Il disastro socio-sanitario nelle Isole Pelagie.

Riceviamo e pubblichiamo un contributo relativo alla pessima situazione in cui versano le Isole Pelagie per quanto concerne il diritto alla salute. Oggetto della testimonianza e della riflessione di chi scrive è l’isola di Linosa, la più piccola delle isole abitate dell’arcipelago.

Ci limitiamo a dire, come breve introduzione, che il diritto alla salute, così come sancito in Costituzione (Art. 32: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti»), alla stregua del diritto all’istruzione, al benessere, ad un lavoro dignitoso e adeguatamente retribuito, alle ferie pagate ed al riposo settimanale, insomma tutte quelle tutele che dovrebbero venire riconosciute e garantite per non fare degli esseri umani delle prede del profitto e del valore di scambio, sono le negazioni assolute dei dogmi economici del capitalismo neoliberista, così come ce li impongono, da trent’anni a questa parte, le classi dirigenti europee e nazionali.

Chi equipara il debito pubblico al debito privato, chi ha sciolto il legame tra Tesoro e Banca Centrale, chi ha votato il pareggio di bilancio in Costituzione, chi dice che in nome di arbitrari valori percentuali non si può fare spesa pubblica, dunque chi ci governa da trent’anni a questa parte, è la causa di tutto ciò. Classi dirigenti eversive che stanno facendo piombare la società ad un livello “ottocentesco”. Sono costoro, gli stessi che spendono miliardi in spese militari inutili, che ci stanno uccidendo lentamente, giorno dopo giorno, da anni, contribuendo a creare una società in guerra sociale, sempre meno garantita e protetta. Il fragile equilibrio sociale e politico repubblicano – raggiunto come negoziazione tra il conflitto di classe, le sue forme politiche, e lo stato – viene smantellato pezzo per pezzo da anni, per creare nuovi mercati e nuove possibilità di profitto.
Se hai soldi ti curi, studi, mangi decentemente, hai un tetto sopra la testa. In caso contrario ti ammali, non accedi alle cure, non puoi sperare di accrescere significativamente la tua formazione culturale, mangerai poco e male, rischi di rimanere per strada.
È già successo in passato, anzi diciamo che tutto ciò è stata la normalità nella storia dell’umanità. Sta succedendo ancora.

Il disastro socio-sanitario nelle Isole Pelagie.

I servizi sanitari che nelle Isole Pelagie dovrebbero assicurare il diritto alla salute, secondo l’articolo 32 della Costituzione, sono al disastro, e la responsabilità – perché ogni responsabilità è alla fine anche personale – la porta chi di volta in volta la responsabilità se la assume, politicamente ed amministrativamente. Così cominciamo con i nomi di chi a questo disastro dovrebbe perlomeno iniziare a por rimedio, e che invece è colpevolmente assente: Il sindaco di Lampedusa e Linosa Salvatore Martello, il Referente del Poliambulatorio Sanitario di Lampedusa e Linosa, Francesco Lo Cascio, il Direttore Generale dell’ASP di Palermo Dott.ssa Daniela Faraoni, il presidente Della Regione Sicilia, Sebastiano Musumeci.

Voglio iniziare da un aneddoto personale, che prego chi legge di seguire non perché di peculiare gravità, ma perché la testimonianza diretta è esemplificativa, e chiarisce che non si critica per mero “partito preso”, fosse pure un partito al quale personalmente mi ascrivo, quello dell’eguaglianza nel diritto e nell’accesso ai servizi sanitari nazionali per tutti i cittadini, indipendentemente dalla appartenenza geografica o sociale.

