Non tutti i “centri” riescono col buco.

Da alcuni anni nel centro di detenzione per migranti di Lampedusa viene “tollerata” l’uscita da parte delle persone “migranti” da un buco presente nella rete della recinzione.

La questione sta venendo alla luce pubblicamente dopo alcune interviste del neo sindaco di Lampedusa e Linosa Salvatore Martello: «Se tu tieni i carabinieri o i poliziotti ai cancelli d’ingresso, non puoi consentire alla gente di uscire come vuole e quando vuole dai buchi nella recinzione. Questo significa per me avere regole certe. Il cambiamento deve essere visibile. Non ha senso sorvegliare le uscite e poi si vedono i migranti in pigiama che girano di notte per Lampedusa o se ne vanno in spiaggia. Questa interpretazione dell’accoglienza non mi va giù, non mi piace, è solo uno spreco di denaro pubblico. Se devono stare chiusi allora non devono andare in giro. Se devono stare lì per pochi giorni, non ci devono poi soggiornare per sei mesi o un anno».

Prima di entrare dentro la questione vorremmo precisare (visto i tempi d’inquisizione per i “lampedusani”) che la questione del “buco” è un falso problema, o meglio è una conseguenza di un problema più strutturale e profondo, ovvero: la mancata regolarizzazione dei viaggi per tutte e tutti e la detenzione amministrativa, oltre alle cause che generano le migrazioni.

Negli anni molti lampedusani si sono lamentati delle “uscite” dei “clandestini” specialmente nel periodo estivo. Lamentele che venivano dal fatto che a detta di alcuni lampedusani (ma anche di qualche turista) i “clandestini” in giro rovinano l’immagine dell’isola.

Se fino a poche settimane fa quando denunciavamo questi atteggiamenti sottolineando che descrivere tutti i lampedusani come “accoglienti” era strumentale, oggi invece sembra essere passati all’eccesso opposto descrivendo tutti i lampedusani come “razzisti”.

Fatta questa necessaria premessa andiamo avanti nel ragionamento.

Il primo aprile del 2016 la Prefettura di Agrigento , ha fatto la gara d’appalto per l’affidamento dell’hotspot dove si prevedevano 381 posti (diventati 381 da 250 senza cambi strutturali al centro, solo aggiungendo materassi in gommapiuma). Seguendo la solita logica di aumentare il profitto senza garantire i servizi minimi stabiliti dall’appalto di gestione.

Di seguito pubblichiamo il bando con relativi allegati, anche delle forniture che dovrebbero essere consegnate ai migranti dall’ente gestore, consegne che molto spesso non vengono effettuate

http://www.prefettura.it/agrigento/contenuti/Bando_affidamento_gestione_centro_primo_soccorso_e_accoglienza_di_lampedusa-469387.htm

Il 17 maggio del 2016 un incendio ad uno dei padiglioni dell’hotspot riduce il numero dei posti di 144 riducendoli a 237 posti.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/17/lampedusa-divampa-un-incendo-nel-centro-di-accoglienza-per-migranti/2740268/

Dopo l’approccio hotspot, dal 17 settembre 2015, la Commissione Europea prevede per l’hotspot di Lampedusa 650 posti, ridotti a 500 nei successivi rapporti, dopo l’incendio del 17 maggio 2016.

Qua c’è il primo crack tra le leggi che regolano “l’accoglienza” a livello nazionale e tra quelle imposte dalla comunità europea. CPSA vs HOTSPOT (per semplificare) la proposta dell’Europa era: voi paesi membri al confine fate gli hotspot, noi facciamo i ricollocamenti, per cui solo alcune nazionalità: siriani, eritrei ed afgani, rientrano nelle “relocation” da spartirsi tra stati europei. “Relocation” che non hanno funzionato, se non per pochi numeri, mentre gli hotspot sono stati realizzati e se ne stanno realizzando ancora, fino a raggiungere il numero di 5 in Italia, come richiesto dall’UE.

Una delle domande a cui non si riesce a trovare una risposta chiara è:

quanto tempo devono rimanere le persone dopo avere (necessariamente) lasciato le impronte digitali nel primo paese d’arrivo, all’interno dell’hotspot, prima di essere trasferiti nelle strutture di seconda “accoglienza”?

Le procedure di gestione dell’hotspot sono poche chiare a livello giuridico.

Soprattutto per quanto riguarda la durata del trattenimento amministrativo che in Italia è regolato dall’art. 13 della costituzione

https://www.senato.it/1025?articolo_numero_articolo=13&sezione=120
Facciamo riferimenti all’universalità di questo primario e fondamentale diritto occorre tener presente, oltre che della disciplina della Costituzione, di norme internazionali e sovranazionali fra cui si ricorda:
* l’art. 3 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (1998);
* l’art. 9 del Patto internazionale dei diritti civili (1966);
* gli artt. 3 e 5 Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (CEDU);
* l’art. 6 TUE e 6 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Di seguito un link dove sono elencate le procedure di gestione degli hotspot

http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/hotspots_sops_-_versione_italiana.pdf

Questa è una delle domande più inflazionate e con risposte poco chiare a livello giuridico. Le persone vengono fermate e trattenute per aver commesso reato di clandestinità secondo la legge Bossi-Fini anche se spesso vengono recuperate direttamente nelle acque territoriali libiche e portate non nel primo porto sicuro, così come prevede il diritto internazionale, ma spesso in Sicilia o a Lampedusa.

Il trattenimento amministrativo negli Hot Spot, non dovrebbe durare più di 48 ore, prolungabili al doppio del tempo (96 ore) seguendo delle procedure ma spesso questa norma viene violata e il trattenimento viene prolungato a discrezione della polizia.

Nell’hotspot di Lampedusa, superate le ore del trattenimento amministrativo, viene permessa la “fuga” dal buco della recinzione, anche per alleggerire la tensione nell’hotspot, visto anche il numero medio di persone trattenute all’interno (mediamente il doppio rispetto ai numeri per cui il centro viene appaltato) e il tempo medio di permanenza , spesso di molto superiore alle (max) 96 ore.

In realtà dopo le 48/96 ore le persone potrebbero uscire dal cancello e non da un buco. Solo che forse qualcuno (La polizia? L’ente gestore?) non vuole assumersi la responsabilità della gestione delle uscite?

Come si dice: non tutti i “centri” riescono col buco.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...