Il depuratore di Lampedusa

«La Riserva serve a proteggere specie rare di flora e di fauna.

Eppure prima della sua istituzione abbiamo ricevuto tante minacce.

Gli sbarchi dei clandestini avvengono quasi tutti attorno all’Isola dei Conigli

con grave danno per l’ambiente.

Manca un piano regolatore e la discarica di Taccio Vecchio,

sul lato nord dell’isola, è a rischio.

Il depuratore non funziona ancora e i liquami

si scaricano a mare a Cavallo Bianco, la punta che chiude il porto». 1

Giusi Nicolini 19/07/1998

_________

I lavori per la realizzazione del depuratore di Lampedusa cominciano alla fine degli anni novanta, il sindaco di allora era Salvatore Martello e quasi tutti gli appalti per i lavori pubblici di Lampedusa venivano vinti da un paio di imprese: “Sempre due le imprese favorite, quelle che fanno capo a Pasquale De Francisci e Carmelo Urso che, direttamente o indirettamente, secondo gli inquirenti, si aggiudicherebbero con la benedizione del sindaco Martello il 90 per cento degli appalti dell’isola.” 2. Un depuratore costato tantissimo e realizzato per servire all’incirca 5.000 persone ma la popolazione ne conta all’incirca seimila e in alta stagione turistica si può arrivare a ventimila presenze oltre a tutte le persone che transitano da Lampedusa nel contesto delle migrazioni. “Gli altri appalti che hanno fatto scattare l’inchiesta sono quelli relativi alla realizzazione del depuratore che doveva costare 500 milioni e che adesso ha sfiorato il costo di 10 miliardi di lire. Soldi spesi inutilmente visto che, fino a questo momento, il depuratore non è mai entrato in funzione perché le pompe di sollevamento sono state costruite in modo tale da non riuscire a portare le acque nere al depuratore che quindi non depura nulla.“ 3.

Il sindaco (ex) Bernardino De Rubeis sostiene che in realtà (il depuratore) non è mai entrato del tutto in funzione e la manutenzione affidata a Campione Industries è insufficiente. “Basta pensare che a maggio del 2006 – spiega De Rubeis – si è rotto un interruttore e da allora non vengono più separati i fanghi da smaltire”. Secondo il (ex) vicesindaco; Angela Maraventano il depuratore potrebbe funzionare ma “la ditta della manutenzione prendeva i soldi e non faceva nulla”4 . Massimo Campione socio della industries, replicava a queste accuse affermando che la loro attività di manutenzione era svolta normalmente e che la rabbia dell’ex sindaco De Rubeis nei loro confronti era dovuta ad una denuncia fatta proprio dalla società industries nei confronti dell’ex sindaco De Rubeis per avere chiesto una tangente alla società in questione, aggiungendo che il comune di Lampedusa e Linosa aveva molti debiti con la società industries (siamo nel 2010). L’ARPA nel 2009 dispone di intervenire con la massima urgenza per evitare conseguenze disastrose per il mare di Lampedusa. 

video di Libera Espressione del 25/10/2010

E’ il contenzioso che oppone il Comune alla vecchia azienda titolare del lavoro di manutenzione a bloccare i lavori di ammodernamento del nuovo depuratore di Lampedusa. Il vecchio impianto è guasto ed abbandonato e i liquami di alberghi, case e centro di accoglienza migranti finiscono, senza alcun trattamento, direttamente in mare attraverso una condotta sottomarina piuttosto malconcia e lunga un chilometro. La gara d’appalto per l’ammodernamento del depuratore, il rifacimento di una parte della rete fognaria e della nuova condotta sottomarina viene espletata alla fine del 2012, per un importo pari a circa 8 milioni di euro. La stazione appaltante è il Soggetto Attuatore dell’Emergenza dell’Isola di Lampedusa istituito nel 2011 dal Governo Berlusconi. I finanziamenti sono disponibili, l’opera ha tutti i visti e le autorizzazioni comprese quelle ambientale e a dicembre 2013 viene anche formalizzato il contratto con l’impresa vincitrice. I lavori però non partono perché alcuni impianti delle opere del vecchio depuratore continuano ad essere nella disponibilità della vecchia impresa che ha avviato un contenzioso con l’Amministrazione Comunale. E così i liquami continuano ad essere scaricati in mare con il rischio di inquinamento di uno dei tratti di costa più belli e delicati del nostro Paese.5

La ditta che ha vinto l’appalto per i lavori del depuratore di Lampedusa è la Mondello s.p.a ditta di Gela che partecipa anche alla realizzazione del maxi impianto fotovoltaico voluto fortemente dal governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta , la Mondello Spa di Emanuele Mondello è finita sotto la lente della giustizia. L’imprenditore gelese si aggiudica con i sub-appalti alcuni lavori nella ricostruzione post-terremoto dell’Aquila. La Dia però segnala alla Procura che tredici dipendenti avevano precedenti penali anche di stampo mafioso, mentre lo stesso imprenditore era stato posto sotto controllo insieme ad altri due pregiudicati «per aver curato nel settore degli appalti pubblici gli interessi del clan Rinzivillo». Nel 2011 Mondello viene tirato in ballo dal collaboratore di giustizia Carmelo Barbieri, ex boss gelese, il quale riferisce che l’imprenditore «garantiva in continuazione regali economici» ai clan. «I soldi venivano consegnati a Daniele Emmanuello», referente della famiglia mafiosa di Gela, il quale garantiva ai clan che «quell’imprenditore non si doveva toccare». Nonostante le vicende giudiziarie dei due imprenditori la Regione Sicilia ha dato il benestare all’opera.6

La situazione non si può far altro che definire torbida e come ogni pantano italiota nessuno sembra avere responsabilità, nessuno ha colpe e la frase più gettonata in queste occasioni diventa “non è di mia competenza”. Affrontando concretamente i problemi ci si accorge di come diventa difficile uscirsene da questo circolo vizioso, il problema vero e’ la classe dirigente italiana che da trent’anni o forse più ha ridotto la cosa pubblica ad un vero e proprio letamaio (passateci le metafore maleodoranti) e se vogliamo andare in profondità, vedremo come il capitalismo che ha come unica regola il profitto, abbia trasformato culturalmente e moralmente l’agire non solo della classe dirigente ma delle masse, naturalizzando l’egoismo e annientando ogni forma di sentire e di agire in comune. 

