Lampedusa – la guerra in Libia – Gianfranco Rosi, Ken Loach e Marlon Brando.

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Questa mattina in aeroporto ci sono state alcune manovre che riteniamo giusto raccontare: due camion sono arrivati dentro la pista dell’aeroporto mentre un grosso aereo militare atterrava. Un mezzo calava dal camion militare un pancale su cui ci è stato impossibile capire cosa si trovasse, lo stesso mezzo metteva a bordo del grande aereo lo stesso pancale, dopo questa operazione l’aereo riprendeva il volo. Dopo pochi minuti un altro grosso aereo militare volava sulla stessa zona in direzione del libeccio. Molti lampedusani fanno finta di niente, molti convivono con tutto questo e fanno affari con questo: c’è chi lavora al centro di detenzione per migranti inghiottendo tutto quello che vede dentro per proteggere il posto di lavoro, chi ha affittato i propri alberghi ai militari, altri riparano i mezzi dei militari, altri vendono materiali e prestazioni per il centro di detenzione per migranti o per le varie caserme.

Una piccola minoranza prova ad avere un approccio diretto con i migranti, vogliamo ricordare ad esempio il signor Lillo Maggiore e la sua famiglia che da qualche tempo aprono la propria casa ai giovani che per qualche ora riescono ad uscire dal centro di Imbriacola, giovani eritrei, e di varie altre nazionalità. Peccato che se si sentono alcuni commenti sul signor Maggiore da parte di altri lampedusani, quasi mai sono di apprezzamento anzi…..

Sulla nostra pelle abbiamo vissuto il disprezzo molte volte: nel 2009, nel 2011 e in altre occasioni. Disprezzati perché insieme ad un’analisi ed una critica politica avevamo un approccio diretto con le persone che arrivavano da varie parti dell’Africa e distribuivamo vestiti e pasti caldi ai tunisini presenti sull’isola.

Una delle barche usata per le migrazioni e recuperata e conservata da noi nel terreno della parrocchia venne bruciata nel 2012 con tanto di rivendicazione da parte di un fantomatico gruppo per la “liberazione di Lampedusa”.

Tante minacce e scontri avuti in passato con i nostri concittadini (oggi molto meno).

Ricordiamo anche che Lampedusa ha avuto una vicesindaco della Lega Nord.

Ma i Lampedusani vengono descritti come un popolo di persone accoglienti ed eroi.

Bisogna chiedersi a chi serve questa rappresentazione e a cosa sarà utile nell’imminente futuro.

Il film “Fuocoammare” continua la sua funzione di portare sul piano emozionale e umanitario il tema delle migrazioni.

La Boldrini dichiara “Io sono orgogliosa del nostro Paese che tiene la linea e continua a salvare vite umane. E dall’arte, ne è un esempio questo film, può venire un valido aiuto in tal senso, un aiuto a tenere la linea”.

D’altronde la Boldrini aveva dichiarato per la commemorazione del 3 ottobre 2013 che “C’è in atto una guerra tra gli uomini e il mare”.

L’attacco in Libia che viene preparato da due anni sta arrivando al suo compimento. Dopo l’uccisione del “cattivo” Gheddafi infatti si è creato un nuovo nemico che potesse giustificare la presa della Libia da parte delle potenze della NATO. Un nemico che ha camionette e armi americane nuovissime e potentissime, un nemico addestrato dalla CIA e da altri servizi segreti, un nemico che commercia petrolio con il governo turco che riceve soldi dall’UE (Anche qui con la scusa delle migrazioni) per bombardare chi combatte veramente il terrorismo: I curdi siriani e l’esercito siriano.
Il film “Fuocoammare” ha la stessa funzione della strage del 3 ottobre 2013 anche se con proporzioni e dinamiche diverse. Mentre dopo la strage del 3 ottobre si approvava Eurosur e si dava l’avvio all’acquisto di droni “Per salvare vite umane in mare” oggi quei droni vengono armati per bombardare la Libia e di conseguenza creare ancora una volta milioni di sfollati e profughi, alcuni dei quali tenteranno di scappare verso l’Europa.

L’intervento in Libia da parte dell’Italia dovrebbe prevedere l’invio fino a 5000 uomini e l’uso delle importantissime basi militari presenti sul territorio italiano.

