Il fallimento di Giusi Nicolini.

Dopo il comunicato del 08/01/2016 del sindaco di Lampedusa e Linosa  si rimettono in luce le evidenti carenze politiche e amministrative di Giusi Nicolini osannata e “pompata” dalla maggioranza dei media e dal PD , oltre che da tutta la parte della “sinistra” imperialista e capitalista europea.

Giusi Nicolini svolge un ruolo fondamentale nei piani dell’UE.

Lampedusa, oltre ad essere un avamposto militare, come sottolineiamo da anni, è centrale nella costruzione dell’immaginario collettivo, ed è insostituibile, per le caratteristiche e la storia dell’isola.

Ma cerchiamo di andare con ordine.

La Nicolini affermava in un’intervista all’Espresso del 18/09/2015 di Maurizio Zoppi

«L’unica differenza rispetto a prima, sarà che gli sbarcati dopo il 15 agosto 2015 possono accedere alle quote europee per la distribuzione nei vari stati. Ma perché quelli che già ci sono e che sono stati identificati prima di quella data, non posso candidarsi al ricollocamento?»

«L’hotspot della Merkel? Qui esiste già»

«L’hotspot che vuole la Merkel? A Lampedusa c’ è sempre stato. I problemi veri sono altri».

Minimizzando le questioni sollevate da noi come Collettivo Askavusa (insieme ad altri) che avevamo subito affermato che gli Hot Spot avrebbero aggravato la situazione di Lampedusa e di tutti i territori in cui si sarebbero realizzati.

Oggi Il sindaco di Lampedusa e Linosa invece dichiara nel suo comunicato:

“Tutto ciò rischia di disperdere le conquiste ottenute e di cambiare di fatto, il ruolo di primo soccorso e accoglienza del Centro e dell’isola.”

“L’Hot Spot non è oggettivamente compatibile con il ruolo naturale che Lampedusa ha nel mediterraneo”.

Prima di tutto ci chiediamo di quali conquiste parla il sindaco e poi se veramente il sindaco crede che quella che è praticata a Lampedusa si può definire accoglienza. Più volte è stato dimostrato che i centri per migranti sono luoghi in cui si fa profitto sulla pelle delle persone e dove si disumanizzano prima di immetterli irregolarmente nel mondo del lavoro.

Ad esempio: le persone che oggi sono state trasferite senza rilasciare le impronte, che fine faranno ? Saranno abbandonate per strada senza documenti ? Andranno a lavorare in nero in qualche campagna o in qualche altro luogo di lavoro ? Di quale “primo soccorso” parla il sindaco se qui non c’è un ospedale ? Di cosa parla il sindaco se non siamo in grado di garantire ai lampedusani un’adeguata assistenza medica ?

Il centro di Lampedusa è stato sempre gestito da cooperative che hanno connessioni con le mafie e uomini politici come il ministro dell’Interno Angelino Alfano ed è stato dimostrato diverse volte lo stato di degrado che c’è all’interno del centro.

(Almeno che questo non debba essere mostrato al mondo come esempio di accoglienza e dunque ripulito per qualche visita di parlamentari con tanto di preavviso e telecamere al seguito)

Poi quando il sindaco parla di “ruolo naturale” di Lampedusa a cosa si riferisce ?

Ecco cosa affermava Giusi Nicolini in un’intervista a Stefano Liberti del 2008 (ripresa da “Lampedusa lo spettacolo del confine” di Paolo Cuttitta):

 ” è il governo che deliberatamente sceglie Lampedusa come “centro di concentramento e smistamento” sulla base di un tacito accordo tra chi organizza i viaggi e chi predispone l’accoglienza. Perche altrimenti, arriverebbero tutti a Lampedusa ? Perche si vanno a recuperare le barche anche quando sono a cento miglia dell’isola, magari dirette da tutt’altra parte” 

“Perche si vuole evitare che sbarchino in Sicilia, o magari a Pantelleria, l’isola dei vip”

“nel reciproco interesse dello Stato, che concentra … in un luogo piccolo e distante l’emergenza immigrazione, e degli immigrati”

La Nicolini è una delle portavoce di quell’idea secondo cui le migrazioni sarebbero naturali, come il Presidente della Camera Laura Boldrini che per l’anniversario (2014) della strage del 3 ottobre del 2013 affermava “C’è in atto una guerra tra gli uomini e il mare”.

Non c’è niente di naturale nelle migrazioni (non in quelle degli ultimi 20 anni) e nel ruolo che Lampedusa assume in questo contesto, sono le scelte politiche dettate dalle esigenze economiche degli stati occidentali a determinare questo stato di cose.

La nascita e gli obiettivi dell’UE hanno determinato il ruolo specifico di Lampedusa come frontiera europea e sopratutto come centro militare strategico nelle operazioni NATO/UE/USA.

Chi ha letto, anche pochissimo, sull’argomento, sa questo. Basta osservare come le prime leggi sulle migrazioni in Italia nascono proprio di conseguenza agli accordi di Shengen e al loro sviluppo e come sempre di più le scelte  italiane (e non solo sull’immigrazione) siano subordinate all’esigenze dell’UE e delle sue appendici come la BCE.

