Lampedusa: Aggiornamenti sulla protesta delle persone “migranti”.

Giorno 10 maggio mattina (durante la celebrazione di un funerale) il sindaco di Lampedusa e Linosa si recava nella piazza della chiesa e nervosamente comandava agli occupanti della piazza di recarsi all’interno del centro e dare le impronte, nessuno delle persone “migranti” ha accettato l’atteggiamento del sindaco e si sono rifiutati, il sindaco poi chiedeva ad alcuni agenti della Guardia di Finanza di procedere con lo sgombero della piazza e gli agenti si rifiutavano di usare la forza. (questa versione ci è stata riferita da un attivista che era presente).

(Riportiamo per correttezza la versione di un cittadino di Lampedusa che è uno dei lampedusani che vive nella piazza della chiesa)
“Mi sento in dovere, di smentire tutto quello che avete scritto nei confronti del Sindaco; intanto sono stato io a chiamarla, sono stato a fianco a lei per tutto il periodo che rimasta in piazza non ha chiesto mai l’uso della forza anzi il contrario.”

Nelle foto e nei video che abbiamo fatto la persona in questione non si vede.

Alcune persone che abitano attorno la piazza della chiesa di Lampedusa, hanno mostrato il loro disagio nel dover convivere con l’occupazione della piazza da parte delle persone “migranti” in protesta.
Il problema principale che è stato sollevato è la mancanza dei servizi igienici con tutte le conseguenze immaginabili, a questo aggiungiamo noi la completa immobilità delle autorità sanitarie.

Da giorni siamo in pochissimi a supportare la protesta delle persone “migranti”, a portargli da mangiare e da bere, a parlare con loro e a mediare tra loro e il resto della popolazione (da ieri anche tra loro e le autorità.).

Abbiamo proposto loro di spostarci nella villa comunale per alleggerire i disagi delle persone che vivono nella piazza e di pulire insieme la piazza per dare un segnale di rispetto dello spazio pubblico.
La proposta è stata accettata e ci siamo spostati nella villa comunale.
Non appena arrivati alla villa comunale c’è stato un episodio di intolleranza da parte di un commerciante ambulante a cui un ragazzo somalo aveva chiesto di comprare della frutta, il commerciante si rifiutava spingendo il ragazzo somalo e cercando di colpirlo, ma il ragazzo somalo riusciva a schivare il pugno e a rispondere a sua volta, ma colpendo in viso il commerciante. Questa è la versione del ragazzo somalo.

La versione del commerciante è che il ragazzo somalo è arrivato per prendere la frutta con insistenza e poi ha sferrato un pugno in faccia al commerciante.

Quello che abbiamo sentito dire con le nostre orecchie, al commerciante e ad un’altra persona che era davanti l’attività commerciale è “loro non sono come noi”.

Alcuni agenti della polizia sono intervenuti per placare l’animata discussione tra Giacomo Sferlazzo (askavusa) e il commerciante in maniera efficacie e senza usare violenza.

Nella strada davanti la piazza, Angela Maraventano della Lega Nord, piazzava un lettino da mare per protestare contro il centro di detenzione per migranti e ci chiedeva di non litigare tra noi, in questo momento cosi difficile abbiamo deciso di non intraprendere una discussione anche con lei ma è stato ricordato ad Angela Maraventano che nel 2011 quando la Lega Nord era al governo e lei era vicesindaco dell’isola, Lampedusa ha vissuto tre mesi molto più pesanti di quello che stiamo vivendo e che la sua posizione era quella di istituire un CIE sull’isola.

Nel pomeriggio il forum della Pace, di cui facciamo parte, organizzava un incontro con le persone “migranti” in protesta.
Loro raccontavano delle violenze subite nel centro di detenzione per migranti da parte di alcuni poliziotti per prendere le impronte digitali:
Le violenze sarebbero avvenute di notte all’interno di un gabbiotto.
Le comunicazioni da parte del ministero e del prefetto Morcone non lasciavano spazio ad una partenza delle persone in protesta, senza il rilascio delle impronte digitali.

Il sindacato USB (di cui facciamo parte) mandava una lettera al prefetto di Agrigento per fare presente la situazione che si stava delineano a Lampedusa, invitandolo a trasferire i “migranti” dall’isola prima possibile. Il parlamentare Giuseppe Brescia (M5S) durante l’audizione alla Commissione di inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti, faceva presente al prefetto Morcone la situazione di Lampedusa.

Nella sera del 10 maggio alcuni agenti della polizia incontravano due componenti del forum per la Pace di Lampedusa e dopo un confronto si arrivava ad una proposta: quella di identificare le persone “migranti” in protesta, alla presenza di alcuni garanti e con determinate garanzie.

Sempre la sera del 10 maggio, un gruppo di persone “migranti” incontrava via Skype, l’avvocato Germana Graceffa di Bordeline Europe che spiegava loro tutte le questioni legali inerenti al loro caso.

Giorno 11 maggio proponevamo alle persone “migranti” in protesta questo tipo di soluzione e dopo una lunga assemblea alcuni di loro decidevano di dare le impronte per essere trasferiti dall’isola prima possibile.
Altri rifiutavano la proposta e sono tutt’ora in sciopero della fame e della parola.

