Sulla gestione dei rifiuti a Lampedusa e Linosa

Oggi è stata inviata dal collettivo Askavusa e dall’USB Lampedusa (via PEC) a tutte le autorità, compresa la Procura di Agrigento, una denuncia sulla gestione della nettezza urbana che rendiamo pubblica.

Sulla gestione dei rifiuti a Lampedusa e Linosa

Premessa

Con questo documento vogliamo denunciare la gestione del servizio di raccolta e rifiuti a Lampedusa e Linosa che da anni vede gli stessi soggetti sfruttare l’isola e i lavoratori per fare profitti e non garantire un servizio adeguato. Il problema è comune a tutta le Regione Sicilia. Come dimostrato da diverse inchieste tra cui quella dell’ANAC, autorità guidata da Raffaele Cantone, nella gestione dei rifiuti in Sicilia, vi sono infiltrazioni mafiose e una regolamentazione regionale che viene definita una «disciplina non solo contraddittoria, ma difficilmente applicabile», con una «evidente irragionevolezza del sistema» e una «frammentazione sistemica di servizi e territorio». Come nel caso di Lampedusa, in tutta la Sicilia ci sono ditte, collegate direttamente a politici come Angelino Alfano, che da anni continuano a gestire il servizio senza gara d’appalto e senza garantire i diritti dei lavoratori e i servizi previsti. Un altro fattore su cui si regge il disastro continuo della gestione dei rifiuti sono le assunzioni. Molto spesso le assunzioni sono fatte in modo da garantire uno scambio tra ditte e amministrazioni locali. Questi fattori insieme al mancato pagamento della tassa dei rifiuti, un siciliano su due non paga, rende la gestione dei rifiuti un’emergenza senza fine.

Riteniamo che per quanto riguarda Lampedusa e Linosa è necessario organizzare una cooperativa locale che possa gestire il servizio insieme all’amministrazione locale. Questo è il primo passo per garantire un servizio adeguato, l’abbassamento della tassa della spazzatura e il miglioramento della vita lavorativa degli operatori ecologici.

Breve cronologia


“In merito alla questione rifiuti questo sindaco – dice De Rubeis [parlando di se stesso] – ha avuto il coraggio di mettere un punto fermo e dire che non era possibile quello che aveva deciso la vecchia amministrazione: una gara d’appalto che impegnava il comune per cinque anni e per circa tre milioni di euro l’anno, per la raccolta, lo spazzamento e il trasferimento dei rifiuti in terra ferma. Io annullai quella gara d’appalto e c’è, oggi, un processo in corso, un avviso di garanzia nei confronti del sindaco in merito a questa vicenda della spazzatura. I comuni, per legge, sono obbligati ad aderire alle Ato, gli Ambiti Territoriali Ottimali istituiti con la legge Galli n. 36/94, provinciali. L’altra amministrazione però pensò di fregarsene delle diffide e delle denunce dell’Ato Ag2 di Agrigento, a cui apparteniamo, e fece una gara d’appalto come singolo comune. Cosa è successo? Ho voluto mettere un punto fermo dicendo che, sebbene impossibilitati ad attuarlo nell’immediatezza, avremmo comunque aderito all’ATO. Così facciamo un’ordinanza urgente e diamo l’incarico a una società di prestare questo servizio: in soli tre mesi abbiamo risparmiato 270.000 euro.”

(L’ex sindaco De Rubeis – A Lampedusa – Sanfilippo F. e Scialoja A.)


La società a cui si riferisce l’ex sindaco De Rubeis è
la ISEDA di Giancarlo Alongi, cugino del deputato regionale Calogero Firetto, sindaco di Agrigento, già sindaco di Porto Empedocle per due legislature, di salda fede UDC, cioè alfaniana e unico politico a comiziare per la campagna elettorale dell’attuale sindaco di Lampedusa e Linosa Giusi Nicolini. Le società che avevano vinto la gara d’appalto con la vecchia amministrazione di Bruno Siragusa (Forza Italia) erano la S.E.A. e la S.E.A.P. di Sergio Vella.


