Appello per la chiusura dell’Hot spot di Lampedusa e la smilitarizzazione dell’isola.

(per aderire all’appello scrivere a askavusa@gmail.com o iscriversi al gruppo FB https://www.facebook.com/groups/873042176145596/?fref=ts)

A Lampedusa la mattina del 17 dicembre 2015 è avvenuta una nuova protesta dei tanti eritrei presenti all’interno dell’Hot Spot, protesta che noi sosteniamo ed appoggiamo.

Il motivo della protesta è sempre lo stesso: Non vogliono essere identificati e di conseguenza rimanere in Italia.

Il punto è centrale e apre una serie di questioni:

1) La prima è quella della regolarizzazione dei viaggi e la possibilità di viaggiare in maniera sicura e andare nella destinazione che ognuno sceglie.

2) La seconda è: Perché queste persone hanno lasciato il proprio paese ? Che ruolo ha l’occidente nella destabilizzazione di intere aree geografiche, nella produzione e vendita di armi, nella rapina secolare di materie prime nel “terzo mondo”.

3) La terza questione è legata a Lampedusa: Perché questa piccola isola deve avere una cosi enorme pressione politica, mediatica e sociale ? Lampedusa pur avendo avuto medaglie, riconoscimenti di vario tipo, candidature al nobel per la pace etc etc ha tutt’ora scuole inagibili, una situazione sanitaria precarissima, una continuità territoriale che si deve pagare cara e amara, un territorio completamente militarizzato e tanto altro ancora.

Dalla legge Martelli e con la creazione del centro di detenzione per migranti, Lampedusa è stata scelta come frontiera europea e avamposto militare. Il centro per migranti è stato l’elemento catalizzatore di questo processo oltre ad essere una prigione dove si fa profitto su chi fugge da guerre e sfruttamento. Tutti sanno tutto, dal prefetto al sindaco ai ministri, ma si continua con la farsa della Lampedusa accogliente e della retorica umanitaria delle varie associazioni e confraternite che a Lampedusa fanno grandi guadagni con “l’affare accoglienza”.

La questione delle migrazioni è stata funzionale ad una strategia di guerra nel mediterraneo e nel medioriente, basta vedere come si stanno armando i droni comprati con la giustificazione del controllo delle frontiere per capire quanto la gestione delle migrazioni nell’alternanza umanitaria/securitaria sia stata importante per mettere in atto alcune scelte di guerra.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Chiediamo con semplici e pochi punti di aderire a questo appello per la chiusura del centro di Lampedusa e la smilitarizzazione dell’isola:

1) chiusura del centro per migranti di Lapedusa (in ogni sua forma Hot spot,Cpsa, Cie);

2) possibilità per tutti e tutte di viaggiare in modo sicuro e scegliere la destinazione desiderata;

3) rifiuto della guerra da parte dell’Italia;

4) cessazione dell’industria italiana della produzione e della vendita di armi;

5) smilitarizzazione dell’isola di Lampedusa.

Facciamo appello prima di tutto ai lampedusani e ai siciliani che condividono con noi le stesse problematiche legate alle migrazioni (alle sue cause storiche e contingenti) e alla questione della militarizzazione. Auspichiamo che questo appello si possa estendere a livello nazionale ed internazionale.

SENZA PAURA !
Annunci

8 risposte a “Appello per la chiusura dell’Hot spot di Lampedusa e la smilitarizzazione dell’isola.

  1. Due considerazioni.
    1) Delle 5 proposte la chiusura del Centro è l’unica che chi ci governa potrebbe prendere in considerazione e attuare in tempi relativamente brevi; basterebbe portare le persone in altre località.
    Poiché siete ben consapevoli che gli altri 4 punti non saranno neppure presi in considerazione, dobbiamo concludere che il vostro obiettivo è la chiusura del CPSA/Hot spot di Lampedusa?
    Io avrei preferito che nella formulazione delle 5 proposte la chiusura del Centro venisse per ultima, come naturale conseguenza della previa realizzazione delle altre quattro.
    2) Tutti a Lampedusa siamo al corrente e vediamo con i nostri occhi le situazioni logistiche e psicologiche degradanti (che anche voi avete descritto nel precedente comunicato e parzialmente documentate dalle foto) in cui sono costrette le persone in transito nel Centro. Non sono al corrente di azioni di protesta da parte dei cittadini di Lampedusa, dentro e fuori dal Centro. Ci si abitua a tutto?
    Germano Garatto