In questo momento sulla pista dell’aeroporto è atterrato un aereo che dovrebbe trasferire i tunisini presenti sull’isola. Ci chiediamo se li stiano rimpatriando.

Il governo Renzi con l’appoggio del sindaco Nicolini sta facendo tutto quello che aveva fatto il governo Berlusconi e che era stato criticato dalle organizzazioni umanitarie (presenti all’interno del centro di detenzione per migranti) e della pseudosinistra.

Facciamo alcune considerazioni:

1) Tutto quello che sta accadendo è il frutto delle leggi e delle politiche dell’UE che da un lato provocano le migrazioni di massa e dall’altro hanno l’obbiettivo di consolidare il Mercato interno. Schengen fa parte di questo piano e ha delineato due tipi di lavoratori:
– Un lavoratore interno che ha basso salario, bassi servizi e sempre meno diritti, un lavoratore mobile all’interno dello spazio di Schengen. (Lo potremmo individuare nel commerciante che ha litigato con il ragazzo somalo.)
– Un lavoratore extracomunitario, migrante, clandestino, criminalizzato e sfruttato. Ricordate il ragazzo somalo che litigava con il commerciante?

Questi due lavoratori vengono fatti entrare in competizione e il lavoratore interno (non sempre ma spesso) vede nell’immigrato la causa della sua condizione economica e sociale.

Ricordate la Maraventano? Svolge la funzione dei partiti di destra, ovvero avallare questa visione per cui il problema è l’immigrato e non le leggi e le politiche dell’UE. Se viene mossa una critica da questi partiti viene fatta nel momento della loro posizione di opposizione ma quando questi si trovano al governo si allineano alle scelte dell’UE. Queste posizioni non fanno altro che proteggere i veri fautori del disastro in cui ci troviamo, ovvero tutti quei soggetti che stanno portando il capitale internazionale in pochissime mani. Ad esempio BCE-FMI-UE e che stanno distruggendo le classi più deboli.

2) Il centro di detenzione per migranti di Lampedusa va chiuso. E’ la sola cosa che in questo momento noi possiamo fare per l’isola e per non essere complici delle politiche di segregazione e sfruttamento dell’UE.

3) Il centro di detenzione per migranti in questi decenni è stato il catalizzatore della militarizzazione dell’isola. L’isola in questi anni ha svolto una funzione importantissima per le strategie della NATO.
Il sindaco Nicolini ha avallato ogni politica che andasse in questa direzione. I partiti di “sinistra” hanno collaborato con i piani di conquista della NATO. Lampedusa deve essere smilitarizzata se vogliamo che sia un’isola di pace.

4) Alcuni lampedusani hanno interesse che lo stato di cose rimanga cosi com’è. Alcuni lavorano con le forze dell’ordine (alcuni hotel, bar e ristoranti). Molti lavorano all’interno del centro di detenzione per migranti. (PS ricordate le famose docce antiscabbia? E’ cambiata la gestione del centro ma non gli operatori e nessuno di questi aveva mai denunciato niente). Le docce antiscabbia sono solo un esempio di quello che accade nel centro. In pochi stanno mostrando una vera solidarietà.

5) Le condizioni di detenzione per migranti sono disastrose da sempre. Attualmente ci sono materassi con pulci e zecche, cibo scadente, sovraffollamento, promiscuità tra minori e adulti, impianti elettrici non a norma, pochi bagni. La responsabilità dell’uscita delle persone “migranti” viene scaricata sulle loro spalle e su quelle dei lampedusani perché? vengono fatti uscire da un buco della recinzione. Perché non fare un registro con entrate e uscite? Alcune persona restano all’interno del centro per mesi. Lampedusa però viene descritta come un modello di accoglienza ed umanità.

6) Chi detiene il potere scarica tutta la tensione sulle fasce più “basse”. Questo vale anche per quanto riguarda le forze dell’ordine che spesso si trovano a gestire situazioni molto complicate (ricordate l’ordine della Nicolini di usare la forza per spostare le persone “migranti” dalla piazza?). Sappiamo bene che le forze dell’ordine “eseguono ordini” ma questo per noi non li giustifica in niente, anzi ne aggrava spesso la loro posizione.

Non vogliamo creare la categoria delle “forze dell’ordine” sarebbe riproporre lo schema mentale che ha portato alla categoria “migranti”. Sappiamo che tra di loro ci sono molti che non amano quello che stanno facendo e a cui gli fa schifo tanto quanto noi la classe politica, l’UE e il sistema economico attuale.

Dobbiamo però sottolineare la crescente repressione che sta accadendo nel paese e il ruolo che stanno avendo le forze dell’ordine a cui ricordiamo che stanno eseguendo gli ordini di un potere mafioso e criminale.

CHIEDIAMO A TUTTI DI LOTTARE PER LA CHIUSURA DEL CENTRO DI DETENZIONE PER MIGRANTI E PER LA SMILITARIZZAZIONE DELL’ISOLA.
NON CRIMINALIZZIAMO GLI IMMIGRATI E CERCHIAMO DI CAPIRE DI CHI SONO LE RESPONSABILITA’

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