Chiudere l’Hot Spot, smilitarizzare l’isola e costruire un ospedale.

Ai lampedusani, alle autorità, agli organi di stampa.

(per approfondire  > Lampedusa istruzioni per l’uso – 2016 –)

per aderire all’appello > https://www.facebook.com/groups/873042176145596/

(Nelle foto le condizioni del’Hot Spot di Lampedusa, ovviamente quando ci sono visite ufficiali e telecamere si da una ripulita.)

 

Premesso che:

–          Il centro di detenzione per migranti di Lampedusa è stato da sempre fonte di emergenze, incendi, luogo in cui si fa profitto sui “migranti”, causa dell’aumento delle forze dell’ordine e militari sull’isola;

–          Il centro di detenzione per migranti di Lampedusa è da sempre e al di là dell’ente gestore di turno:

in stato di sovraffollamento, in pessime condizioni igienico sanitarie , con impianti elettrici e idrici fatiscenti, con materassi infestati da zecche e pulci, i kit che dovrebbero essere consegnati ai “migranti” sono incompleti (rispetto al previsto) e non consegnati regolarmente, il cibo è di pessima qualità e non esiste una sala mensa per il consumo dei pasti, i minori non accompagnati vivono in promiscuità con gli adulti, la zona per l’isolamento delle persone con malattie infettive (scabbia, varicella…) viene utilizzata anche come luogo di isolamento punitivo, i padiglioni si allagano con facilità sia a causa di pioggia sia per le infiltrazioni delle tubazioni di scarico e adduzione acqua dei bagni,  i posti letti sono ammassati negli alloggi uno sull’altro e in alcuni casi anche tenuti nelle aree esterne anche d’inverno, alcuni “migranti” hanno denunciato l’uso della violenza da parte della Polizia per la procedura del rilevamento delle impronte, le informazioni legali e l’assistenza sanitaria sono carenti, i “migranti” vengono fatti uscire da un buco della recinzione scaricando su di essi ogni responsabilità; i servizi igienici sono pochi e fatiscenti;

–          Che la maggior parte dei “migranti” vengono portati sull’isola dalle forze militari preposte al salvataggio e solo una piccola percentuale arriverebbe sull’isola senza questi interventi;

–          Che Lampedusa può e deve avere una funzione di primo soccorso svincolato dalle logiche del profitto;

–           Che sull’isola non vi è un ospedale che garantisce una continuità nel servizio sanitario neanche per gli abitanti dell’isola.

 

Chiediamo:

Che il Centro di detenzione per migranti di Lampedusa, oggi con funzione di Hot Spot, venga chiuso e che si potenzi sull’isola il servizio sanitario con sale di ricovero.

L’ospedale sarebbe un punto di assistenza sanitaria sia per gli isolani che per tuti coloro che si trovano in difficoltà nel Mediterraneo, siano essi: migranti, pescatori o turisti.

____________________

Radar e inquinamento elettromagnetico a Lampedusa.

 

Premesso che:

–          dato il gran numero di sorgenti diverse, tutte di notevole intensità e la piccola superficie a disposizione, l’isola di Lampedusa presenta una densità molto alta e del tutto inusuale di emissioni elettromagnetiche, come denunciato dal prof. Massimo Coraddu (Consulente esterno del Politecnico di Torino): “Sono state già evidenziate situazioni critiche, duplicazioni di funzioni (si pensi che sono presenti perlomeno sei radar di sorveglianza costiera da terra) e non è mai stata fatta una stima della potenza e degli effetti delle emissioni. Nessuno si è posto il problema delle loro conseguenze per l’ambiente o sugli insetti impollinatori, sull’avifauna, sui cetacei, ecc. o dei possibili rischi per i portatori di dispositivi elettromedicali impiantatati. Defibrillatori e pacemaker sono certificati per resistere a disturbi con una componente elettrica sino a 10 V/m, mentre gli impulsi di un radar possono raggiungere migliaia di V/m. La punta occidentale, ad altissima concentrazione di radar, non è neppure dotata di opportuni cartelli di avviso del pericolo. A Lampedusa abbiamo riscontrato: la completa assenza di regolamentazione e l’alta proliferazione di queste apparecchiature, specie nel campo militare e in un territorio di appena 20 Km quadrati con un ecosistema estremamente delicato e in molti aspetti unico, l’assenza di un regolamento comunale per l’installazione di fonti che emettono onde elettromagnetiche come è assente il registro delle installazioni già presenti.”;