    • Germano noi di azioni ne abbiamo fatto quando abbiamo potuto sia dentro che fuori dal centro.
      Il nostro interlocutore non è il governo ma i lampedusani che sono i soli che possono modificare le cose realmente, se solo prendessero coscienza della potenzialità che abbiamo tutti noi nel potere modificare la storia. Il nostro primo punto è quello di chiudere il centro proprio perche sappiamo che è possibile farlo, se poi volete anche dettarci i punti sulle priorità che abbiamo fate pure.
      Il centro è stato in questi anni il catalizzatore della militarizzazione dell’isola e della sua esposizione mediatica e politica. Per questo va chiuso. C’è un incongruenza in quanto scrivi, se sono irrealizzabili gli altri punti come può essere una naturale conseguenza la chiusura del centro ? Deduciamo che per te invece il centro va bene e deve rimanere aperto. Evidentmente sono altre le priorità per te. Gli altri quattro punti sono le cause che generano le migrazioni e che impongono a Lampedusa come ad altri territori di essere complici di questo schifo attraverso i centri e lo sfruttamento attraverso il lavoro nero dei “migranti”. Siamo stati troppo spesso ricattati con questi argomenti. Se come comunità lampedusana ci uniamo allora abbiamo qualche possibilità di riprenderci in mano il corso della nostra storia altrimenti tra qualche anno ci ritroveremo totalmente ad assolvere il ruolo di isola carcere e base militare. Comunque di azioni di protesta non ne abbiamo visto neanche da parte vostra, noi ne abbiamo fatto ripeto e sono anche documentate.

      • Tra il 4 e il 5 dicembre a Lampedusa sono arrivate circa mille persone per lo più eritrei e somali, in percentuali minori anche palestinesi e siriani.
        L’HotSpot di Lampedusa per assolvere al suo compito di identificare le persone attraverso le impronte si è intasato nuovamente e per evitare tensioni all’interno del centro si tollera l’uscita dei migranti attraverso un buco dalla rete di recinzione scaricando ogni tipo di responsabilità sui migranti. I trasferimenti vengono fatti in maniera regolare ma molte delle persone migranti all’interno del centro si rifiutano di farsi identificare per avere possibilità di chiedere protezione in altri paesi europei come la Germania o in paesi del nord Europa e quindi rimangono sull’isola per molti giorni. Le schede telefoniche non vengono distribuite regolarmente ed il cibo all’interno dell’Hot Spot è di pessima qualità per cui molti dei migranti cercano di comprare/chiedere del cibo all’esterno del centro. I vestiti che la Misericordia da in dotazione a chi vive nell’Hot Spot non sono sufficienti, può darsi anche che la Misericordia risparmi sui vestiti come ha fatto in passato (e forse fa ancora) con il cibo: allungando i sughi e il latte con acqua non potabile. In questi giorni la chiesa e altre associazioni hanno organizzato la distribuzione di vestiti dopo le richieste di molti migranti di vestiti più pesanti per la stagione invernale.
        Un altro problema pratico per che chi vive nell’HotSpot è il cambio dei dollari in euro, sull’isola non c’è la possibilità di cambiare valuta e alcune volte avvengono vere e proprie truffe con tassi di cambio da strozzini da parte di privati.
        Più giorni trascorrono (vengono detenuti) sull’isola senza possibilità di raggiungere i posti dove vogliono arrivare più alta è la possibilità che qualcuno si approfitti di loro o che i migranti stessi trovino dei modi più o meno corretti di procurarsi euro.

