruppo Finmeccanica

(Piero Messina. L’Espresso 16/07/2014)

 

Sarà predisposto dalla Marina militare nell’ambito del programma pluriennale di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture nazionali (in tutto undici), facenti parte della Rete radar costiera (RRC) e della Centrale di Sorveglianza Marittima Associata (CSMA), la piattaforma fondamentale per la cosiddetta Consapevolezza della Situazione Marittima che consente di avere sotto controllo tutte le attività navali in corso nel Mediterraneo

(Antonio Mazzeo. 25/09/2014)

 … il nuovo radar viene giustificato con la necessità di sostituire vecchi impianti obsoleti con tecnologie di ultima generazione.

(Piero Messina. L’Espresso 16/07/2014)

Il secondo radar previsto nell’isola di Lampedusa sarà messo a disposizione della 134^ Squadriglia Radar Remota dell’Aeronautica italiana, il primo avamposto della Nato nel Mediterraneo meridionale, come spiega il portavoce della Difesa. In una nuova torre di alloggiamento a Cala Ponente, l’impianto ospiterà il Fixed Air Defence Radar (FADR) RAT31-DL, acquistato dall’Aeronautica per la sorveglianza aerea a lunga portata e il potenziamento della rete operativa integrata nella catena di comando, controllo, comunicazione ed intelligence dell’Alleanza Atlantica.

Il ministero della Difesa non ha inteso fornire i dati relativi alle emissioni elettromagnetiche del nuovo impianto radar di Lampedusa, affermando che “il programma è sottoposto a secretazione”. Scarne pure le informazioni sulle caratteristiche tecniche e di funzionamento del sistema FADR rese dall’azienda produttrice. La brochure di Selex ES rivela solo che il Fixed Air Defence Radar opererà in banda D e avrà una portata sino a 470 km di distanza e 30 km in altezza, una potenza media irradiante di 2,5 kW  e una potenza dell’impulso irradiato di 84 kW. L’antenna opererà in una frequenza compresa tra 1,2 e 1,4 GHz (L-band), all’interno dello spettro delle cosiddette “microonde”.

 

Il 10 gennaio 2012, rispondendo a un’interrogazione parlamentare che stigmatizzava i rischi per l’uomo e l’ambiente delle emissioni elettromagnetiche del radar RAT31-DL di Marsala-Perino, l’allora ministro della difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, affermava che “il nuovo radar, grazie al tipo di realizzazione e ad una tecnologia molto avanzata, presenta caratteristiche migliori rispetto al radar già esistente e sito nella medesima area, sia in termini di efficienza che di livelli di emissione elettromagnetica, riducendo la potenza di picco di trasmissione del 50% circa”. I dati, sempre insufficienti o incompleti, sulle emissioni riscontrate nel territorio marsalese erano in verità tutt’altro che tranquillizzanti. Sempre per Di Paola, “il valore massimo (picco) del campo elettrico prodotto dal radar attualmente in uso e riscontrato lungo la contrada Bufalata (a circa 1 chilometro dall’installazione militare) è di circa un quarto del limite previsto di 1952 V/m, mentre il valore massimo (medio) del campo elettrico (sempre a circa 1 chilometro dall’installazione militare), è di circa 7 millesimi del limite previsto di 61 V/m.”. Nessun rischio in futuro, dunque, per gli abitanti di Lampedusa? A Borgo Sabotino (Latina), dopo l’entrata in funzione del FADR RAT31-DL presso il locale centro radar dell’Aeronautica militare, i residenti hanno denunciato l’insorgenza di anomale interferenze che impediscono il buon funzionamento degli strumenti elettronicid’utilizzo quotidiano. Con un’interrogazione parlamentare, alcuni senatori delMovimento 5 Stelle hanno chiesto ai ministri della Difesa e della Salute “se siano a conoscenza dei problemi registrati a Borgo Sabotino e del corretto svolgimento degli atti e fatti che abbiano portato all’istallazione di antenne e apparecchiature simili, sia del grado dell’affidabilità di tale procedimento e dell’impianto funzionante per la salute dei cittadini residenti”. Ad oggi, però, il governo non ha voluto rispondere.

 (Antonio Mazzeo. 25/09/2014)

 

Il 29/07/2014  in una lettera aperta indirizzata al comune di Lampedusa e Linosa chiedevamo tra le altre cose :

 

“all’Amministrazione di Lampedusa e Linosa fare luce ed informare la popolazione su quanto sta accadendo rispetto alla massiccia militarizzazione dell’isola.”

 

(Askavusa 29/07/2014 – https://askavusa.wordpress.com/2014/07/29/lettera-agli-isolani-di-lampedusa-e-linosa/ – Volantino)

 

Questa richiesta è rimasta senza risposta.