Ora è bene soffermarci un attimo su Vella e la S.E.A.P.:
La S.E.A.P. ha gestito per diversi anni lo smaltimento delle imbarcazioni usate dai “migranti” per arrivare in Sicilia. Attraverso l’emergenza immigrazione e tramite l’affidamento diretto da parte della
Protezione Civile la S.E.A.P. si aggiudicò un primo contratto nel 2000-2001 che valeva 800 milioni di lire. In seguito si parlò di 600 – 700.000 euro l’anno.
Senza soffermarci, in questo contesto, sull’importanza storica e politica che avevano le barche dei “migranti” e tutto quello che vi era contenuto dentro e che in parte il collettivo Askavusa è riuscito a recuperare, diremo solo che queste barche e questi oggetti potevano essere riutilizzati senza essere un costo ma anzi una risorsa.
Lo smaltimento delle barche avvenne in maniera molto dubbia. Infatti diversi incendi distrussero le barche e le indagini rimasero sempre ferme perché fatte contro ignoti.
L’interesse a bruciare le barche poteva essere:

  • o di altre ditte che aspiravano alla gestione dei rifiuti;

  • o di chi gestiva lo smaltimento delle barche, visto che il pagamento veniva fatto a “numero barche”.

Se non sappiamo esattamente quante barche c’erano nella discarica possiamo dire che vi erano 50 barche piuttosto che 100 e in base a questo chiedere più soldi. E ancora chi sorvegliava la discarica?

Dunque, Sergio Vella perde l’appalto dei rifiuti grazie ad un atto del sindaco De Rubeis che tra dicembre e febbraio del 2009 si espone in maniera decisa contro il governo che voleva realizzare sull’isola un CIE (centro di identificazione ed espulsione).

Il sindaco viene prima descritto come razzista dalla stampa di regime (Repubblica e soci) e poi denunciato per la richiesta, proprio da Vella, di una tangente. Vella infatti vantava un credito di circa 1,4 milioni di euro nei confronti del comune di Lampedusa e Linosa e De Rubeis fu accusato di chiedere 70.000 euro per sanare il debito. In seguito De Rubeis verrà arrestato.


Sergio Vella è compare di anello di Angelino Alfano già ministro degli interni e oggi ministro degli Affari Esteri, così come oggi a gestire la raccolta dei rifiuti a Lampedusa è la S.E.A.P. e la S.A.P. di Sergio Vella insieme all’I.S.E.D.A. di Alongi, come si dice: tutti insieme appasionatamente.


LA GE.S.A. AG 2 S.P.A. In qualità di gestore unico del servizio di raccolta e smaltimento degli R.S.U. dell’ATO AG2 di cui fa parte il Comune di Lampedusa e Linosa con contratto del 11/02/2009, repertorio n3, ha appaltato al R.T.I. Iseda s.r.l. il servizio di igiene ambientale nel territorio del Comune di Lampedusa e Linosa per la durata di diciotto mesi e mezzo, dal 1 settembre 2008 al 16 marzo 2010. Con decreto n3 del 10/01/2013 veniva prorogato il contratto all’ISEDA s.r.l. Rep.3/2009 , fino al 30/09/2013. Da allora il servizio è stato garantito in VIA EMERGENZIALE con le seguenti Ordinanze 15/2013, 03/2014, 11/2014, 01/2015, 08/2015, 16/2015, 08/2016, 20/2016, 02/2017.

L’affidamento diretto per motivi di urgenza che ha scavalcato le norme anticorruzione è costato a l’attuale amministrazione comunale, insieme ad altri 74 comuni siciliani, il segnalamento all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Le ditte non hanno mai garantito molti dei punti stabiliti dal contratto a cui si fa riferimento a partire dai pagamenti ai lavoratori.