        Queste situazioni si ripetono a Lampedusa ciclicamente ma da qualche anno la trasformazione da isola di turismo e pesca (con tutte le atrocità e le disfunzioni che si sono avute in questo senso) a isola carcere/militare (ammantata di umanitaresimo) ha portato gli isolani ad entrare nel circuito dell’ “affare accoglienza”, alcuni senza rendersene conto altri molto coscenti.
        Tanti albergatori affittano da anni le loro strutture alle forze dell’ordine e alcuni ristoranti fanno da vere e proprie mense per i militari e le “forze dell’ordine”.

        Se prima molti lampedusani criticavano le varie associazioni umanitarie che veniavano sull’isola a commerciare con “l’affare accoglienza” in pochi anni i lampedusani hanno lasciato i panni della critica per indossare le casacche delle varie organizzazioni “umanitarie”. La strategia delle dirigenze delle varie Misericordia, Croce Rossa, Cavalieri di Malta etc etc etc ha cambiato direzione e facendo leva sul bisogno di lavoro ha inglobato la popolazione nella trasformazione dell’isola in carcere umanitario.

        Se nel 2011 avevamo partecipato da protagonisti e assistito ad un moto spontaneo ed autorganizzato di solidarietà oggi assistiamo e non partecipiamo ad una strutturazione “della carità e dell’accoglienza” (con enormi profitti per chi la gestisce) che (se le cose non cambieranno) porterà l’isola a trasformarsi nell’arco di un decennio in una piattaforma militare/carcere per 12 mesi l’anno.

        La trasformazione è lenta e per ora ha visto alternarsi ,con momenti drammatici, l’isola del turismo (limitato alla stagione estiva) all’isola dell’emergenza e “dell’accoglienza”. Le responsabilità sono molteplici, notevoli quelle dell’amministrazione comunale e di gran parte della popolazione, determinanti quelle degli apparati di potere specialmente quelli europei.

        Quello che sta diventando l’isola sarà pienamente visibile tra una ventina d’anni quando il processo sarà concluso.

        C’è ancora una possibilità ma bisogna partire dalla chiusura del centro di detenzione per migranti e dal rifiuto della militarizzazione.

        Siamo in grado di riprenderci le redini della nostra storia tra le mani? Oppure chi governa questo processo ha già capito (in realtà da anni) come “comprarsi” i lampedusani, come metterli in riga.

        E’ assurdo continuare a parlare di isola di soccorso e accoglienza quando non c’è neanche un ospedale e i medici specialisti arrivano una volta alla settimana, quando i lampedusani continuano ad ammalarsi di tumore e non avere la possibilità di curarsi senza spendere un occhio della testa.
        E’ assurdo continuare a parlare di isola di accoglienza, un’isola che con le sue tante installazioni militari contribusice a provocare la fuga di milioni persone dai propri paesi.
        Basta ricordare che l’attacco alla Libia del 2011 ha avuto in Lampedusa uno dei punti strategici per le operazioni militari.

        Sottolineamo ancora una volta che la questione delle migrazioni va affrontata alla radice e che bisogna eliminare le cause della fuga di milioni di persone ovvero le guerre e lo sfruttamento dei territori da parte dell’occidente e fare in modo che la gente possa muoversi in maniera libera e sicura. Continuiamo ad essere al fianco di chi fugge e dobbiamo evitare di individuare in queste persone il nemico (più facile da attaccare) come molti ancora fanno sull’isola, magari dopo essersi levata la casacca di una delle tanti organzzazioni umanitarie.

        “…va rilevato che se quegli stessi migranti i quali scelgono di imbarcarsi (irregolarmente) alla volta di Lampedusa non fossero sottoposti all’obbligo di visto, essi potrebbero, in molti casi, viaggiare regolarmente con il passaporto. …Con regolari mezzi di linea, a prezzi più convenienti, in tempi molto più brevi e in relativa sicurezza. Prenderebbero, dai porti africani, un traghetto per Trapani o per Civitavecchia, per Marsiglia o per Valencia. O prenderebbe un aereo per Roma o per Parigi, per Londra o per Madrid. In ogni caso non passerebbero per Lampedusa.” (P. Cuttitta Lampedusa lo spettacolo del confine)

        Collettvo Askavusa
        Senza Paura !

