LETTERA ALLA COMUNITA’ LAMPEDUSANA

Dopo gli ultimi fatti successi sull’isola che in realtà sono la ripetizione di quanto avviene ciclicamente dal 1992 abbiamo sentito l’esigenza di comunicare la nostra posizione. Ci siamo chiesti prima di tutto a chi indirizzare questa lettera: alle istituzioni? Alle segreterie di partito? Ai giornalisti? Alle istituzioni religiose? Tutti soggetti che in questi anni hanno contribuito a mantenere la situazione uguale a se stessa utilizzando l’isola per i propri interessi economici, politici e mediatici.

Ricordiamo solo i passaggi più chiari che hanno portato l’isola e il mediterraneo a diventare quello che è oggi: tra il 1985/86 l’Atto Unico Europeo – Accordo di Schengen – Mercato interno Europeo, nel 1990 la legge Martelli (introduzione dei visti), nel 1998 legge Turco-Napolitano (detenzione amministrativa – CPT), nel 2002 la legge Bossi-Fini (inasprimento della Turco Napolitano), i vari decreti sicurezza, nel 2015 la creazione dell’hotspot da parte dell’UE appoggiata dal PD, le politiche di Minniti ed infine le ultime politiche di Salvini appoggiato dal M5S.

Ci siamo chiesti: “chi può essere nostro alleato?”. Chi può insieme a noi articolare un discorso su Lampedusa e le migrazioni che si smarchi finalmente dalle due retorche dominanti quella dei “migranti cattivi” e quella dei “migranti buoni” (riduciamo il concetto all’osso) la stessa retorica semplicistica che ha visto i lampedusani passare dall’essere descritti come tutti eroi a tutti razzisti. Nessuno si è fermato ad analizzare la situazione da un punto di vista storico, nessuno si è messo ad ascoltare le voci dei lampedusani e quelle delle persone migranti, piuttosto si è preferito portare avanti delle immagini costruite a fini elettorali e propagandistici.

Nessuno si è chiesto perché le persone lasciano il proprio paese e quali responsabilità ha l’UE in questi processi, nessuno ha messo al centro del discorso la regolarizzazione dei viaggi.

E allora come poter cambiare le sorti di quest’isola che storicamente ha assunto il ruolo di carcere e di base militare e che a partire dai primi anni novanta ha visto aumentare sul proprio territorio installazioni militari di ogni tipo

che a secondo del clima politico sono state giustificate con la retorica “umanitaria” dei salvataggi in mare (retorica smentita dai tanti naufragi avvenuti in questi anni nel mediterraneo) o dalla retorica securitaria (smentita quotidianamente dai tanti arrivi di barche per lo più provenienti dalla Tunisia che sbarcano sulle coste dell’isola senza nessun tipo di controllo).

Crediamo che nessuno abbia l’interesse a risolvere i nostri problemi, ne quelli legati strettamente al territorio: la gestione dei rifiuti, la sanità, gli edifici scolastici, la tutela dei beni archeologici e ambientali, l’assenza di spazi culturali, i diritti dei lavoratori, i trasporti, la produzione e distribuzione di energia elettrica, la regolamentazione edilizia, l’acqua, il depuratore solo per citare le questioni più importanti (Problemi che ci trasciniamo irrisolti da decenni), ne tanto meno le questioni di ordine internazionale che investono quest’isola a partire dalla militarizzazione, dalla sperimentazione delle politiche carcerarie e repressive promosse dall’UE, dall’utilizzo come palcoscenico mediatico dell’isola che è divenuta anche laboratorio dello scontro tra le classi più deboli.