Tutto questo avviene mentre la stampa internazionale e la politica europea si prodiga a riportare in voga le due grandi rappresentazioni su Lampedusa e i migranti: Lampedusani accoglienti/Lampedusa porta d’Europa – Militari eroi che salano vite umane.

Così i bravi lampedusani saranno pronti a svolgere il loro ruolo nel caso che dalla Libia migliaia di persone disperate si mettano in mare verso l’Europa. Lampedusa svolgerà il suo ruolo di isola di accoglienza con migliaia di persone sull’isola e tantissimi militari a sorvegliarli. Ma il ruolo di noi lampedusani sarà forse quello di mantenere il silenzio su tutte le porcherie che si fanno e che si faranno in modo da non compromettere la stagione turistica.

Non è un caso che il film di Rosi sia uscito in questo momento e non è un caso che il film per la TV su Lampedusa prodotto ancora una volta dalla RAI verrà trasmesso tra qualche settimana. In questo film vedremo un eroe della Guardia Costiera che salva vite in mare e si innamora di una donna che lavora all’interno del centro.

Non è un caso che la nave tedesca Acquarius che darà il buon esempio e farà vedere che tutti noi possiamo salvare vite umane in mare se armati di grande volontà e di amore, arrivi proprio oggi sull’isola.

La Lega Nord e altri partiti razzisti svolgono un ruolo fondamentale che fà da contraltare alla grande rappresentazione e quando a Lampedusa ci ritroveremo come nel 2011 individueremo il nemico nel migrante.

La Lega Nord e la “sinistra” si scannano sopra uno specchietto per le allodole. Intanto le vere cause che provocano le migrazioni rimangono celate, tutto il dibattito è “NOI siamo buoni o cattivi ?” il dibattito in realtà è ancora una volta su di noi.

La Lega Nord svolge il ruolo dell’utile idiota. Fa da catalizzatore per la rabbia che se esplodesse nei confronti del vero nemico diventerebbe pericolosa ed efficace.

Al solito ci siamo dilungati ma le cose da dire sono sempre troppe ed è difficile per noi sintetizzare.

Vi lasciamo con due fatti accaduti nel mondo del grande cinema che sono emblematici:

nel 2012 Ken Loach rifiuta il premio del Torino festival argomentando così:

“c’è un grave problema, ossia la questione dell’esternalizzazione dei servizi che vengono svolti dai lavoratori con i salari più bassi. Come sempre, il motivo è il risparmio di denaro: la ditta che ottiene l’appalto riduce i salari e taglia il personale. Il fatto che ciò avvenga in tutta Europa non rende questa pratica accettabile. A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Rear i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema. Dopo un taglio degli stipendi, i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti. Diverse persone sono state licenziate. I lavoratori più mal pagati, quelli più vulnerabili, hanno perso il posto di lavoro per essersi opposti a un taglio salariale».

«In questa situazione l’organizzazione che appalta i servizi non può chiudere gli occhi, ma deve assumersi la responsabilità delle persone che lavorano per lei, anche se queste sono impiegate da una ditta esterna. Mi aspetterei che il Museo dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili».

«Abbiamo realizzato un film – conclude Loach – dedicato proprio a questo argomento, Bread and Roses. Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni».

L’altro episodio è il rifiuto dell’ambito premio Oscar da parte di Marlon Brando nel 1973.

Marlon Brando non partecipò alla cerimonia degli Oscar e mandò al suo posto una giovane indiana che dichiarò:

«Rappresento Marlon Brando che mi ha incaricato di dirvi che non può accettare questo generoso premio a causa del trattamento oggi riservato agli indiani d’America nell’industria del cinema».

Ecco cosa dichiarava Marlon Brando

“Per 200 anni abbiamo detto al popolo indiano, che si batteva per la propria terra, la propria vita, le proprie famiglie e il proprio diritto di essere liberi: ‘Deponete le armi, amici, e potremo vivere insieme’. Quando hanno deposto le armi, li abbiamo uccisi. Abbiamo mentito loro. Li abbiamo truffati delle loro terre. Li abbiamo costretti a firmare accordi fraudolenti, che abbiamo chiamato ‘i trattati’, che non abbiamo mai mantenuto. Li abbiamo trasformati in mendicanti in un continente che ha dato loro la vita”.

“Quando i bambini indiani guardano la televisione, e guardano i film, e quando vedono la loro razza raffigurata come è nei film, le loro menti si feriscono in modi che non possiamo immaginare”.

 

 

 

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