  2. 1. A me interessano le persone che partono dalla Libia, scappando dai loro paesi per i motivi che tutti sappiamo.
    2. A me non va bene né questo centro, né gli altri disseminati altrove, per come sono gestiti, sia dal punto di vista delle condizioni logistiche ma soprattutto per il sistema in cui viene stravolto il diritto di asilo.
    3. Chiedere di chiudere quello di Lampedusa non risolve nulla per le persone che cercano di venire in Europa: l’unico beneficio ce l’avrebbe Lampedusa, che non avrebbe più queste persone tra i piedi.
    4. Sono convinto che la militarizzazione dell’isola rimarrà anche se il centro verrà chiuso.

  3. 1 A me interessano le persone.
    2 A me non vanno bene i centri e so bene che chi li ha progettati sia normativamente che strutturalmente sono gli stessi apparati di potere che hanno scritto il diritto di asilo.
    3 Chiudere quello di Lampedusa significherebbe non essere più complici di questo mercimonio. Che beneficio hanno ora le persone che scappano dalla Libia dal passare dal centro di LAMPEDUSA? Ci sono altri soggetti che traggono vantaggio da questo centro, non certo le persone in fuga. Il beneficio che avrebbe Lampedusa non è quello di non avere più queste persone tra i piedi ma di tornare ad essere una piccola isola che vive normalmente di pesca e turismo (con tutte le contraddizioni e le cose da sistemare in questo senso) e non un’isola sempre sotto pressione in cui i propri abitanti non contano nulla. Da li si potrebbe pensare ad un progetto vero di accoglienza con numeri proporzionati agli abitanti dell’isola e senza carceri.
    Scusate se esistiamo.comunque e se potremmo avere anche noi dei vantaggi.
    4 Sono convinto che la militarizzazione dell’isola sia avvenuta in maniera massiccia grazie alla presenza del centro. come ben sai le persone che scappano dalla Libia non vogliono venire qui. Vengono portate qui e vengono portate qui principalmente perche c’è il centro. (per un approfondimento della questione consiglio la lettura di “Lampedusa lo spettacolo del confine” di Paolo Cuttitta). Vedette, elicotteri, radar (8 sull’isola), camionette, camioncini e chi più ne ha più ne metta sono presenti sull’isola con la gustificazione della “gestione delle migrazioni”. Ovviamente non è automatico, bisogna lottare come bisogna lottare per smantellare il centro, come bisogna lottare per una scuola decente etc etc etc. La nostra azione non si limita a Lampedusa Germano, siamo in diversi collettivi e movimenti a cominciare dal No Muos. La nostra lotta ha una prospettiva internazionalista e anticapitalista e sarebbe assai riduttivo pensare che Askavusa voglia che non ci sia il centro a Lampedusa per levarsi i migranti tra i piedi. Hai capito male o non ci conosci abbastanza.
    Giacomo