Purtroppo neanche noi lampedusani siamo stati in grado di individuare le priorità e lavorare insieme per rendere migliore la nostra comunità, purtroppo fette di società lampedusana hanno cavalcato l’onda chi per interessi politici chi per interessi economici perdendo di vista le cose importanti, prima di tutto la salute a partire dal preoccupante aumento dei tumori. Come risulta dall’Atlante Sanitario Epidemiologia dei Tumori, edizione del 2013, il distretto di Lampedusa e Linosa risultava il secondo per mortalità più elevata per causa tumorale (tutti i tipi) nei maschi, seconda solo al distretto metropolitano della città di Catania. Nell’edizione successiva dell’Atlante Sanitario Epidemiologia dei Tumori, quella del 2016, che si può visionare QUI si conferma il drammatico dato emerso in precedenza. Nella tabella 1.L a pag. 244 vi sono indicati i tassi standardizzati di mortalità per tutti i tumori maligni negli uomini, distinto per aziende sanitarie territoriali, nel periodo 2007-2015. L’SMR più elevato in assoluto (121,2 ovvero +21,2% rispetto alla media regionale) è quello di Lampedusa e Linosa, mentre il secondo classificato (118,0 ovvero +18% rispetto alla media regionale) è quello di Catania. Lampedusa e Linosa superano quindi sia le aree metropolitane (come Catania e Palermo) che le aree industriali pesantemente inquinate (come Augusta e Gela), una ben strana anomalia che a quanto pare persiste negli anni.

Purtroppo non siamo stati in grado di contrastare il degrado culturale, sociale ed economico che la globalizzazione neoliberista ha portato ovunque e che ha fatto del profitto l’unica ragione di essere, abbiamo perso il contatto con i nostri antenati, con la natura, con la nostra storia.

Noi ci rivolgiamo alla comunità di Lampedusa e chiediamo di fare di questi punti, che elenchiamo di seguito, un programma che venga assunto come prioritario da ogni componente politica e sociale locale:

1) chiudere l’hotspot in favore di un ospedale;
2) portare sull’isola solo le persone che hanno bisogno di cure mediche;
3) smilitarizzare l’isola in cui devono rimanere solo: una caserma dei carabinieri, una della guardia di finanza, una della guardia costiera, un piccolo contingente dell’aeronautica militare, un radar per il cielo e uno per il mare;
4) fare una campagna che parti dalla comunità di Lampedusa per la regolarizzazione dei viaggi, la fine delle ingerenze imperialiste (quanto meno la non partecipazione dell’Italia a queste guerre) e lo smantellamento delle reti di sfruttamento sul lavoro in favore di maggiori diritti e salari per TUTTI i lavoratori.

E’ chiaro che questi punti non si realizzeranno in poco tempo, è per questo dobbiamo incarnarci nella storia e fare di questo programma una ragione non solo politica ma identitaria. Dobbiamo provare a guardare più lontano di una stagione turistica. Noi siamo convinti che se agiremo insieme ed uniti nulla sarà impossibile. Quest’anno sono undici anni di attività del collettivo Askavusa in cui non ci siamo mai persi d’animo, in molte occasioni ci hanno detto che quello che pensavamo era utopia ma molto di quello che abbiamo immaginato lo abbiamo realizzato e pensiamo che adesso bisogna fare un salto di qualità che sarà possibile solo attraverso l’unità dei lampedusani. Anche questo sappiamo che non è semplice, che la nostra comunità è disgregata da interessi economici, da piccoli odi e rancori, da pregiudizi e ignoranza, sappiamo bene che le dinamiche dell’isola subiscono le stesse dinamiche di contrapposizione di classe presenti in ogni dove, ma questo non deve fermarci dal cercare l’unità quanto meno sui punti sopra detti. In ballo c’è la sopravvivenza stessa di questa piccola comunità. Per quanti difetti possiamo avere noi lampedusani, siamo sicuri che se questo piccolo popolo comincia ad unirsi e a rivendicare i propri diritti insieme allora potremo finalmente diventare un esempio per tutto il mediterraneo.

Da ottobre daremo il via ad una serie di incontri per articolare le forme politiche e se è il caso di protesta per cominciare una lunga azione che faccia di questi quattro punti le priorità della comunità. Intanto per fare in modo che queste riflessioni divengano di dominio pubblico vi chiediamo di condividere, inviare via mail a tutti coloro che ritenete opportuno, discuterne i contenuti, avviare processi di confronto come riunioni e assemblee.

VINCEREMO!

Collettivo Askavusa
Senza Paura!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...