Lampedusa: I netturbini e la legalità.

In queste ore ci ritroviamo ancora una volta a riflettere sulla Legalità. Un concetto assai abusato che ha in se elementi condivisibili ma che resta un concetto astratto e che viene smentito quotidianamente nella realtà dei fatti o meglio la Legalità diventa un’arma in mano alla classe dominante per sfruttare e sottomettere le classi più deboli.

Chi produce armi è legale chi distrugge le armi è illegale (vedi MUOS) – chi gestisce i centri di detenzione per migranti è legale chi li distrugge è illegale.

Ma veniamo nello specifico

alla situazione dei lavoratori del settore della nettezza urbana di Lampedusa e Linosa.

Come scritto in precedenza ( https://askavusa.wordpress.com/2016/04/24/lex-sindaco-de-rubeis-lattuale-sindaco-nicolini-la-spazzatura-i-lavoratori-lo-stato-e-la-mafi/) i lavoratori di questo settore da anni percepiscono lo stipendio con ritardi che possono andare dai 3 ai 6 mesi.

Le ditte che gestiscono il servizio, negli anni, hanno dimostrato di non assolvere ai compiti preposti, oltre a non pagare i dipendenti ed essere state protagoniste di fatti che la magistratura dovrebbe indagare attentamente. L’amministrazione comunale e la prefettura non hanno revocato la gestione del servizio a queste ditte e anzi di proroga in proroga ne hanno rinnovato il mandato.

(per un approfondimento di questi fatti rimandiamo nuovamente a questo articolo (https://askavusa.wordpress.com/2016/04/24/lex-sindaco-de-rubeis-lattuale-sindaco-nicolini-la-spazzatura-i-lavoratori-lo-stato-e-la-mafi/).

Da alcuni mesi una parte dei lavoratori in questione ha aderito al sindacato USB ed ha cominciato a fare una serie di azioni che hanno avuto l’effetto di smuovere qualcosa ma che al momento non hanno riportato la situazione alla normalità, per vari motivi: dalle spaccature in seno ai lavoratori stessi, alle restrizioni sulle azioni sindacali e i diritti dei lavoratori che sono state varate, attenzione sempre nell’assoluta Legalità, dai vari governi che in questi anni si sono succeduti in Italia e che hanno avallato le scelte imposte dall’UE e dal Mercato.

E’ giusto sottolineare che il PD in questo senso ha portato ai massimi storici la repressione nei confronti dei lavoratori, attenzione, sempre in maniera Legale però.

Veniamo alla cronaca degli ultimi giorni:

In data 10 maggio 2016 il sindacato USB proclamava uno sciopero per giorno 20 e 21 maggio e come sempre il sindacato USB agiva entro i termini di legge comunicando a tutti gli organi interessati la comunicazione ufficiale dello sciopero.

In data 12 maggio 2016 alle ore 17:00 si teneva un incontro alla Prefettura di Agrigento (voluto dall’USB) per discutere la vertenza aperta dalla USB che riguarda il mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori ecologici del cantiere Lampedusa e Linosa.

Erano presenti alla riunione : per la Prefettura : Il Prefetto Nicola Diomede e il vice Prefetto vicario Dott.ssa Elisa Vaccaro. Per la USB Aldo Mucci. Per il Comune di Lampedusa e Linosa  il Sindaco Giuseppina Nicolini. Per le aziende RTI -Sea – Seap – Iseda i sigg. Vella-Alongi .

Dopo ampia discussione e reciproche accuse tra comune e aziende circa i pagamenti, il sindaco Nicolini assicurava che l’economato comunale avrebbe provveduto al pagamento del mese di gennaio 2016, ribadendo che la tempistica dei pagamenti non dipendeva solo dal comune ma dai vari passaggi burocratici/amministrativi. Il Prefetto Diomede chiedeva alla USB di sospendere lo sciopero del 20 in quanto si era aperto uno “spiraglio”. La USB ribadiva che non sarebbe bastato il pagamento del mese di gennaio, in quanto non si intravedeva alcuno provvedimento per i restanti mesi. La USB riferirà ai lavoratori riservandosi di comunicare alla Commissione di Garanzia, la sospensione dello sciopero in caso del pagamento di tutti gli stipendi.

