MOBILITAZIONE CONTRO LA TRIDENT JUNCTURE 2015 PROPOSTA DI AZIONE SIMULTANEA SUI TEATRI DI GUERRA

MOBILITAZIONE CONTRO LA TRIDENT JUNCTURE 2015

PROPOSTA DI AZIONE SIMULTANEA SUI TEATRI DI GUERRA

La Trident Juncture 2015 è senz’altro la più imponente esercitazione NATO organizzata negli ultimi 15 anni, arriva al culmine e conclude una intensissima stagione di esercitazioni e addestramenti, programmata dall’alleanza per tutto il 2015, si inserisce nella strategia generale di riarmo e sviluppo di nuovi strumenti aggressivi intrapresa a partire dal vertice NATO tenutosi in Galles a settembre 2014.

L’esercitazione coinvolgerà 30 Stati, 36.000 militari, 60 tra navi e sottomarini, 140 tra aerei ed elicotteri; si svolgerà per tutto il mese di ottobre fino al 6 novembre 2015 e sarà ospitata da Portogallo, Spagna e Italia.

Un teatro di guerra “simulata” che, a partire da Gibilterra e dal Mediterraneo occidentale, si proietterà verso sud e verso est.

L’esercitazione si articolerà in due fasi:

– dal 3 al 16 ottobre attività di pianificazione strategica, che coinvolgeranno esclusivamente i centri di comando, denominata Command Post Exercise (CPX).

– dal 21 ottobre fino al 6 novembre, fase operativa vera e propria (indicata con livex) nei poligoni, nei porti e negli aeroporti militari degli Stati ospitanti e nelle acque e nei cieli dell’Oceano Atlantico e del Mar Mediterraneo.

È uno scenario che richiede uno sforzo di consapevolezza e la volontà di agire.

Riteniamo sia necessario opporre alle attività militari, per tutta la durata dell’esercitazione, comprese le fasi preparatorie, un mese di mobilitazioni ed iniziative contro la guerra, le sue strutture, la sua economia e la presenza della NATO, da attuarsi ovunque possibile.

Nell’ambito di questa ampia mobilitazione proponiamo inoltre, a tutte le realtà di lotta antimilitarista ed antimperialista:

una giornata di azione simultanea sui teatri della guerra “simulata”, da attuarsi durante la fase Live, prevista dal 21 ottobre al 6 novembre, con l’obiettivo di inceppare la macchina bellica ed ostacolare lo svolgimento dell’esercitazione.

come fermarla

L’azione sui luoghi della guerra nel corso di una stessa giornata ne potenzierebbe senz’altro l’efficacia, visto che impedirebbe di riorganizzare le esercitazioni e renderebbe più chiara una volontà generale e diffusa di opporsi e sabotare questo abominio.

È certamente un obiettivo molto ambizioso, che richiede un grande sforzo di intelligenza, di immaginazione e di organizzazione: dallo studio accurato delle attività previste, alla scelta della data più opportuna per attuare la mobilitazione, sino a immaginare e costruire concrete azioni di disturbo da realizzare sul campo.

In questo particolare frangente una mobilitazione antimilitarista diffusa e simultanea potrebbe essere estremamente efficace. Puntiamo all’ambizioso obiettivo di chiudere ovunque, finalmente e in via definitiva questi luoghi sciagurati di morte.

Questa proposta della rete NoBasi NeQuiNeAltrove si inserisce nel percorso antimilitarista intrapreso lo scorso autunno in Sardegna. Le pratiche proposte con continuità negli ultimi tempi, nel loro insieme, hanno raggiunto l’obiettivo di disturbare la presenza militare attraverso iniziative di controinformazione, rallentamenti dei convogli, ripetute invasioni dei poligoni e blocco delle esercitazioni.

Questo è il contesto da cui è nata la necessità e la voglia di organizzare un mese di mobilitazioni contro la presenza e l’occupazione militare nel nostro territorio e di proporre una giornata d’azione simultanea contro l’esercitazione NATO Trident Juncture 2015.

La storia dei movimenti di opposizione alla guerra negli ultimi decenni mostra chiaramente come, per fermare la macchina bellica, non sia sufficiente orientare la cosiddetta “opinione pubblica” ed esercitare pressioni su autorità politiche. La prima, anche quando è largamente maggioritaria, rischia di essere irrilevante, le seconde sono sempre pronte a facili promesse e rapidi voltafaccia.

Esperienze molto recenti, come quella del movimento No-MUOS in Sicilia, dell’opposizione ai radar di sorveglianza costieri, della lotta contro l’occupazione militare in Sardegna, ci raccontano come il coinvolgimento personale degli individui in azioni di controinformazione, di resistenza e di sabotaggio della macchina bellica possano portare a risultati tangibili e concreti. Se, d’altra parte, se guardiamo al passato e al resto del mondo, non mancano esempi di lotte simili per il metodo e anche superiori per efficacia.

NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA

A FORAS SA NATO DE SA SARDIGNA E DE SU MUNDU

rete NoBasi NeQuiNeAltrove

Per aggiornamenti e informazioni:

https://nobordersard.wordpress.com/

nobasi.noblogs.org

Contatti: nobasinoborder@gmail.com

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