–          in una lettera alle istituzione del 26 febbraio 2015 (allegato n 1) un nutrito gruppo di scienziati, dottori, studiosi e associazioni di varia natura chiedevano alle istituzioni e al governo di “non attuare il rilassamento dei livelli di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde”. Nella lettera in questione si fa riferimento ad una serie di studi scientifici che dimostrano come le emissioni elettromagnetiche provocano “seri danni alla salute nonché gravi rischi per la specie Umana, compromettendo: la capacità riproduttiva, le capacità neuro-cognitive e la conservazione del genoma” e che “la radiofrequenza dovrebbe essere classificata come cancerogeno certo per l’Uomo in Classe 1 e che gli effetti dell’esposizione a radiofrequenza sono cumulativi”;

–          nel documento conclusivo (allegato n 2) della XVIII Riunione Annuale dell’associazione Registri Tumori svoltasi a Taranto dal 9 all’11 aprile 2014 si mostra un’incidenza sopra la media per quanto riguarda i tumori maschili e chi vive sull’isola sa bene quale sia la frequenza con cui si muore di tumore a Lampedusa. Per approfondire questo aspetto, anche attraverso una raccolta firme fatta dal 16 al 19 ottobre 2014 dal Collettivo Askavusa e dal Comitato Delle Mamme di Lampedusa, è stato chiesto in via ufficiale (allegando più di 900 firme) alle autorità competenti di effettuare un’indagine epidemiologica approfondita (ottobre 2014). La dottoressa Candela del Registro Tumori di Trapani si è recata a Lampedusa nel marzo 2015 per avviare l’esame epidemiologico.

Ad oggi non sono noti i risultati dello studio;

–          a Lampedusa la stragrande maggioranza degli impianti di radio telecomunicazione, le installazioni radar e le postazioni per le guerre elettroniche sorgono all’interno di aree naturali istituite e protette dalle normative europee, nazionali e regionali.

Per il suo notevole interesse naturalistico-ambientale, la rarità e rilevanza di alcune delle specie vegetali e animali ospitate, l’intero territorio delle isole di Lampedusa e Linosa (12.715 Ha) è stato classificato nel 2005 come ZPS – Zona a protezione Speciale con il codice ITA040013 Arcipelago delle Pelagie-Area marina e terrestre. Il 67,81% del territorio dell’isola di Lampedusa (comprese le aree più densamente militarizzate di Capo Ponente – Albero Sole e Capo Grecale) e l’isolotto di Lampione, per una superficie di 1.397,42 Ha, è classificato invece come SIC – Sito d’importanza comunitaria con il codice ITA040002 Isola di Lampedusa e Lampione. Le infrastrutture militari che occupano la parte più occidentale dell’isola sorgono infine a meno di 400 metri in linea d’area dalla Riserva naturale orientata istituita nel maggio 1995 dall’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Sicilia. Con un’estensione di circa 320 ettari, la Riserva protegge buona parte della costa meridionale di Lampedusa, dall’incomparabile bellezza e ricca di grotte e calette (tra le più note Cala Pulcino e l’Isola dei Conigli, quest’ultima zona di deposizione delle uova della tartaruga Caretta caretta). Un ampio tratto di mare circostante l’isola di Lampedusa (da Punta Galera, verso ponente, fino alla punta a nord di Cala Pisana, compresi Capo Ponente e Capo Grecale) è inserito infine nell’Area Marina Protetta Isole Pelagie, istituita con decreto ministeriale del 21 ottobre 2002 e la cui gestione è affidata al Comune.