In un comunicato del sindaco del 03/10/2014 al punto 1 si dice :

“Le notizie dei nuovi radar da installare sono false. L’Aeronautica Militare e la Marina Militare devono sostituire i 2 radar esistenti da 30 anni!!! Nella conferenza di servizi del 15 luglio 2014 presso l’Aeronautica Militare non è stato approvato nessun progetto, proprio perché il comune e l’ASP 6 di Palermo hanno chiesto la valutazione d’incidenza ed il parere preventivo dell’ARPA per verificare l’entità delle radiazioni. La sicurezza e la salute dei cittadini viene prima di ogni altra esigenza per l’attuale amministrazione comunale che non approverà nel modo più assoluto impianti nocivi per la salute. Semmai sono le precedenti amministrazioni che dovrebbero spiegare ai cittadini cosa hanno fatto per impedire la militarizzazione dell’isola”

 

In un altro comunicato del 16/10/2014 l’amministrazione comunale rende noto che “Nel marzo 2014 sono iniziati i lavori di sostituzione del sensore RAT-31SL a causa di usura meccanica causata dalla salsedine, con altro analogo. Durante tale fase è stato temporaneamente istallato un radar mobile AN/TPS-77”MATRA” .

E che “Per un ammodernamento sul territorio nazionale della rete dei Radar per la difesa aerea, entro la fine del 2014 inizieranno i lavori per la sostituzione del Radar RAT-31SL con il più moderno RAT_31DL che avrà consumi elettrici e potenze di emissione elettromagnetica ridotte di circa il 50% rispetto al suo predecessore, liberando così la banda di emissione ceduta al Ministero delle Telecomunicazioni per la trasmissione dati.”

 

Il 16 ottobre 2014 a Lampedusa sbarca il radar che sostituirà il Radar RAT-31SL  (Stando alle dichiarazioni del sindaco).

Quindi:

1 Nel primo comunicato si dice che non ci saranno installazioni di nuovi radar ma solo la sostituzione del RAT-31SL a causa di usura meccanica, nel secondo comunicato invece veniamo a conoscenza che nel 2015 verrà installato il nuovo radar  FADR RAT31-DL.

 

A parte l’incongruenza fra le due affermazioni, e fermandoci sul piano del buon senso, si evince che il radar sbarcato il 16 ottobre servirà solo per qualche mese, perche dopo verrà sostituito con il FADR RAT31-DL. Visto l’enorme costo si queste apparecchiature,  non era più logico sostituire direttamente con il FADR RAT31-DL il vecchio radar usurato dalla salsedine ?

Evidentemente si fanno affari d’oro a Lampedusa sulla pelle degli isolani.

 

Inoltre sappiamo che i nuovi sistemi radar da installare a Lampedusa sono 2

Nominati:

  • RADAR Gabbiano T200C
  • RADAR Costiero RASS-CI

 

2  Nel primo comunicato si dice:

Nella conferenza di servizi del 15 luglio 2014 presso l’Aeronautica Militare non è stato approvato nessun progetto, proprio perché il comune e l’ASP 6 di Palermo hanno chiesto la valutazione d’incidenza ed il parere preventivo dell’ARPA per verificare l’entità delle radiazioni.”

Nel secondo:

“Per un ammodernamento sul territorio nazionale della rete dei Radar per la difesa aerea, entro la fine del 2014 inizieranno i lavori per la sostituzione del Radar RAT-31SL con il più moderno RAT_31DL che avrà consumi elettrici e potenze di emissione elettromagnetica ridotte di circa il 50% rispetto al suo predecessore, liberando così la banda di emissione ceduta al Ministero delle Telecomunicazioni per la trasmissione dati.”

Le contraddizioni sono evidenti, ma va sottolineato che in ogni caso il parere dell’ARPA viene richiesto non per le emissioni esistenti già sull’isola, ma per le nuove installazioni.

E’ anche evidente che siccome i radar verranno montati sicuramente (questo è quello che pensa l’amministrazione), l’ARPA, potrà fare i rilevamenti dopo che i radar saranno installati.  Ribadiamo che l’ARPA dovrebbe (Come  da noi richiesto) attuare le rilevazioni sulle onde elettromagnetiche emesse dai vari radar e antenne in funzione il prima possibile. Inoltre ribadiamo che bisogna avviare (noi lo stiamo facendo) degli studi indipendenti, sia sull’esistente, che sui nuovi sistemi radar che si vogliono installare a Lampedusa.