  4. Va bene Giacomo, ho capito. Allora provo e riformulare il mio commento all’Appello.
    Mentre noi lottiamo affinché si chiuda il CPSA/Hot Spot di Lampedusa, dobbiamo anche LOTTARE CONCRETAMENTE per la dignità e i diritti di chi nel frattempo è obbligato a transitarci.
    Lottare concretamente significa non lasciare nulla di intentato PER OTTENERE (alcuni esempi per chi non è di Lampedusa):
    Che al molo dove attraccano le motovedette con le persone ricuperate in mare ci siano dei gabinetti – Che nessuno debba dormire per terra e all’aperto anche di inverno e che ci siano coperte per tutti – Che donne con bambini piccoli possano essere ospitate dalla famiglie lampedusane che si sono preparate per questo – Che i minori non accompagnati trovino un’accoglienza dedicata – Che le persone con problemi di salute siano costantemente monitorate – Che nella stagione invernale vengano distribuite scarpe e non infradito, maglioni e giubbini e non magliette a mezze maniche – Che per il trattamento della scabbia vengano dati indumenti intimi riutilizzabili, evitando il contatto con giubbini e maglioni che poi sono da buttare – Che il cibo sia della stessa qualità di quello degli operatori – Che servizi igienici e docce siano puliti e sufficienti – Che i materassi siano puliti – Che venga eliminata la puzza insopportabile che ristagna dentro ai locali…
    Che le informazioni sulle procedure vengano date a tutti al momento debito (lasciando alle persone il tempo di riprendersi dallo sconvolgimento del viaggio e verificando che ciascuno abbia capito) – Che l’assistenza giuridica sia effettiva – Che venga praticata un’”assistenza psicologica diffusa” attraverso la qualità delle relazioni del personale che interagisce con i migranti: gli operatori dei servizi, delle organizzazioni umanitarie e delle forze dell’ordine hanno bisogno di un’adeguata preparazione e accompagnamento per “restare umani”, malgrado il sistema disumano in cui sono costretti a operare…
    Molti di questi problemi potrebbero essere facilmente risolvibili se il numero delle persone che transitano fosse adeguato alle strutture. Quindi, mentre lottiamo per la chiusura del Centro di Lampedusa, diamoci da fare perché chi vi transita venga trattato come un essere umano (migrante o operatore che sia).
    Infine, proprio per l’appartenenza alla “comune umanità”, non possiamo esimerci dal tentare di coinvolgere nella nostra lotta: – i responsabili e gli operatori del Centro – i responsabili e gli operatori delle organizzazioni umanitarie – i responsabili e gli operatori delle forze dell’ordine – l’amministrazione comunale – la parrocchia – il mondo associativo – i cittadini che vogliono crescere i propri figli e nipoti nella capacità di “restare umani”…
    Senza paura!

    • Germano tutto quello che tu intendi per ‘lottare concretamente’ (nel frattempo che chiediamo la chiusura dell’Hotspot, come abbiamo fatto nel tempo per i vari centri sia qui che altrove) noi come collettivo e come persone lo stiamo facendo da tanti anni, tanti quanti gli anni che le persone migranti passano (vengono portate) da (a) Lampedusa, cercando di restare più umani possibili oltre l’essere lampedusano (come facente parte della comunità di lampedusa), italiano europeo e checchessia. Oltre i ricatti, la discriminazione da parte di chi per questo ha sempre giudicato il nostro operato estremo, fuori dalla norma, inpopolare e via dicendo. Fare in modo di sostenere quella dimensione umana senza distinzione di razza, di classe, sostenendo i diritti dei più deboli, gli emarginati, i reietti. In effetti non dovrei nemmeno stare qui a spiegare tutto questo, ma devo dire che non comprendo questa tua risposta perché oltre chiedere la chiusura del centro, cosa che facciamo da sempre, abbiamo sempre denunciato le (pessime) condizioni che negli anni le persone hanno subito all’interno (e non solo) del centro, per fortuna molte di queste sono documentate (come se fosse necessario dimostrarlo), oltre tutte le testimonianze che ogni giorno facciamo con il nostro lavoro di collettivo (porto M ora) creando crepe nel sistema che ancora e soprattutto oggi premia una lampedusa accogliente ma che (anche con la presenza del centro) crea sfruttamento e annientamento di dignità ma anche una distorsione della realtà a favore di politiche che continuano a recriminare le persone che fuggono spesso da paesi che noi occidentali contribuiamo a depredare e ad alimentare di conflitti (da qui il nostro appello alla smilitarizzazione del nostro territorio e non solo).
      Questo, andando contro tutti, essendo chiari con tutti quelli (sia istituzioni che ong e associazioni varie) che hanno cercato di intimidirci con le loro prepotenze o proposte da punti di vista che sono ben lontani da chi vive (senza cedere a ricatti) e da chi è cresciuto in una comunità che subisce forse da troppo tempo l’insolenza di un stato che si appropria della possibilità di ognuno di noi di poter vivere in pace (che non significa levarsi le persone migranti di torno) e di non essere complice di deportazioni e sfruttamenti di persone più deboli.
      Noi continuiamo con le nostre lotte, che ben vengano i dibattiti che seguono, siamo qui anche per questo.
      (Francesca)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...