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La situazione dell’inquinamento elettromagnetico sull’isola di Lampedusa è una delle più preoccupanti in assoluto, come si può vedere nella mappa interattiva qui sotto, a dispetto di un territorio di circa 20 Kmq sono innumerevoli le installazioni di tipo militare e civile che emettono onde elettromagnetiche.

(per approfondire leggi questi articoli: 1, 2, 3)

Nella foto sotto una pagina del documento che Teledife ha rilasciato al Comune di Lampedusa e Linosa in cui Teledife chiede all’amministrazione comunale informazioni “circa lo stato del procedimenti autorizzativo di competenza” avendo tutte le autorità preposte rilasciato le autorizzazioni (Legambiente, ASP).  Il sindaco ha sempre sostenuto di non avere rilasciato autorizzazioni quindi: ho i lavori si stanno ultimando senza autorizzazioni dell’Amministrazione che fa finta di niente e lascia che i lavori si svolgano, oppure l’amministrazione ha rilasciato le autorizzazioni richieste.

telledife

Nelle foto sotto ci sono i nuovi radar in fase di installazione a Capo Ponente: il Selex RAT 31-DL (“WiMAX”- Fadr)  . Il progetto prevede anche una torre di alloggiamento ed i lavori sono stati affidati a Selex e Vitrociset.

Sono dodici gli impianti di questo tipo che sono stati ordinati dal Ministero della Difesa con un contratto di 260 milioni di euro tra la seconda divisione di Teledife (direzione generale delle Telecomunicazioni Avanzate del Ministero della Difesa) e le aziende del gruppo Finmeccanica. Il secondo sistema è un RASS CL a sua volta formato da due radar il SELEX T200C Gabbiano e il RASS C della Alenia Marconi Systems (*2 foto) che fa parte dell’ammodernamento della rete di radar costieri della Marina Militare Italiana che ha il costo complessivo di circa 83 milioni di euro. Poiché si possa valutare la pericolosità e tenere la popolazione informata sui pericoli che si può incorrere alle prolungate esposizioni delle molteplici fonti elettromagnetiche presenti sull’isola, civili e militari, si dovrebbero fare rilevazioni e studi epidemiologici.

Nel 2015 con il Collettivo Askavusa abbiamo contattato l’osservatorio epidemiologico della regione Sicilia che ci ha indirizzato alla Dott.ssa Candela del registro tumori di Trapani, responsabile del registro tumori di Lampedusa, che venne sull’isola su nostro invito a iniziare una prima indagine epidemiologica, purtroppo con poca collaborazione da parte dei medici di base tranne che per il Dott.Siragusa … Purtroppo non siamo riusciti mai ad avere la restituzione del lavoro della Dott. Candela anche dopo molteplici contatti, senza più risposta.

Anche l’Arpa Sicilia, dopo un incontro tenutosi in comune tra amministrazione, ARPAS e Askavusa, si era resa disponibile a fare una mappatura delle fonti elettromagnetiche e delle azioni di osservazione e rilevamento sul territorio ma anche quella “promessa” rimane assolutamente vana fino ad oggi.
I link di seguito sono sul lavoro fatto dalla Arpa Marche e dei convegni organizzati a Potenza Picena sulla questione…

http://www.arpa.marche.it/…/2013_03_pot…/2013_potenzapic.pdf

http://www.cittaprestata.it/category/convegno-internazionale-medico-scientifico/

C’è una grande letteratura sulla questione dell’inquinamento elettromagnetico compresi radar e ripetitori civili, e anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità non riesce ancora a dimostrare pienamente la connessione di certe malattie con l’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche si consiglia di rispettare il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, riguardo i potenziali rischi legati all’esposizione ai campi elettromagnetici: “l’azione amministrativa, in ossequio al principio di precauzione, pur non risultando del tutto assodato in sede scientifica il limite oltre il quale l’esposizione di campi elettromagnetici possa arrecare danni alla salute degli esseri umani, deve essere improntata ad un rigido criterio di sicurezza e di tutela delle persone coinvolte (TAR Veneto II 13.2.2001 n. 236).

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