Salute pubblica e inquinamento a Lampedusa – Comunicazione ufficiale all’amministrazione comunale e al gruppo di opposizione.

COLLETTIVO ASKAVUSA

All’amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa

al gruppo di opposizione del consiglio comunale di Lampedusa e Linosa

OGGETTO: SALUTE PUBBLICA E INQUINAMENTO

Con la presente comunicazione vogliamo porre alla vostra attenzione il grave stato di inquinamento in cui versa l’isola di Lampedusa. Gli ambiti che necessitano di un intervento su questo versante sono innumerevoli ma riteniamo che almeno tre vadano affrontati prima possibile:

1) RADAR E INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

Sull’isola di Lampedusa sono installati ben sette radar, antenne per la guerra elettronica e lo spionaggio, antenne e tralicci per la comunicazione civile e militare, antenne per la radionavigazione.
Alcuni di questi radar sono presenti in zona SIC ZPS e uno di questi radar è nella zona di Grecale a pochi metri da una strada molto frequentata.

Il radar di Capo Grecale non ha alcun tipo di richiesta ne studi preventivi per la sua installazione da parte della Guardia di Finanza (a cui appartiene) ne risultano permessi da parte dell’ufficio tecnico di Lampedusa. Dopo una denuncia alla Procura della Repubblica, nel 2015, fatta da noi e da altri cittadini di Lampedusa il radar in questione sembra disattivato.

Nel 2014 grazie all’attivazione attraverso campagne di sensibilizzazione, incontri pubblici, raccolta firme e articoli di giornali si riusciva a bloccare l’installazione di un nuovo sistema di radar: Rass-CL e Gabbiano T200C che avrebbe dovuto sostituire alcuni dei radar di Capo Ponente con un impatto ancora più devastante per il territorio. L’installazione di questi due nuovi radar stava passando in sordina (come avvenuto per tutti gli altri) ma grazie alla mobilitazione l’installazione veniva bloccata anche attraverso ad un parere negativo di Legambiente che è l’ente gestore della riserva terrestre di Lampedusa, riserva naturale, dove ancora oggi, risultano installati cinque radar, antenne, e altri sistemi di telecomunicazione (al momento di quelle installazioni nessuno disse niente e tutto avvenne nel silenzio generale).

LA COMUNICAZIONE UFFICIALE DI LEGAMBIENTE SULL’INSTALLAZIONE DEI RADAR RASS-CL E GABBIANO T200C >  allegato n 11 – Legambiente – negativa_Radar_Aeronautica_Lampedusa

Un traliccio per le telecomunicazioni si trova nel centro del paese a pochi metri dall’asilo comunale. A seguito di nostre segnalazioni all’ARPA e di una contro relazione del prof. Massimo Coraddu alla relazione dell’ARPA Sicilia, si abbassava la potenza delle emissioni dei ripetitori posti sul traliccio in questione.

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE QUESTO PUNTO > CLICCA QUI

La situazione rimane allarmante. Gli studi che attestano i gravi danni delle onde elettromagnetiche sulla salute umana e ambientale sono svariati cosi come sono attestati i disturbi che le onde elettromagnetiche provocano ad insetti e uccelli.
Ricordiamo che l’intero territorio di Lampedusa e Lampione è stato classificato nel 2005 come ZPS – Zona a protezione Speciale. Due terzi del territorio dell’isola di Lampedusa (comprese le aree più densamente militarizzate di Capo Ponente – Albero Sole e Capo Grecale) è classificato invece come SIC – Sito d’importanza comunitaria. Le infrastrutture militari nella parte più occidentale dell’isola sorgono poi a meno di 400 metri di distanza dalla Riserva naturale orientata istituita nel maggio 1995 dall’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Sicilia e che questi siti sono stati dichiarati tali anche per la
protezione di uccelli e insetti rari.

TUTTO CIO’ PREMESSO CHIEDIAMO: Che si avvii un processo di drastica diminuzione dell’inquinamento elettromagnetico. Per fare ciò bisogna partire da due strumenti semplici ma fondamentali: UN CENSIMENTO DI TUTTO L’ESISTENTE e UN REGOLAMENTO INTERNO PER L’INSTALLAZIONE DI FONTI CHE EMETTONO ONDE ELETTROMAGNETICHE. Questo permetterebbe di aprire una nuova fase di ridimensionamento dell’esistente e la tutela per eventuali nuove installazioni.