Pagamento dei lavoratori

Si è arrivato ad avere sei mesi di ritardo nei pagamenti e c’è un ritardo cronico di due mesi.

Questi continui ritardi hanno portato alla mobilitazione dei lavoratori attraverso l’azione sindacale dell’USB con continue sollecitazioni alle ditte, al Comune di Lampedusa e Linosa e alla Prefettura di Agrigento. Nel caso di uno sciopero con presidio davanti alla discarica comunale i lavoratori venivano repressi attraverso la mobilitazione di Polizia in antisommossa, Guardia di Finanza, Carabinieri, Vigli urbani e Vigili del Fuoco. Nella stessa giornata si svolgeva un incontro tra Prefetto di Agrigento, Il sindaco del Comune di Lampedusa e Linosa, due operatori ecologici e un rappresentante del sindacato USB. L’incontro era stato richiesto dalle autorità per far cessare lo sciopero e la manifestazione davanti la discarica. Mentre non si garantivano ai lavoratori condizioni di stabilità per quanto riguarda i pagamenti, il Prefetto giustificava il comportamento delle ditte affermando che i lavoratori “dovrebbero essere contenti se i ritardi sono solo di due mesi visto quello che accade in altre situazioni”. Il Sindaco nonostante in contrasto su molti punti con le ditte ha continuato a prorogare il contratto alle stesse e non ha ancora predisposto una gara d’appalto.

Attualmente le ditte del raggruppamento ISEDA giustificano i ritardi nei pagamenti con l’assurda motivazione che se il Comune non paga a loro il servizio loro non possono pagare i lavoratori.

Nel CAPITOLATO D’ONERI (Servizio di igiene ambientale nel comune di Lampedusa e Linosa – Raccolta, Spazzamento e Trasferenza a terraferma dei RSU presso gli impianti autorizzati) a cui si fa riferimento

all’Art 1 (OGGETO DELL’APPALTO) si legge:

I servizi devono essere svolti dall’appaltatore con propri capitali e organizzazione dell’impresa a suo rischio;

all’ articolo 13 (SPESE) si legge:

Tutte le spese per l’organizzazione dei servizi, nessuna esclusa ed eccettuata, nonché ogni altra spesa accessoria o conseguente, sono a carico dell’Appaltatore;

all’articolo 6 (PERSONALE ADDETTO ALL’ESPLETAMENTO DEI SERVIZI)

L’Appaltatore è tenuto: ad osservare integralmente nei riguardi del personale il trattamento economico normativo stabilito dai contratti collettivi nazionali e territoriali in vigore per il settore e la zona nella quale si svolgono i servizi (CCNL FISE – ASSOAMBIENTE);

Il comma 1, Art. 29 , Capitolo VI (Corresponsione della retribuzione) del CCNL AMBIENTE afferma:

Il pagamento della retribuzione viene effettuato mensilmente in via posticipata, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento. Detto pagamento è attestato da distinta o busta paga, che resta in possesso del lavoratore, con l’indicazione di tutti gli elementi che compongono la retribuzione stessa e delle relative trattenute. Qualora l’azienda ritardi il pagamento, decorreranno gli interessi nella misura del 3% in aggiunta al tasso ufficiale di sconto.

Vestiario

I lavoratori della Seap lamentano il fatto di avere ricevuto il vestiario in quantità minima e in alcuni periodi di non avere ricevuto alcun capo di abbigliamento adatto al lavoro.

All’articolo 3 (DESCRIZIONE DEI SERVIZI IN APPALTO) del Capitolato D’oneri a cui si fa riferimento si legge che la ditta appaltatrice deve garantire:

Fornitura di attrezzature, mezzi e materiali occorrenti per l’esecuzione di tutti i servizi in appalto;

All’ articolo 6 (PERSONALE ADDETTO ALL’ESPLETAMENTO DEI SERVIZI) si legge:

Il personale in servizio dovrà inoltre: essere dotato, a cura e spese dell’impresa aggiudicataria, di divisa completa di targhetta di identificazione, da indossarsi sempre in stato di conveniente decoro durante l’orario di lavoro. La divisa del personale dovrà essere unica, a norma del vigente contratto collettivo nazionale di lavoro e, ove il caso, delle prescrizioni di legge in materia antinfortunistica.