E’ evidente che Giusi Nicolini sia funzionale ad una strategia politica e mediatica ed è evidente almeno per chi vive a Lampedusa che la sua esperienza amministrativa sia stata fallimentare.

Al di là delle questioni legate alle migrazioni basta farsi un giro per l’isola per osservare il degrado in cui versa o sapere che le scuole che frequentano i nostri figli sono inagibili, o che ancora oggi la SELIS (ditta produttrice e distributrice di energia elettrica) continua ad operare nonostante i diversi illeciti accertati, basta pensare all’incapacità di comunicare con i propri cittadini, alla criminalizzazione degli operatori ecologici che hanno scioperato per il sacrosanto diritto di essere pagati ogni fine mese, al non avere ancora redatto un Piano Regolatore, un regolamento interno per l’installazione di fonti che emettono onde elettromagnetiche, all’accettazione senza se e senza ma di sette radar sul territorio di Lampedusa, la maggior parte piazzati in zona di riserva e SIC, ZPS, di accettare di essere un’isola caserma, con un porto che in parte è a servizio di vedette e navi militari, di un aeroporto che svolge funzioni militari.

Si potrebbe continuare a lungo ma non è necessario, chi vive sull’isola sa di cosa parliamo, chi invece conosce l’isola attraverso i giornali e la TV magari si è fatto l’idea di un sindaco coraggioso che difende i più deboli, ma non è cosi.

E’ giusto anche ricordare che il fallimento non è solo di Giusi Nicolini ma di un’intera comunità che ha messo davanti a tutto il profitto e l’interesse personale, a parte le eccezioni, notiamo negli isolani rassegnazione e il tentativo di provare a restare a galla in un mare di m…….

Sarebbe ingiusto e non corrispondente alla realtà scaricare tutte le colpe di un processo che dura da parecchi anni solamente a Giusi Nicolini ma è necessario evidenziare le sue gravi responsabilità.

Ribadiamo invece che l’unica cosa che possiamo fare noi lampedusani per l’isola e per chi fugge da guerre e sfruttamento è far chiudere il centro di Lampedusa e chiedere che queste persone possano viaggiare in maniera regolare come facciamo noi. Prima di tutto e non ci stancheremo di dirlo, la questione delle migrazioni va affrontata alla radice, alle cause che generano milioni di sfollati in fuga. La guerra è la prima causa, insieme allo sfruttamento delle materie prime, specialmente in Africa.

Vi chiediamo di leggere e aderire all’ Appello per la chiusura dell’Hot Spot e la smilitarizzazione dell’isola

La Nicolini è stata funzionale anche alla grande rappresentazione della strage del 3 ottobre 2013, fatta passare dai media nazionali come una grande tragedia, quasi come un fatto naturale appunto ed invece i superstiti e chi ha prestato soccorso parlano di una nave militare che non si fermò per dare soccorso e di un ritardo di circa 40 minuti nei soccorsi nella mattina del 3 ottobre.

Dopo quella strage in Europa si voto Eurosur ed è emblematico che nelle dichiarazioni finali del Consiglio europeo si legga:

“EUROSUR contribuirà a migliorare la capacità di proteggere e salvare la vita dei migranti “

che la commissaria Cecilia Malmström dichiari dopo l’approvazione di Eurosur

“Tutti noi abbiamo dinanzi agli occhi le terribili immagini della recente tragedia di Lampedusa. Non dimenticherò mai quei 280 feretri che ho visto ieri sull’isola. È tremendo assistere alla perdita di tante vite umane in circostanze così tragiche. Il mio pensiero va alle vittime e alle loro famiglie e ammiro profondamente i soccorritori che hanno fatto del loro meglio in una situazione tanto drammatica “

e che il relatore, il liberaldemocratico olandese Jan Mulder dichiari

«Solo con un sistema pan-europeo di sorveglianza delle frontiere, siamo in grado di evitare che il Mediterraneo diventi un cimitero per i rifugiati che cercano di attraversarlo su carrette del mare, in cerca di una vita migliore in Europa. Per evitare che una tragedia come quella di Lampedusa accada di nuovo, è necessario un rapido intervento».

Oggi a distanza di circa due anni si stanno armando i droni acquistati per “salvare i migranti”, dopo la strage del 3 ottobre 2013:

129,6 milioni di dollari che l’Italia darà agli USA per 156 missili AGM-114R2 Hellfire II della Lockheed Martin, 20 bombe a guida laser GBU-12, 30 Joint Direct Attack Munitions GBU-38 e altri armamenti ancora.

Tutto questo mentre si prepara il nuovo attacco in Libia che dovrebbe completare il lavoro della NATO cominciato con l’aggressione del 2011 e che vide in Lampedusa uno dei centri strategici per il coordinamento delle operazioni militari, operazioni che provocarono, anche allora, tantissimi sfollati e “migranti”.

Magari quest’anno va a finire che al sindaco Nicolini gli danno veramente il nobel per la Pace.

SENZA PAURA !