2) DISCARICHE ABUSIVE E AMIANTO

La cattiva gestione dei rifiuti, la scarsa educazione ambientale della popolazione locale, la forte pressione turistica, l’assenza di interventi da parte delle autorità ambientali e sanitarie hanno fatto emergere sull’isola una grandissima quantità di piccole discariche di vario tipo: dai materiali di scarto edile, ai sacchetti di plastica contenenti spazzatura alla preoccupante presenza di amianto in varie zone dell’isola.

TUTTO CIO’ PREMESSO CHIEDIAMO: Che si avvii una campagna straordinaria di pulizia e sensibilizzazione attraverso il coinvolgimento di volontari, delle scuole e delle varie associazioni presenti sull’isola. Campagna che si potrebbe avviare nei mesi invernali. Per quanto riguarda l’amianto chiediamo se si sono avviate procedure per la raccolta dell’amianto e se esiste un censimento di tali rifiuti.

3) GESTIONE DEI RIFIUTI

Da anni sull’isola (e non solo) la gestione dei rifiuti è in mano alle solite ditte che attraverso proroghe gestiscono il servizio in maniera poco efficace e con costi altissimi per la collettività. Le ditte del raggruppamento ISEDA pagano da sempre i loro dipendenti con ritardi costanti che variano dai due ai cinque mesi giustificando tali ritardi con la motivazione “se il comune non paga le fatture non possiamo pagare.”

Questo stato di cose è assolutamente illegale in quanto:

Nel CAPITOLATO D’ONERI (Servizio di igiene ambientale nel comune di Lampedusa e Linosa – Raccolta, Spazzamento e Trasferenza a terraferma dei RSU presso gli impianti autorizzati)

– all’Art 1 (OGGETTO DELL’APPALTO) si legge: I servizi devono essere svolti dall’appaltatore con propri capitali e organizzazione dell’impresa a suo rischio;

– all’articolo 13 (SPESE) si legge: “Tutte le spese per l’organizzazione dei servizi, nessuna esclusa ed eccettuata, nonché ogni altra spesa accessoria o conseguente, sono a carico dell’Appaltatore”;

– all’articolo 6 (PERSONALE ADDETTO ALL’ESPLETAMENTO DEI SERVIZI) si legge: “L’Appaltatore è tenuto: ad osservare integralmente nei riguardi del personale il trattamento economico normativo stabilito dai contratti collettivi nazionali e territoriali in vigore per il settore e la zona nella quale si svolgono i servizi (CCNL FISE – ASSOAMBIENTE)”;

INOLTRE:

– Il comma 1, Art. 29 , Capitolo VI (Corresponsione della retribuzione) del CCNL AMBIENTE afferma: “Il pagamento della retribuzione viene effettuato mensilmente in via posticipata, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento. Detto pagamento è attestato da distinta o busta paga, che resta in possesso del lavoratore, con l’indicazione di tutti gli elementi che compongono la retribuzione stessa e delle relative trattenute. Qualora l’azienda ritardi il pagamento, decorreranno gli interessi nella misura del 3% in aggiunta al tasso ufficiale di sconto.” questa maggiorazione nei pagamenti con ritardo non è mai avvenuta.

A tutto ciò le ditte rispondono con un accordo firmato nel 2013 voluto dall’ex ATO e dalla
Regione Siciliana che impone alla pubblica amministrazione di accollarsi tutte le responsabilità, compreso il pagamento delle fatture entro 15 giorni pena la sospensione immediata dei servizi.

Riteniamo questo, un accordo fuori legge fatto solo per favorire le ditte e mettere sotto scacco i comuni e i lavoratori.

TUTTO CIO’ PREMESSO CHIEDIAMO: Che si avvi un percorso di municipalizzazione del servizio che possa migliorare il servizio, rendere partecipi i lavoratori nella gestione, aumentare la percentuale della raccolta differenziata e abbassare i costi delle bollette.

Cordiali saluti

Francesca Del Volgo,  Annalisa D’Ancona, Giacomo Sferlazzo

Lampedusa 07/07/2017

(numero protocollo del comune di Lampedusa e Linosa 9980)

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