Buoni pasto

I buoni pasto vengono ricevuti con lo stesso ritardo dei pagamenti

Il CCNL AMBIENTE afferma per quanto riguarda i buoni pasto:

E’ corrisposto a tutti i dipendenti, per ogni giornata di effettiva prestazione, un buono pasto a larga diffusione territoriale di € 1,00.

2. L’eventuale fornitura, diretta o indiretta, del pasto ovvero il rimborso del relativo costo da parte dell’azienda fa venir meno, per la medesima giornata, la corresponsione al singolo dipendente del buono pasto di cui al presente articolo.

3. I buoni pasto vengono consegnati cumulativamente ai lavoratori con cadenza mensile, al di fuori della busta paga, e non possono essere sostituiti da trattamenti retributivi di corrispondente valore.

Pesatura dei rifiuti

I rifiuti si dovrebbero pagare a peso sia per il trasporto che per il conferimento. Da almeno dieci anni non viene effettuata la pesatura della spazzatura a Lampedusa, sembra per un guasto alla bilancia che non è mai stato riparato.

All’ art. 25 (Trasporto rifiuti) del Capitolato D’oneri a cui si fa riferimento, si legge:

Il trasporto ed il conferimento agli impianti comprende l’onere della pesatura ed ogni qualsivoglia onere e/o prestazione necessaria ad eseguire perfettamente il servizio.”

All’articolo 35 (TRASPORTO E PESATURA DEI RIFIUTI) del Capitolato D’oneri a cui si fa riferimento, si legge:

L’ Appaltatore deve effettuare le operazioni di pesatura, suddivise per ciascun comune, di tutti i tipi di rifiuto e dei materiali raccolti in modo differenziato presso l’ impianto di smaltimento, trattamento o recupero dei materiali medesimi, (autorizzato a norma di legge) e deve inviare copia del verbale di tutte le pesature all’ ufficio competente della GE.S.A. AG 2 S.p.A. con scadenza mensile, entro i primi 15 giorni del mese successivo.

Raccolta differenziata

A fronte degli obiettivi previsti dal capitolato di gara, con una percentuale di raccolta differenziata pari al 30% nel 2008 e al 50% dal 2009 in poi, l’attuale quota è ferma al 14,5% (dato anno 2015, nda).

All’articolo 5 (OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE) del Capitolato D’oneri a cui si fa riferimento, si legge:

Si dovrà tenere conto che, attualmente, la raccolta differenziata è svolta in forma monomateriale secca, mediante contenitori stradali multicolore, e monomateriale porta a porta presso le utenze commerciali delle frazioni secche di carta e cartone, vetro e lattine. Le frazioni merceologiche per le quali è attivato il servizio di raccolta differenziata sono: a) imballaggi primari e secondari in vetro, alluminio, plastica ed a base cellulosica; b) rifiuti ingombranti; c) rifiuti urbani pericolosi; d) rifiuti speciali assimilabili agli urbani; e) carta e cartone. Gli obiettivi minimi che comunque dovranno essere raggiunti non potranno essere inferiori: – Al 30% R.D per l’anno 2008; – Al 50% R.D per l’anno 2009.

Nonostante nel 2012 veniva annunciato :

Prende il via il piano di raccolta differenziata “porta a porta” in Sicilia. I primi comuni nel quale sarà avviato sono quelli di Lampedusa e Linosa. Stamattina è stato infatti siglato dalla Regione siciliana, dal Commissario per l’emergenza umanitaria di Lampedusa, dal Comune di Lampedusa, al CONAI e dall’ATO Agrigento 2 il protocollo attuativo Piano di raccolta differenziata “porta a porta” per le due isole siciliane.