–          che in zona Capo Grecale ai bordi di una strada molto frequentata vi è in funzione dal 2011 un radar per la sorveglianza costiera e l’intercettazione di imbarcazioni di migranti EL-M 2226 con una potenza non inferiore ai 250-300 KW, installato dalla Guardia di Finanza nell’area affidata dal comune in concessione a Telecom;

che tale radar è già stato rimosso da diversi comuni sardi e siciliani anche con sentenze del TAR Sardegna per la sua pericolosità;

il comune di Lampedusa e Linosa ha dichiarato ufficialmente che non ha ricevuto richiesta di installazione, ne studi preventivi sull’impatto ambientale, né tantomeno ha rilasciato permessi per l’installazione del radar in questione alla Guardia di Finanza;

 

(allegato n 7 – Sospensione cautelare TAR Sardegna)

(allegato n 8 – Relazione ARPA Sardegna)

(allegato n 9 – Relazione tecnica del prof. Coraddu sullo stesso modello di radar installato e rimosso da Melilli)

(allegato n 10 – Risposta UTC Lampedusa su documenti radar)

 

 

–          che le zone di interesse archeologico, in particolare Capo Grecale, sono state sottoposte a vincolo paesaggistico con divieto della modificazione dell’assetto territoriale senza preventivo nullaosta dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento;

–          che pericolosi dispositivi emittenti imperversano nella parte restante dell’isola: si tratta di ripetitori radiotelevisivi e per la telefonia cellulare, trasmettitori VHF per le comunicazioni in mare e per quelle aeroportuali. In particolare un ripetitore per la telefonia, potenziato recentemente, si trova nel centro del paese, a pochi metri dall’asilo e da diverse attività commerciali molto frequentate.

 

Chiediamo:

1)      In che modo è stata autorizzata l’installazione di radar e ponti radio sull’isola di Lampedusa.

2)      Di rimuovere il radar della Guardia di Finanza EL-M 2226 posto a Capo Grecale.

3)      Di cambiare locazione al traliccio per le telecomunicazioni ubicato nei pressi dell’asilo comunale di Lampedusa al centro del paese.

4)      Di ridurre all’essenziale nella zona di Ponente la presenza di radar e antenne.

5)      Di imporre dei cartelli di segnalazione di pericolo nelle zone ad alta intensità di onde elettromagnetiche.

6)      Di rendere obbligatorio per i comuni il registro delle fonti di emissione di onde elettromagnetiche e il regolamento comunale per questo tipo di installazioni.

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Allegati

allegato n1 – LETTERA-APERTA-AL-PARLAMENTO-DELLA-TASK-FORCE-PUBBLICA-

allegato n 2 – Atti_Definitivo_Taranto – 2014

allegato n 3 – Relazione dell’Arpa Sicilia del novembre 2014

 

4allegato n 4 – Nota del prof. Coraddu sulle rilevazioni dell’ARPAS a Lampedusa nel novembre 2014

allegato n 5 – ARPA SICILIA rilevamento sul traliccio telecomunicazioni in paese.

allegato n6  PresentazioneLampedusaAprile2015 (1)

allegato n 7 – Sospensione cautelare TAR Sardegna

allegato n 8 – Relazione ARPA Sardegna

allegato n 9 – Relazione tecnica del prof. Coraddu sullo stesso modello di radar installato e rimosso da Melilli

allegato n 11 – Legambiente – negativa_Radar_Aeronautica_Lampedusa

sotto allegato n10

allegato n 10 - Risposta UTC Lampedusa su documenti radar

“Stanno ammazzando Lampedusa”, il M5S Sicilia impegna la Regione per la tutela dell’Isola e la gestione legittima dei flussi migratori

La proposta dei Cinquestelle: “Venga chiuso il centro di detenzione per migranti di Lampedusa, oggi con funzione di hot spot, e si potenzi il servizio sanitario costruendo un ospedale”.

