Hotspot Lampedusa?

Tra il 4 e il 5 dicembre a Lampedusa sono arrivate circa mille persone per lo più eritrei e somali, in percentuali minori anche palestinesi e siriani.
L’HotSpot di Lampedusa per assolvere al suo compito di identificare le persone attraverso le impronte si è intasato nuovamente e per evitare tensioni all’interno del centro si tollera l’uscita dei migranti attraverso un buco dalla rete di recinzione scaricando ogni tipo di responsabilità sui migranti. I trasferimenti vengono fatti in maniera regolare ma molte delle persone migranti all’interno del centro si rifiutano di farsi identificare per avere possibilità di chiedere protezione in altri paesi europei come la Germania o in paesi del nord Europa e quindi rimangono sull’isola per molti giorni. Le schede telefoniche non vengono distribuite regolarmente ed il cibo all’interno dell’Hot Spot è di pessima qualità per cui molti dei migranti cercano di comprare/chiedere del cibo all’esterno del centro. I vestiti che la Misericordia da in dotazione a chi vive nell’Hot Spot non sono sufficienti, può darsi anche che la Misericordia risparmi sui vestiti come ha fatto in passato (e forse fa ancora) con il cibo: allungando i sughi e il latte con acqua non potabile. In questi giorni la chiesa e altre associazioni hanno organizzato la distribuzione di vestiti dopo le richieste di molti migranti di vestiti più pesanti per la stagione invernale.
Un altro problema pratico per che chi vive nell’HotSpot è il cambio dei dollari in euro, sull’isola non c’è la possibilità di cambiare valuta e alcune volte avvengono vere e proprie truffe con tassi di cambio da strozzini da parte di privati.
Più giorni trascorrono (vengono detenuti) sull’isola senza possibilità di raggiungere i posti dove vogliono arrivare più alta è la possibilità che qualcuno si approfitti di loro o che i migranti stessi trovino dei modi più o meno corretti di procurarsi euro.

Queste situazioni si ripetono a Lampedusa ciclicamente ma da qualche anno la trasformazione da isola di turismo e pesca (con tutte le atrocità e le disfunzioni che si sono avute in questo senso) a isola carcere/militare (ammantata di umanitaresimo) ha portato gli isolani ad entrare nel circuito dell’ “affare accoglienza”, alcuni senza rendersene conto altri molto coscenti.
Tanti albergatori affittano da anni le loro strutture alle forze dell’ordine e alcuni ristoranti fanno da vere e proprie mense per i militari e le “forze dell’ordine”.

Se prima molti lampedusani criticavano le varie associazioni umanitarie che veniavano sull’isola a commerciare con “l’affare accoglienza” in pochi anni i lampedusani hanno lasciato i panni della critica per indossare le casacche delle varie organizzazioni “umanitarie”. La strategia delle dirigenze delle varie Misericordia, Croce Rossa, Cavalieri di Malta etc etc etc ha cambiato direzione e facendo leva sul bisogno di lavoro ha inglobato la popolazione nella trasformazione dell’isola in carcere umanitario.

Se nel 2011 avevamo partecipato da protagonisti e assistito ad un moto spontaneo ed autorganizzato di solidarietà oggi assistiamo e non partecipiamo ad una strutturazione “della carità e dell’accoglienza” (con enormi profitti per chi la gestisce) che (se le cose non cambieranno) porterà l’isola a trasformarsi nell’arco di un decennio in una piattaforma militare/carcere per 12 mesi l’anno.

La trasformazione è lenta e per ora ha visto alternarsi ,con momenti drammatici, l’isola del turismo (limitato alla stagione estiva) all’isola dell’emergenza e “dell’accoglienza”. Le responsabilità sono molteplici, notevoli quelle dell’amministrazione comunale e di gran parte della popolazione, determinanti quelle degli apparati di potere specialmente quelli europei.

Quello che sta diventando l’isola sarà pienamente visibile tra una ventina d’anni quando il processo sarà concluso.

C’è ancora una possibilità ma bisogna partire dalla chiusura del centro di detenzione per migranti e dal rifiuto della militarizzazione.

Siamo in grado di riprenderci le redini della nostra storia tra le mani? Oppure chi governa questo processo ha già capito (in realtà da anni) come “comprarsi” i lampedusani, come metterli in riga.

E’ assurdo continuare a parlare di isola di soccorso e accoglienza quando non c’è neanche un ospedale e i medici specialisti arrivano una volta alla settimana, quando i lampedusani continuano ad ammalarsi di tumore e non avere la possibilità di curarsi senza spendere un occhio della testa.
E’ assurdo continuare a parlare di isola di accoglienza, un’isola che con le sue tante installazioni militari contribusice a provocare la fuga di milioni persone dai propri paesi.
Basta ricordare che l’attacco alla Libia del 2011 ha avuto in Lampedusa uno dei punti strategici per le operazioni militari.

Sottolineamo ancora una volta che la questione delle migrazioni va affrontata alla radice e che bisogna eliminare le cause della fuga di milioni di persone ovvero le guerre e lo sfruttamento dei territori da parte dell’occidente e fare in modo che la gente possa muoversi in maniera libera e sicura. Continuiamo ad essere al fianco di chi fugge e dobbiamo evitare di individuare in queste persone il nemico (più facile da attaccare) come molti ancora fanno sull’isola, magari dopo essersi levata la casacca di una delle tanti organzzazioni umanitarie.

“…va rilevato che se quegli stessi migranti i quali scelgono di imbarcarsi (irregolarmente) alla volta di Lampedusa non fossero sottoposti all’obbligo di visto, essi potrebbero, in molti casi, viaggiare regolarmente con il passaporto. …Con regolari mezzi di linea, a prezzi più convenienti, in tempi molto più brevi e in relativa sicurezza. Prenderebbero, dai porti africani, un traghetto per Trapani o per Civitavecchia, per Marsiglia o per Valencia. O prenderebbe un aereo per Roma o per Parigi, per Londra o per Madrid. In ogni caso non passerebbero per Lampedusa.” (P. Cuttitta Lampedusa lo spettacolo del confine)

Collettvo Askavusa
Senza Paura !

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...