Salvini, l’UE e le elezioni a Lampedusa.

La visita a Lampedusa del segretario della Lega Nord, l’europarlamentare Matteo Salvini, fa esplodere tutte quelle contraddizioni venutesi a creare dal 2012 in poi: Lampedusa è stata descritta in questi anni come un’isola di eroi, simbolo dell’accoglienza, “Porta D’Europa”,  “Capitale morale del mediterraneo” etc etc.

Un’immagine creata e riprodotta dai media mainstream, da artisti, registi, cantanti e chi più ne ha più ne metta….

Un’immagine utile a coprire le nefandezze messe in atto  su quest’isola dall’UE, la NATO e i comitati d’affari di varie estrazioni.

Ma andiamo con ordine:

Salvini arriva a Lampedusa nel giorno in cui i 27 leader europei firmano la “Dichiarazione di Roma”, un testo per rilanciare l’Europa a 60 anni dai Trattati. Mentre il Papa va a Milano dopo aver ribadito le radici cristiane dell’Europa e lo sforzo dei padri fondatori.

Sarebbe interessante approfondire le figure di questi padri fondatori, una su tutte  quella  di Walter Hallstein il primo Presidente della Commissione Europea (non eletto), dal  1958 al 1967.

Hallstein, fu membro dell’associazione nazista dei Protettori della Legge, nel maggio 1938, un anno prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, ideo la visita di Stato ufficiale in Italia di Adolf Hitler e Mussolini per pianificare il futuro europeo sotto il loro controllo; incluso l’implementazione di leggi dittatoriali in tutta l’Europa e fu colui che condusse e firmò il trattato di Roma, diventando uno dei 12 padri della CEE. (rimandiamo a questo articolo per un approfondimento > https://egleaph.wordpress.com/2014/04/05/le-origini-naziste-dellunione-europea)

Ieri a Roma si svolgevano diverse manifestazioni contro l’UE, una  dei gruppi di estrema destra, un’altra, quella a cui abbiamo aderito come Askavusa, promossa dalla piattaforma Eurostop e il sindacato USB.

Due prospettive diverse di rottura con l’UE.

Salvini  sceglie di venire  a Lampedusa essenzialmente per due motivi:

il primo è che è un politico furbo, viene a Lampedusa a criticare l’UE a differenza degli altri politici che sull’isola l’UE l’ hanno invocata e celebrata, ovviamente anche lui nella contraddizione di ricevere soldi e privilegi dalla posizione di europarlamentare e di aver fatto delle scelte che sono in linea con quelle dell’UE. Salvini sa anche che senza i voti del sud la Lega Nord non ha molte possibilità di diventare una forza di governo;

l’altro motivo per cui sceglie l’isola è perché sull’isola come si è visto bene, ha un gruppo di simpatizzanti e una rappresentante che è stata Senatrice della Repubblica e vicesindaco di Lampedusa, Angela Maraventano che sta preparando una lista della Lega Nord per le prossime elezioni. Quale occasione migliore per aprire la campagna elettorale?

Già questo dovrebbe far riflettere sulle tante sfumature delle inclinazioni politiche  dei lampedusani.

Nonostante i danni enormi che la Lega ha fatto sull’isola (e anche nel resto del paese) ci sono lampedusani che votano Lega Nord, ci sono imprenditori che hanno voluto ascoltare Salvini senza nessun approccio critico, del resto anche la sindaca lo ha “accolto” volendosi distinguere dalla nettezza dell’approccio napoletano. La Nicolini aveva già accolto Berlusconi subito dopo il disastro del 2011 quando ancora non era sindaca: “Però ad accoglierlo per la breve visita all’Isola dei conigli è stata Giusy Nicolini, direttrice della riserva naturale che comprende la piccola isola. Racconta: «Il presidente ha cominciato a parlare subito della villa. Che Baldini lo ha invitato più volte, che lui non è mai riuscito a venirci, che il posto è meraviglioso e che la casa anche… Ci si può arrivare via mare? mi ha chiesto. E d’estate quanta gente ci viene in spiaggia? E si può scendere fin giù con l’auto…? Insomma, un cortese interrogatorio. Se vuole comprarla non lo so – conclude Giusy Nicolini -. Che gli sia piaciuta da morire, invece, è sicuro. Del resto, sa, non è certo l’unico…».”

(http://www.lastampa.it/2011/04/10/italia/politica/il-cavaliere-soddisfattofesta-al-bar-con-i-cannoli-Xji19iGuZ80U8OLkEDhDFI/pagina.html)

Altro che snobbare. La Nicolini conferma la sua attitudine al dialogo con chiunque rivesta un ruolo di potere, specialmente se in favore di telecamere, d’altronde se avrebbe voluto contestare in qualsiasi modo Salvini, come fece nel 2011 insieme a noi nei  confronti di Le Pen e Borghezio, questa volta, non avrebbe avuto nessun compagno al suo fianco, visto la sua incapacità a dialogare con gli isolani.  Forse 5 o 6 persone come eravamo noi, ma lei questo, a differenza nostra, non può permetterselo, in fondo anche per lei si è aperta la campagna elettorale.

protesta salvini

Ma passiamo alle cose più importanti:

La Lega Nord critica “l’affare dell’accoglienza” e chi va a prendere vicino alle coste libiche i “migranti” ma dimentica che fino al 2001 a Lampedusa arrivavano meno di 1000 persone “migranti” all’anno , dal 2002 in poi cambia tutto. Fu il governo Berlusconi in cui la Lega aveva un posto di rilievo, a spostare le navi della Marina Militare Italiana davanti la Libia e fu lo stesso governo a fare il primo appalto per la gestione del centro che fino a quel momento era gestito da volontari. Ogni immigrato 35 euro al giorno alla Misericordie che aveva vinto la gara d’appalto. Nel 2002 come potete vedere dai numeri delle statistiche si cominciò a portare sull’isola migliaia di immigrati per fare affari e per creare uno dei punti più importanti della frontiera di quell’UE che Salvini dice di contestare.

statistiche sbarchi

Una frontiera militarizzata (sull’isola otto radar e svariate caserme) e un palcoscenico mediatico da usare di volta in volta a secondo delle occasioni. Nel 2009 la Lega voleva costruire un CIE sull’isola creando una forte ondata di proteste  sull’isola, queste proteste si risolverono mettendo la Polizia dentro gli alberghi, facendo lavorare bar e pizzerie in un periodo non estivo, creando un indotto dalla militarizzazione dell’isola, forse anche per questo, alcuni “imorenditori” hanno voluto ascoltare l’esponente della Lega Nord. Nel 2011 il governo Berlusconi che aveva come ministro degli interni il leghista Roberto Maroni creò un emergenza disastrosa  a Lampedusa lasciando migliaia di tunisini sull’isola senza nessun tipo di assistenza, creando un’emergenza che fruttò guadagni economici e politici, facendo gestire “l’emergenza nord Africa” alla Protezione Civile. Nel 2011 eravamo una minoranza a dare assistenza ai tunisini in difficoltà anche se poi cominciarono a dare premi a destra e a sinistra a persone e associazioni che magari non erano neanche sull’isola in quel momento. Altri lampedusani a settembre del 2011 si scagliarono con mazze e pietre contro alcuni tunisini, che avevano incendiato il centro di Imbriacola.

Noi abbiamo sempre saputo che sull’isola ci sono molte persone intolleranti nei confronti dei migranti, lo viviamo sulla nostra pelle quotidianamente, persone che invece di criticare chi genera le migrazioni attraverso leggi e prassi se la prende con chi ne è la vittima. Persone che invece di chiedere la regolarizzazione dei viaggi invoca i respingimenti, che quando si parla della produzione di armi da parte dei paesi dell’UE scuotono la testa come a dire che su questo non possiamo farci niente, persone che hanno lo stesso atteggiamento di molte altre  in tutto il resto d’Italia, come in tutto il resto d’Italia si trovano persone solidali con le persone “migranti” e critiche nei confronti delle cause che generano le migrazioni.

Noi critichiamo la Lega come critichiamo il PD in quanto riteniamo siano due facce della stessa medaglia. Partiti che hanno creato contrapposizione tra le classi più deboli, che hanno ridotto i lavoratori al massimo dello sfruttamento, che hanno svenduto il paese alle oligarchie internazionali.

Bisogna precisare che il governo italiano e i partiti politici in Italia hanno un margine di azione limitato, che il processo di unificazione Europea con la creazione del  Mercato Interno ha spazzato ogni sorta di autonomia politica e potere decisionale su molte questioni nazionali.

Per onestà intellettuale va sottolineato come in Europa siano stati i partiti di centro sinistra a guidare il processo di cessione di sovranità e diritti alla dittatura europea.

Lampedusa in questo scenario ha avuto ed ha un ruolo molto importante, oltre ad essere uno dei punti militari strategici nel Mediterraneo per la NATO, è uno dei simboli più importanti dell’UE, da qui si potrebbe lanciare un forte segnale di rottura con la gabbia dell’UE con una prospettiva della costruzione di uno spazio politico che guardi prima di tutto ai diritti dei lavoratori, siano essi comunitari o “extracomunitari”, che guardi prima di tutto alla giustizia sociale, ai beni comuni, al paesaggio e al rispetto del patrimonio collettivo in contrapposizione all’interesse di banche e multinazionali e di ogni accumulatore di capitale.

Purtroppo, ancora oggi sulle Pelagie,  le logiche che dominano  sulla composizione delle liste elettorali sono: la conta del numero dei parenti dei candidati e gli interessi personali e di piccoli gruppi di “imprenditori”.

Noi pensiamo che l’impegno politico e sociale debba essere costante e non solo gli ultimi mesi prima delle elezioni, pensiamo che prima di tuto debbano essere i lavoratori sfruttati a mettersi insieme per migliorare le proprie condizioni di vita. Pensiamo che l’amministrazione comunale, per quanto importante, abbia un ruolo secondario rispetto alla forza che potrebbe avere una comunità unita che sappia guardare non solo ai propri interessi economici ma che possa aspirare ad incarnare ideali di giustizia ed uguaglianza.

Per questo invitiamo tutti i lavoratori che vogliono intraprendere un percorso di riscatto e di acquisizione di diritti a rivolgersi alla sede del sindacato USB presente a Lampedusa.

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