Palermo, 26 maggio 2016 – “L’isola di Lampedusa, in questi anni, è stata palcoscenico politico, simbolo mediatico e oggetto di narrazioni, ma veramente poco altro. L’Isola è stata abbandonata a se stessa, e a denunciarne le sorti restano solo la stampa e alcune associazioni che lavorano sul territorio quotidianamente”. Il Movimento 5 Stelle in Sicilia chiede da tempo, e lo fa di nuovo oggi attraverso una mozione parlamentare, che uno dei luoghi più incantevoli al mondo venga seriamente tutelato dalla militarizzazione estrema e da scelte politiche che nel tempo hanno lacerato in profondità il sistema turistico locale. I Cinquestelle si rivolgono a Crocetta così da sollecitare la chiusura dell’hot spot, potenziando sull’isola il servizio sanitario con sale di ricovero per l’assistenza sia per gli isolani che per tutti coloro che si trovano in difficoltà nel Mediterraneo, siano essi migranti, pescatori o turisti.

“Che il sistema attuale non funzioni è ormai un dato di fatto, – afferma il deputato dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo – infatti, come non bastassero le ripercussioni negative sui flussi turistici, più e più volte sono state denunciate le pessime condizioni in cui vivono i migranti in quel centro abbandonato da tutti”. “Il centro è sovraffollato, – continua il parlamentare – i trasferimenti, a parte in rari momenti, sono sempre lenti, si vive in promiscuità adulti e minori, le condizioni igienico sanitarie sono carenti, gli impianti fatiscenti, la manutenzione dei locali carente, il cibo di scarsissima qualità, l’assistenza legale è quasi nulla e in certi momenti del tutto assente”. Addirittura, si sono verificati nel corso degli anni diversi episodi di violenza da parte delle forze dell’ordine nei confronti delle persone recluse. Di recente l’ultimo caso critico, alcuni migranti hanno appiccato il fuoco in una parte della struttura che li accoglie (in allegato le foto del Centro, prima e dopo l’ultimo incendio).

Dal Movimento 5 Stelle lanciano l’allarme: “Il centro di detenzione per migranti a Lampedusa ha causato una vera e propria crisi sociale nella piccola comunità dell’isola che sta cambiando progressivamente la sua economia da pesca e turismo a economia dell’emergenza”.

“Il paradosso, – conclude Mangiacavallo – è che si continua a parlare di Lampedusa come isola di soccorso e accoglienza ma sull’isola non vi è un ospedale. A fronte di milioni e milioni spesi per il dispositivo militare, di sicurezza e per mantenere in piedi i Centri per migranti, non si è costruito un ospedale che possa realmente essere d’aiuto per quanti si trovano in mare in condizioni di pericolo e per quanti vivono a Lampedusa. I lampedusani per molti problemi di salute si devono recare in Sicilia o in altri luoghi e le spese di tali viaggi sono a carico degli isolani”.

 

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Migranti:M5S,chiudere centro Lampedusa e potenziare ospedale

Migranti:M5S,chiudere centro Lampedusa e potenziare ospedale (ANSA) – Lampedusa (AGRIGENTO), 25 MAG – “Dopo l’incendio avvenuto nell’hotspot di Lampedusa la settimana scorsa, la situazione rimane critica, piu’ di quanto lo fosse gia’ prima. Un’accoglienza gestita male e in condizioni precarie che ogni giorno peggiora di piu’. Il centro di detenzione per migranti di Lampedusa e’ da sempre in uno stato di sovraffollamento, in pessime condizioni igienico sanitarie, con impianti elettrici e idrici fatiscenti, con materassi infestati da zecche e pulci”. Lo dicono i componenti M5S della commissione Cie-Cara Giuseppe Brescia, Vega Colonnese e Marialucia Lorefice. I parlamentari propongono che “il centro di detenzione per migranti di Lampedusa, oggi con funzione di hotspot, venga chiuso e che si potenzi sull’isola il servizio sanitario con sale di ricovero. L’ospedale sarebbe un punto di assistenza sanitaria sia per gli isolani che per tutti coloro che si trovano in difficolta’ nel Mediterraneo, siano essi migranti, pescatori o turisti”. “I padiglioni si allagano con facilita’ sia a causa di pioggia sia per le infiltrazioni delle tubazioni di scarico e adduzione acqua dei bagni, i posti letto – concludono – sono ammassati negli alloggi uno sull’altro e in alcuni casi tenuti nelle aree esterne anche d’inverno. Tutto questo non puo’ essere piu’ ignorato”. (ANSA).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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