Lo scorso giugno, da Linosa dove sono residente sebbene vi abiti solo parte dell’anno, sono andato al pronto soccorso di Lampedusa per una dolorosa otite. Ebbene nell’sola maggiore della Pelagie, l’isola dove sono installati sofisticati potentissimi radar militari di dubbio impatto sulla salute, l’isola dei direttori sanitari che diventano star del salvataggio di migranti, il giovane medico del pronto soccorso non aveva nemmeno le pile per l’otoscopio. Mentre un ragazzo infuriato gridava che andassero a prendere il padre a casa con l’ambulanza (nessuno rispondeva alle chiamate per cui era venuto personalmente) ed un giovane incinta aspettava dolorante non si sa nemmeno chi, il giovane medico, che intanto infilava una flebo nel braccio di una anziana stesa su un lettino e li abbandonata da tempo, guardava il mio occhio senza strumento concludendo, mentre io pur dolorante ridevo, che non ci vedeva nulla.
Era un piccolo esempio del buio del disastro socio sanitario della Pelagie. Siti di interesse comunitario per la salvaguardia delle tartarughe, berte e delfini. Contro i quali non ho nulla, soprattutto quando i servizi primari funzionano. E veniamo al peggio, al totale abbandono in cui versa Linosa.

Perché ero lì? Perché dopo aver penato per fare una prenotazione di visita specialistica da Linosa per incontrare l’otorino che, a Lampedusa, c’è, come tutti gli altri servizi specialistici, una volta sola alla settimana, avevo deciso di andare subito: la visita mi era stata assegnata una decina di giorni dopo, con metodi che dire farraginosi è poco. A Linosa differentemente da qualsiasi altro luogo in Italia, non c’è un CUP, Centro Unificato Prenotazioni, si fa la richiesta, si invia un fax a Palermo, si aspetta la risposta (quello che si fa infatti di solito è non attendere nessuna risposta di prenotazione, si va con l’impegnativa il giorno in cui lo specialista c’è e basta, sperando che non vi sia troppa fila e nella magnanimità del medico.)

Ci si prepara comunque ad andare in una altra isola, con tutte le eventuali inconvenienze del caso, partenze annullate per maltempo (figuratevi d’inverno), permanenza obbligatoria sull’altra isola per impossibilità di tornare in giornata eccetera (figuratevi quando andati via i turisti spariscono anche i collegamenti veloci) , tutto ovviamente a spese del cittadino: QUESTO PERCHE’ CON GRAVE LESIONE DEI DIRITTO ALLA SALUTE CHE DOVREBBE ESSERE TUTELATO NELLE PELAGIE COME A TERRA FERMA ( PERLOMENO FINCHE LO STATO PRETENDE GLI STESSI DOVERI DA CHI VI RISIEDE) A LAMPEDUSA NON CI SONO SPECIALISTI NORMALMENTE IN LOCO E A LINOSA NEMMENO SALTUARI, NEMMENO UNA VOLTA AL MESE!

L’unico servizio che a Linosa è saltuariamente assicurato è quello dei prelievi, spesso con lunghe intermittenze. Nessuna visita medica specialistica esperibile in loco, nessuna assistenza pediatrica continuativa, niente assistenza alla stessa gravidanza o alla sua interruzione, nessun consultorio familiare: un precario servizio di medicina di base estremamente carente e una guardia turistica la maggior parte delle volte espletata da personale alle prime armi.

Cosa fanno tutti dunque? Ci pensano da soli. Vanno da qualche parte in terra ferma, a proprie spese, privatamente. Su chi ricade per spese e disagi maggiormente tutto questo: bambini, donne in gravidanza, anziani, le categorie più deboli e bisognose di assistenza.
Sì a Linosa c’è Santo Elicottero – con le limitazioni di un mezzo non presente il in loco e che è soggetto alla distanza ed alle condizioni meteo e che come tutti i santi, DEVE ESSERE PREGATO – per ogni trauma o situazione di emergenza non gestibile (nemmeno diagnosticamente) sull’isola, ossia TUTTE : si parte in volo (con costi pubblici ovviamente) non solo per l’infarto o la gravidanza extrauterina ma anche per un sospetto di frattura scomposta al braccio, parte chi sta per morire e chi si è lussato un polso cadendo sullo scivolo dello scalo vecchio!

Credo che tutti i cittadini delle Pelagie dovrebbero iniziare a lottare con forza con ogni mezzo necessario contro questo stato di fatto. Cominciando dal rifiuto di pagare i ticket per un servizio tanto pessimo. E dal vedere anche se un tal stato di abbandono non evidenzi delle responsabilità anche legali per le autorità preposte alla teorica tutela del diritto alla salute.

Claudio Fausti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...