Questo progetto rientra nell’ambito dell’ Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Siciliana ed il Conai– in applicazione della “Legge 24 Dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 323 – anni 2009 e 2010”, sottoscritto il 15 marzo 2011, per un importo complessivo di € 24.167.770,42.”.

La Giunta comunale, nell’agosto del 2016, approvava il piano di intervento redatto dai tecnici della Esper, una società di Torino specializzata nella progettazione di servizi di raccolta differenziata e il sindaco dichiarava “L’obiettivo era dare a Lampedusa e Linosa un servizio di grande qualità ad un costo inferiore rispetto all’attuale. E ci siamo riusciti; infatti il servizio costerà il 28% in meno rispetto al 2015. L’abbattimento dei costi è dovuto in buona parte al fatto che le spese di investimento relative all’acquisto di mezzi e contenitori rientrano in uno specifico finanziamento sostenuto dalla Regione Sicilia e quindi la prossima gara d’appalto comprenderà la sola gestione dei servizi di raccolta, spazzamento e trasferimento dei materiali raccolti verso gli impianti di destinazione”.

Purtroppo nessuno degli annunci fatti si è rivelati vero.

L’incarico viene dato nel novembre 2015 (deter. dirig. 971/2015), senza nessuna indagine di mercato, senza nessuna valutazione di costi comparativi, senza nessuno schema di parcella, alla società ESPER (Torino) per 30.000,00 euro circa.[…] Un altro incarico di 43.000,00 euro, (deter. Dirig. 124 del 18/02/2016) viene assegnato alla stessa società ESPER per svolgere il ruolo di “direttore dell’esecuzione del contratto” che ha il Comune con ISEDA –SAP-SEA (3.000.000,00 di euro circa l’anno). […] nel dare questi incarichi alla ESPER ci sono diverse irregolarità: ad esempio frazionamento pretestuoso di parcelle per dare l’incarico direttamente senza gara: infatti gli incarichi dati alla ESPER in pratica hanno quasi lo stesso oggetto e la somma dei due incarichi fa 30+50 = 80mila euro e ci sarebbe voluta una gara!!; inoltre la legge vieta di dare incarichi sempre alla stessa ditta affidataria; non è poi chiaro come è stata stabilita la congruità del prezzo di affidamento”

(C.S. dell’opposizione comunale di Lampedusa e Linosa DISAGIO DEGLI OPERATORI ECOLOGICI A LAMPEDUSA E LINOSA CHE NON PERCEPISCONO LO STIPENDIO REGOLARMENTE)

Rifiuti speciali

Lampedusa ha sul suo territorio svariate discariche abusive e oggetti in amianto abbandonati all’aperto. Questi sono visibilissimi in diverse zone dell’isola. Da anni rimangono nelle stesse zone senza essere rimossi.

All’articolo 21 (OBBLIGHI ED ONERI DIVERSI A CARICO DELL’APPALTATORE) del Capitolato d’oneri a cui si fa riferimento, si legge:

Nel caso di rinvenimento o di segnalazione della presenza di rifiuti di qualsiasi genere, in special modo se trattasi di rifiuti pericolosi, sul suolo pubblico o ad uso pubblico, l’Appaltatore dovrà dare tempestiva comunicazione all’ATO, provvedendo in linea straordinaria e urgente ai seguenti adempimenti: – presa in custodia dei rifiuti; – comunicazione agli Enti Pubblici interessati (ASL, ARPA, Regione, Provincia, ATO, ecc).

In tali casi, l’Appaltatore dovrà tempestivamente comunicare all’ATO le operazioni che intende compiere, indicare la relativa spesa presunta ed ottenere il nulla-osta per l’esecuzione degli interventi necessari del caso. Dovrà collaborare con gli Uffici competenti per le decisioni del caso ed eseguire le ordinanze emesse dalle Autorità competenti. Le spese dovranno in ogni caso essere dimostrate ai fini della rivalsa verso i soggetti obbligati.

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