Ma la stessa amministrazione non ha ancora dato i documenti relativi ai radar in questione che abbiamo richiesto il 20/10/2014 (Numero di protocollo 17760) e cosa assai grave ha negato l’accesso agli atti ai consiglieri comunali. Inoltre nella richiesta si chiedeva di avere l’accesso ai documenti relativi al radar in dotazione della Guardia di Finanza EL/M-2226 ACSR, acquistato da Israele dalla Elta Systems Ltd grazie al Fondi per le frontiere esterne Ue 2007-13 e di quello sito in zona Cavallo Bianco in dotazione alla Guardia Costiera. In particolare il radar della Guardia di Finanza è già stato riconosciuto dannoso per la salute umana e ci sono due sentenze del TAR della Sardegna che attestano tale pericolosità, oltre a relazioni di esperti come il Dott. Massimo Corraddu (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed esperto sugli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche). Il radar in questione è stato rimosso da Tresnuraghes, da Capo Sperone (Sant’Antioco),  Capo Pecora (Fluminimaggiore) l’Argentiera, nel comune di Sassari, a Melilli in Sicilia e in altri comuni dove la popolazione si è ribellata.

Come mai su questi radar l’amministrazione comunale non si pronuncia ? Abbiamo inoltrato due richieste alla Guardia di Finanza, per l’immediata rimozione del radar EL/M-2226 ACSR, una il 20/10/2014 e un’altra per mezzo di un nostro legale il 23/10/2014. Il radar è ancora in funzione e nessuna autorità dice niente. Un radar che è stato riconosciuto dannoso per la salute umana. Ci chiediamo che cosa sia la legalità ? La Guardia di Finanza cosi attenta quando si tratta di multare, controllare, sequestrare, come mai diventa  sorda alla richiesta di non AMMAZZARCI ? Cosa dovremmo fare noi lampedusani a questo punto ? Dove ci vuole portare lo stato, che da una parte ci appunta medaglie e riconoscimenti e dall’altro ci schiaccia militarizzando l’isola e sfruttandola mediaticamente. Questa amministrazione cosi attenta alla legalità e alla salute, perché non si esprime sul radar EL/M-2226 ACSR ? Perchè rispetto ai radar di Ponente continua a nascondersi dietro a questioni “nominali” come “E’ solo una sostituzione, non è un nuovo radar” o peggio “L’isola è stata sempre militarizzata”. Noi non accettiamo questo trattamento. Lampedusa e Linosa  si collocano, in Sicilia, al secondo posto per tassi di mortalità per tumori, nello studio presentato in occasione della XVIII riunione scientifica annuale dell’Associazione Italiana Registri Tumori, svoltasi a Taranto nell’aprile 2014. Almeno che non si voglia tacciare di allarmismo anche l’Associazione Italiana Registri Tumori. Riteniamo che molte cose vadano approfondite, ad esempio: riportare i dati dei rilevamenti dei radar di Potenza Picena (rilevamenti fatti dall’Aeronautica Militare) per quanto riguarda il radar RAT-31 DL in funzione in quel comune, per tranquillizzare gli isolani, è segno: o di mala fede o di poca informazione. E’ noto infatti che a Potenza Picena c’è una forte opposizione popolare ai radar, insieme all’amministrazione comunale di Potenza Picena e all’associazione Città Prestata. Il 20 aprile 2013 si è svolto a Potenza Picena un convegno  internazionale “Radar, radiofrequenze e rischi per la salute” organizzato dall’Associazione Città Prestata in collaborazione con il Tribunale della Salute e con l’Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (A.M.I.C.A.), con la segreteria scientifica della Commissione Internazionale per la Sicurezza dei Campi Elettromagnetici (ICEMS)

Il convegno ha prodotto due documenti che invitano a “Spegnere i Radar” perchè dannosi per la salute. Noi chiederemo all’ARPA un rilevamento delle onde elettromagnetiche di tutte le fonti di possibile inquinamento elettromagnetico presenti a Lampedusa sia militari che “civili”, cosi come abbiamo già chiesto un esame epidemiologico (con la raccolta di quasi 900 firme in pochi giorni) all’A.S.P. di Palermo e all’ARPA.

Ci chiediamo anche come mai in questi anni nessuno si sia interessato a questo problema cosi grave. Ne Legambiente, ne il responsabile sanitario locale, ne le passate amministrazioni, ne gli isolani. Crediamo che non si possa tollerare più l’essere ammazzati e sfruttati. Invitiamo gli isolani a unirsi insieme per la salvaguardia delle Pelagie e la salute degli isolani e delle isolane.

Non tolleriamo neanche che sulla nostra isola continui ad esistere un carcere, chiamato Centro di Accoglienza, dove si fanno profitti sulla pelle dei migranti. Chiediamo corridoi umanitari , la regolarizzazione dei viaggi, la fine degli interventi militari da parte dell’Italia e la fine della produzione e vendita di armi, che sono la prima causa che genera le migrazioni. Anche noi stiamo vivendo un processo di militarizzazione che se non contrasteremo con decisione, finirà per fare di noi “migranti” e di Lampedusa: una enorme base militare (in parte lo è già) che oltre a renderci un obbiettivo militare strategico ci fa complici di morte e disperazione.

 LOTTIAMO !

Senza Paura !

 

LAMPEDUSA 29/10/2014

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