Acque torbide. Girgenti acque e altre storie simili.

“Sono stati notificati, dalla Procura di Agrigento, 73 avvisi di proroga delle indagini nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza un’associazione a delinquere legata anche ad assunzioni a “Girgenti Acque”, società che gestisce il servizio idrico e fognario in molti Comuni dell’Agrigentino. Agli indagati vengono contestati l’ associazione per delinquere, truffa, corruzione, riciclaggio e inquinamento ambientale.”

(ANSA)

Un’inchiesta quella su Girgenti Acque che interessa da vicinissimo Lampedusa per diversi motivi. E’ recente la scelta dell’amministrazione comunale di affidare proprio a Girgenti Acque la gestione dell’acqua sull’isola, scelta criticata da subito da noi e anche dall’opposizione in consiglio comunale. Ma la gestione dell’acqua, cosi come dei servizi di base, a Lampedusa e in tutto l’agrigentino, è da sempre una gestione che favorisce pochissimi a discapito della collettività e dell’ambiente e che vede protagonisti di tale speculazione politici, ministri, affaristi e gente che ha legami con la mafia.

Quando il 16/01/2015 a Lampedusa veniva inaugurato in pompa magna il nuovo dissalatore avevamo criticato le modalità di affidamento di quell’opera (qui per approfondire) e come riportò in seguito il Sole24ore:

L’ultima telefonata risale a domenica. A farla il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. A riceverla un ufficio della Regione siciliana. Oggetto: emergenza idrica. Il primo cittadino dell’isola ha chiamato per lamentare il disservizio nella fornitura di acqua da parte della società proprietaria del dissalatore: «L’acqua arriva ogni 18 giorni» . Una situazione allarmante. Questo almeno il racconto che ne viene fatto. A una verifica più attenta, però, ci si è accorti che la causa del disservizio va cercata nella rete di distribuzione: un guasto che va riparato. Un problema che l’anno scorso, qualche giorno prima dell’inaugurazione del nuovo dissalatore, il collettivo lampedusano Askavusa aveva già segnalato: «Un nuovo impianto per l’acqua potabile non servirà a niente se i serbatoi e la rete idrica non verranno rimodernati, visto lo stato di obsolescenza in cui si trovano e visto che anche se l’acqua in origine fosse potabile, passando dalle condutture attuali o stazionando nei serbatoi, diventerebbe imbevibile. Ma questo potrebbe essere un primo passo per rivedere il sistema idrico a Lampedusa che da sempre è uno dei punti critici». Che il servizio sia pagato è tutto da dimostrare, visto che secondo alcuni il tasso di evasione nel pagamento per la fornitura di acqua a Lampedusa e Linosa e di oltre l’80 per cento.

Abbiamo anche messo in luce come ci siano dei gravi illeciti da parte dell’amministrazione comunale nell’erogazione dell’acqua tanto che grazie ad una denuncia di una dei membri del collettivo Askavusa assistita dall’Avv. Miriam Zulli, il Giudice di Pace di Agrigento emanava una sentenza contro il Comune di Lampedusa e Linosa riconoscendo il diritto dell’utente al rimborso di somme pagate indebitamente all’ente comunale per consumi idrici non veritieri e calcolati mediante criterio forfettario, nonché per illegittima applicazione del canone di depurazione di un impianto non funzionante.

Il caso Girgenti acque coinvolge molti dei protagonisti della vita pubblica agrigentina i quali hanno frequentato l’isola di Lampedusa con frequenza:

“Fra gli indagati anche il prefetto di Agrigento Nicola Diomede e Angelo Alfano, padre del ministro degli Esteri Angelino. […] Sono indagati anche l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, l’ex presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D’Orsi, deputati ed ex deputati, politici agrigentini, dirigenti pubblici, giornalisti e avvocati. Secondo i Pm avrebbero beneficiato di assunzioni, per loro o per i propri familiari, da parte di Girgenti Acque in cambio di favori. L’indagine riguarda anche l’Hidrotecne, società di distribuzione acqua controllata da Girgenti acque. Sono indagati anche Marco Campione, presidente di Girgenti acque e Pietro Arnone, amministratore di Hidrotecne. ”

(ANSA)

Crediamo che uno dei passi più importanti da fare sia la municipalizzazione dei servizi: idrico, spazzatura, energia elettrica, questo oltre ad ottimizzare il servizio eviterebbe la speculazione di politicanti, “imprenditori”, affaristi, mafiosi e ruffiani.

La questione del lavoro rimane centrale, infatti molte delle situazioni sull’isola rimangono tali perché il ricatto del lavoro è la paura di perdere il posto di lavoro tengono sotto scacco la maggior parte dei lampedusani.

Leggere dall’ex sindaco Giusi Nicolini Molto dispiaciuta per il Prefetto Diomede, di cui ho apprezzato dedizione, vicinanza, equilibrio, competenza e grande umanità nella gestione delle tante emergenze lampedusane, e a cui auguro di poter dimostrare presto la sua estraneità al “sistema” Girgenti Acque” conferma la pessima idea che ci eravamo fatti di lei come amministratrice e politica, infatti riteniamo l’ex Prefetto Diomede uno dei responsabili, non solo delle nefandezze relative alla gestione dell’acqua ma anche al servizio di gestione dei rifiuti e dell’Hotspot, d’altronde la Nicolini fa parte di quell’apparato di potere che negli anni ha occultato le reali condizioni dell’isola di Lampedusa e ha affidato ad altri gruppi di potere e di affare la gestione dei beni comuni, basta vedere le continue proroghe che l’amministrazione Nicolini ha fatto nei suoi anni  alle ditte che gestiscono la nettezza urbana a Lampedusa.

Crediamo che le prime scelte dell’attuale amministrazione comunale siano assolutamente sbagliate e su un piano generale l’assenza di una coerenza per quanto riguarda temi cruciali come la presenza dell’hotspot (un giorno si deve chiudere, un altro si deve riformare, un altro deve seguire le normative vigenti) sia il sintomo di una linea politica che si trasforma a secondo dell’interesse degli amministratori e che non porterà nulla di buono.

Chi volesse prendere appuntamento con l’avvocato per intraprendere una causa per chiedere il rimborso delle somme indebitamente versate al comune per consumo acqua forfettario e depurazione può scrivere nei messaggi privati o contattarci alla mail
askavusa@gmail.com mettendo come oggetto rimborso acqua consumo forfettario o rimborso per mancata depurazione.

 

 

 

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