Sul Premio internazionale della bontà a Lampedusa

Questa sera il «Comitato della Croce» di Cavarzere (VE) premierà le isole Pelagie, la Marina militare e la nave-salva profughi maltese con il Premio della bontà.

Ancora una volta Lampedusa si fa palcoscenico per mettere in scena quello che Paolo Cuttitta definisce in modo appropriato “lo spettacolo del confine”.

In questo spettacolo ormai ripetitivo fino alla nausea si fanno largo le due maschere che con prepotenza ed una certa cafonaggine hanno definitivamente rubato la scena. La prima maschera e’ vestita di stracci e buoni propositi: “L’umanitario”; l’altra  e’ in divisa ed armata, ha l’espressione seria ma anche commossa: è “Il militare”. Queste due maschere in realtà hanno sotto di esse uno stesso attore ed un copione scritto dalla medesima mano. Uno spettacolo messo in scena da una grande compagnia teatrale che ha il nome USA/NATO/UE ed una serie di comparse, macchinisti, costumisti, truccatrici, spicciafaccende che a citarli tutti ci vorrebbe una giornata intera e alcuni dei quali non sanno neanche per chi e per cosa stanno lavorando.

Per l’ennesima volta veniamo appellati come “accoglienti”  (i Lampedusani) e per l’ennesima volta, insieme alla sindaca, a ritirare il premio ci saranno militari ed autorità varie.

Ma andiamo con ordine.

Sulla scena con la maschera dell’UMANITARIO  e rappresentati dal sindaco ci sono i Lampedusani bravi e accoglienti che mostrano al mondo che bisogna “restare umani”.

Nella realtà, la maggior parte dei Lampedusani vuole che i “migranti” non si vedano per strada, perche disturbano i turisti, e che non si associ in alcun modo il nome dell’isola alla questione delle migrazioni, perche arreca un danno d’immagine. Sono pochissimi i Lampedusani che a ragione si potrebbero appellare “accoglienti”.

Sulla scena ancora con la maschera dell’UMANITARIO abbiamo le ONG, le associazioni umanitarie, la Misericordia che gestisce il centro per migranti di Lampedusa.

Se Lampedusa è la Porta d’Europa, “l’isola dell’accoglienza”, dove il sindaco è stato definito dal Papa “un eroe”, come pensate che la Misericordia gestisca il centro?

Nella realtà l’unico scopo della Misericordia è di fare profitto, come del resto tutti gli altri gestori dei centri per migranti in giro per l’Italia. Si è già denunciato, e tutti sanno, prefetto in testa, che all’interno del centro ci sono condizioni igienico-sanitarie non idonee. Delle pessime condizioni del centro sono a conoscenza anche le associazioni umanitarie di Praesidium, così come molti dei Lampedusani che ci lavorano.

Sulla scena abbiamo le forze dell’ordine che con la maschera del MILITARE si mostrano come salvatori dei “poveri migranti”. Ma qui la faccenda si complica perche la maschera del MILITARE spesso si confonde e si nasconde dietro quella dell’UMANITARIO fino a trasformarsi in un mostro a due teste: una, quella che vediamo, è lacrimosa e piena di bontà; l’altra, che non vediamo, ha un ghigno feroce e la bava alla bocca. Sulla scena vedremo come il MILITARE sa essere buono, salva vite in mare e in più ci difende dai cattivi.

Nella realtà il MILITARE riceve migliaia di euro al giorno per armarsi, sottraendo fondi alla scuola pubblica, alla sanità pubblica, alle infrastrutture, etc etc. Nella realtà il MILITARE provoca milioni di sfollati, che invece sulla scena si pavoneggia di salvare.

Nella realtà è la Siria uno dei paese con il più alto numero di profughi  che cercano disperatamente di salvarsi. La Siria un paese che prima della guerra non conosceva emigrazione di massa e che, come ricorda in una recente intervista mons. Georges Noradounguian Dankaye (rettore del Pontificio Colleggio Armeno di Roma), “negli ultimi decenni ha avuto una certa stabilità economica, politica e finanziaria e si è distinta da altri paesi per il livello di istruzione offerta ed i servizi nel campo della sanità. Con la guerra tutto ciò è svanito determinando una situazione tragica più di quanto non si possa immaginare”. La Siria, come la Libia di Gheddafi, ha subito una serie di manovre sporche da parte degli USA/NATO/UE e di campagne mediatiche atte a mostrare un’immagine assolutamente distorta proprio facendo leva su tutta la retorica dei diritti umani e della “democrazia”.  Altro spettacolo, stessa compagnia teatrale.

L’occidente crea le condizioni perche la gente lasci la propria casa, distrugge interi paesi, sfrutta risorse e lavoratori, crea distruzione e ignoranza. Con la gestione militare delle migrazioni poi continua a posizionare e giustificare la militarizzazione, come a Lampedusa che da decenni è altamente militarizzata ed ha sul suo territorio diversi radar ed antenne ad uso strategico. Con la gestione militare delle migrazioni si continua a fare la guerra (travestita da aiuti) a chi è stato costretto a scappare dal proprio paese. Si continua a fare profitto su chi fugge, facendogli pagare cifre enormi per “viaggiare” (invece di tentare di regolarizzare i flussi migratori) e si continua nei centri per migranti (dove vengono ridotti a merce), nei campi (dove si sfruttano con il lavoro in nero). Ma di tutto questo non sentiremo parlare nello spettacolo.

Bisogna superare la contrapposizione migranti/residenti e capire che  la condizione di chi scappa è molto simile alla nostra. Se non lavoreremo come comunità per eliminare l’egoismo e la smania di profitto non potremo affrontare i tempi assai difficili che ci attendono.

Collettivo Askavusa

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