Lampedusainfestival VIII ed. dal 30 settembre al 3 ottobre a Lampedusa

La VIII edizione del Lampedusainfestival sarà all’insegna del confronto e dell’inchiesta.

Abbandonata definitivamente la formula del premio cinematografico il Collettivo Askavusa ha deciso di chiamare sull’isola tutte le realtà nazionali e internazionali che stanno portando avanti ragionamenti e pratiche di lotta sui temi: Guerra, migrazioni e capitale.
Lo scopo del confronto sarà quello di individuare una linea comune sul piano teorico e ragionare su una serie di iniziative coordinate e condivise.
Una parte degli incontri sarà dedicata alle problematiche specifiche dell’isola di Lampedusa attraverso la proiezione dei documentari di Libera Espressione – Lampedusa on line e delle discussioni che ne seguiranno.
Per coloro che vogliono proporre degli interventi e per informazioni scrivere ad askavusa@gmail.com

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LAMPEDUSAINFESTIVAL VIII ed.

dal 30 settembre al 3 ottobre 2016 a Lampedusa

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LAMPEDUSAINcontro

Capitale guerra e migrazioni

Le migrazioni di massa degli ultimi decenni sono state provocate dal processo di accumulazione del capitale in pochi soggetti. Nell’attuare questa accumulazione sono entrati in competizione diversi poli imperialisti che hanno disgregato la classe dei lavoratori e innalzato la strategia di guerra permanente, una guerra fatta non solo di bombe, droni, satelliti e sistemi elettronici avanzati ma praticata quotidianamente nell’immaginario collettivo attraverso la somministrazione quotidiana di paura e lo stravolgimento della realtà praticato dai media di regime.

L’Unione Europea attraverso la creazione del Mercato interno, dell’area Schengen e della moneta unica europea ha determinato il trasferimento di capitale dalle classi più povere a quelle più ricche, facendo del profitto l’unico fine riconosciuto, non solo nelle attività economiche ma in tutte le relazioni sociali.

Questo processo ha portato ad avere:

1) una zona interna europea “Area Schengen” senza barriere e dove merci, capitali, servizi e persone (lavoratori) si muovono liberamente, creando un lavoratore mobile, con bassi diritti, basso salario e precario;

2) dei confini esterni europei definiti e sorvegliati militarmente che hanno costituito una sorta di filtro per i lavoratori extracomunitari che passando attraverso il dispositivo della frontiera e in particolare per i centri di detenzione per migranti, sono stati criminalizzati, resi senza diritti e super sfruttati.

Questi due tipi di lavoratori sono stati messi in competizione tra di loro agendo molto spesso su quell’immaginario collettivo di cui si accennava sopra: alimentando l’odio e facendo leva sui disagi delle classi più deboli che spesso si sono trovate con scarsi strumenti di analisi per individuare quale fosse la vera causa della loro condizione.

Tutta la gestione delle migrazioni è stata affidata agli eserciti europei e all’agenzia Frontex, le migrazioni sono divenute un tema strategico dal punto di vista della rappresentazione e dei finanziamenti al comparto militare che ha potuto ricevere milioni di euro grazie alle operazioni umanitarie di salvataggio in mare. I sistemi di controllo come satelliti e radar vengono utilizzati sempre di più per il controllo delle frontiere esterne e a causa delle migrazioni ma sono allo stesso momento strumenti di guerra importantissimi.

A partire da questa breve riflessione e dando continuità al seminario tenutosi a marzo del 2016 a Padova “Migranti, mercato del lavoro e guerra” organizzato dalla rete dei Comunisti invitiamo ad una riflessione e ad un documento che possa essere anche un programma di azioni per contrastare le nuove manovre imperialiste e declinare azioni e discorsi localmente.

LAMPEDUSA istruzioni per l’uso

Le sere dal 30 settembre al 3 ottobre verranno affrontate una serie di tematiche relative al territorio e alla comunità di Lampedusa a partire dalla proiezione di alcuni documentari di Libera Espressione – Lampedusa On Line.

I temi trattati saranno:

– SELIS e dintorni: la produzione e la distribuzione di energia elettrica e la dissalazione e distribuzione dell’acqua;

– Il servizio di raccolta rifiuti e la condizione dei lavoratori della nettezza urbana;

– Il patrimonio storico-archeologico e le realtà che ne conservano la memoria;

– 3 ottobre 2013: L’uso di Lampedusa come palcoscenico mediatico e piattaforma militare a partire dalle stragi in mare;

– Il centro di detenzione per migranti a Lampedusa;

– Il rischio di passare da un economia di turismo e pesca ad una economia dell’emergenza;

Chiudere il centro di detenzione per migranti smilitarizzare l’isola e costruire un ospedale.


Collettivo Askavusa

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