Giorno 17 maggio il sindaco di Lampedusa e Linosa invia via PEC una richiesta indirizzata all’USB e a RTI ISEDA Capogruppo – SEAP srl SEA srl mettendo in copia la prefettura di Agrigento e la Commissione di Garanzia Attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali:

In riscontro alla nota del 10 maggio u.s. con cui l’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero di tutto il personale dipendente dalle aziende in indirizzo, si rappresenta che il competente Ufficio comunale ha provveduto alla liquidazione delle mensilità di gennaio e febbraio 2016, e provvederà al pagamento di una o due mensilità non appena arriverà l’anticipazione dei trasferimenti regionali, già sollecitata con nota prot. 6367 del 6.05.2016, Pertanto,

SI CHIEDE

alle SS. LL. la revoca dello sciopero di 48 ore proclamato per il 20 maggio p.v., così come peraltro concordato in Prefettura nella riunione del 12 maggio u.s., al fine di evitare disagi alla popolazione oltre che l’insorgere di eventuali problematiche igienico sanitarie. Distinti saluti.”

Va sottolineato che ad oggi i pagamenti non sono pervenuti agli operai nonostante in data 17 maggio con Determina Dirigenziale N.ro 343 il comune abbia dato mandato per il pagamento alle ditte (che dovranno pagare i lavoratori)  per il mese di febbraio.

Inoltre che alla fine della riunione in Prefettura non si era concordati per la sospensione dello sciopero in questi termini.

Se il comune in questo momento sta facendo un passo in avanti per adempiere ai propri doveri e grazie ad un’azione decisa dei lavoratori e del sindacato, lo stesso non si può dire delle ditte, della Regione Sicilia e della Prefettura che continuano a trattare l’argomento con molta leggerezza.

Per questo il sindacato USB in accordo con i lavoratori non aveva revocato lo sciopero.

Sempre il 17 maggio il sindacato USB riceve una comunicazione da parte della “Commissione di Garanzia Attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici” in cui si invita il sindacato a riformulare la data dello sciopero a causa di un’altra proclamazione, del 22 aprile, di sciopero nazionale nel settore dei servizi di igiene ambientale per giorno 30 maggio.

Questo provocherebbe il “mancato rispetto della regola dell’intervallo” ovvero: tra uno sciopero e l’altro, dello stesso settore dei servizi, devono trascorrere 10 giorni.

Il problema che si pone è che l’USB non è tra le sigle che hanno indetto lo sciopero nazionale e che nessuno dei lavoratori sapeva di questo sciopero nazionale a cui nessuno avrebbe aderito e dunque a Lampedusa e Linosa il problema “dell’intervallo” non si sarebbe verificato e se nel caso si fosse verificato allora le autorità avrebbero potuto intervenire per far rispettare la tanto ricercata Legalità.

Nella comunicazione si fa riferimento all’articolo 2 comma 2 della legge 146/90.

Solleviamo una criticità rispetto a questo punto, la legge dice:

e devono altresì indicare intervalli minimi da osservare tra l’effettuazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo, quando ciò sia necessario ad evitare che, per effetto di scioperi proclamati in successione da soggetti sindacali diversi e che incidono sullo stesso servizio finale o sullo stesso bacino di utenza, sia oggettivamente compromessa la continuità dei servizi pubblici di cui all’articolo 1. “

Si parla dello stesso “bacino d’utenza” che evidentemente lo sciopero del 20 e del 21 maggio a Lampedusa non andrebbe ad interessare, visto che sarebbe limitato al solo territorio e utenza dell’isola.

Oggi (19 maggio) il sindacato USB ha richiesto l’inserimento nello sciopero nazionale del 30 maggio ma alcuni lavoratori si sono sentiti presi per i fondelli, non dal sindacato ovviamente, ma dalle istituzioni che sono cosi attente ai cavilli legali quando si tratta dei lavoratori e invece poco attente alle macroscopiche violazioni che commettono da anni le ditte che operano a Lampedusa e non solo nel settore della nettezza urbana.

Cosa dovrebbero fare i lavoratori se giorno 30 si vedranno con qualche altro colpo di scena cancellare lo sciopero?

E se invece lo scioperò si farà, dopo avere scioperato, se non si vedranno corrispondere i soldi che gli spettano come faranno a pagare le tante bollette ? Sapete per i lavoratori non è come per le aziende, se non pagano la bolletta dell’elettricità si vedranno abbassare la potenza elettrica o addirittura avranno bloccato il servizio. Potranno continuare a fare debiti per pagare la spesa? Potranno ancora permettersi di curarsi? Perché sapete per molte questioni di salute a Lampedusa bisogna partire e pagarsi i viaggi, gli alloggi e tutto quanto, se non hai i soldi o se qualcuno non te li presta non puoi partire.

Per concludere è bene che tutte le autorità sappiano che c’è molta stanchezza e poca fiducia nelle istituzioni e nella Legalità (di facciata) che la pazienza ha un limite e questo limite è stato abbondantemente superato e che quindi se entro giorno 30 di maggio i lavoratori non avranno tutto quello che gli spetta allora si passerà a forme di protesta continuate e decise.

Sicuramente la Legalità in quel caso verrà riesumata.

  

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