In questi anni la tassa della depurazione e’ stata pagata dai lampedusani nonostante il servizio non sia mai stato garantito, si e’ pagato negli anni una media di 40 euro all’anno a famiglia, conteggiati all’interno della bolletta dell’acqua, anche questa si paga a forfait e ha visto aumentare in maniera esponenziale il suo costo, in più da quest’anno la voce che di solito era descritta come “consumo applicato” viene definita “consumo concordato”. Ricordiamo che l’acqua erogata a Lampedusa non è potabile e che la maggior parte delle case non ha allacciato un contatore in entrata per misurare il consumo effettivo dell’acqua e che a nostra conoscenza nessuno a concordato con il comune il prezzo da pagare per l’acqua erogata. Di tutto questo sono stati informati nel corso del tempo i sindaci, la Guardia di Finanza, i prefetti, i presidenti di Regione e i ministri, ad esempio il sig. Policardi Salvatore ha fatto svariate denunce e come si può immaginare facilmente non ha mai trovato giustizia come del resto tutti gli altri isolani.

La Corte Costituzionale con sentenza n. 335 del 10 ottobre 2008 (G.U. del 15/10/2008), dichiara che la tariffa del servizio idrico integrato, compresa la depurazione, ha natura di corrispettivo di prestazioni contrattuali e non di tributo, come lo era prima con la legge Galli. Quindi, se non c’è prestazione del servizio, il gestore non può farlo pagare. La Legge n. 13 del 2009 e un Decreto del Ministero dell’Ambiente, sempre nel 2009, stabiliscono inoltre le modalità di restituzione.7

Da poco un gruppo di parlamentari regionali del M5S ha visitato l’impianto di depurazione e il canale you tube Libera Espressione ha realizzato un video di tale visita che è stato rilanciato da diverse testate, riportando all’attenzione pubblica il problema.

video di Libera Espressione del 21/06/2015

In data 01/07/2015 con ordinanza sindacale n 10 il comune di Lampedusa e Linosa consegna le aree per i lavori al depuratore alla ditta Mondello spa che intanto ha subappalto alla ditta Nurovi srl.

Considerato quanto scritto chiediamo:

  1. Di restituire le somme pagate dai lampedusani per il servizio di depurazione che non è mai stato assicurato come dimostrato più volte;
  2. Di mettere a conoscenza la popolazione di come si intende procedere per evitare che si continui a inquinare il mare con lo sversamento diretto della fogna senza alcun tipo di trattamento delle acque reflue;
  3. Come ha potuto la Mondello s.p.a. vincere la gara d’appalto per il rifacimento del depuratore di Lampedusa visto i suoi precedenti.

COLLETTIVO ASKAVUSA

SENZA PAURA

note:

1 Un’isola sotto assedio di Alberto Bobbio Famiglia Cristiana n.28 del 19-7-98 (http://www.stpauls.it/fc98/2898fc/2898fc76.htm)

2/3 Appalti agli ‘amici’ indagine su Martello di Francesco Viviano La Repubblica 15/11/2000 (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/11/15/appalti-agli-amici-indagine-su-martello.html)

4 Depuratore di Lampedusa Accuse fra Comune e impresa di Mauro Seminara Giornale di Sicilia 13/11/2010

5 Legambiente – #Slocca futuro – giugno 2014

6 Sicilia, luci e ombre del maxi-impianto fotovoltaico a Gela voluto da Crocetta di Saul Caia, Rosario Sardella e Luca Verducci Il Fatto Quotidiano TV 15/09/2013

(http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/09/15/sicilia-luci-ed-ombre-del-maxi-impianto-fotovoltaico-di-gela-sponsorizzato-da-crocetta/244705/)

7 Bollette acqua e rimborsi: un silenzio assordante di Gianni Sbrogiò ecopolisnewsletter Legambiente Padova – 13/03/2014 

(http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=4868)

Ricevuta di accettazione
Il giorno 08/07/2015 alle ore 02:08:11 (+0200)
il messaggio "Depuratore di Lampedusa"
proveniente da "askavusa@associazione-pec.it"
ed indirizzato a:
assessorato.salute@certmail.regione.sicilia.it ("posta certificata")
assessorato.territorio@certmail.regione.sicilia.it ("posta certificata")
dipartimento.attivita.sanitarie@certmail.regione.sicilia.it ("posta certificata")
presidente@certmail.regione.sicilia.it ("posta certificata")
sindaco@comune.lampedusaelinosa.ag.it ("posta ordinaria")
protocollo@pec.comune.lampedusaelinosa.ag.it ("posta certificata")
segreteriagenerale@pec.comune.lampedusaelinosa.ag.it ("posta certificata")
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Una risposta a “Il depuratore di Lampedusa

  1. Pingback: Migrant Crisis in the Mediterranean: Daily News Stories 07/08/2015 (a.m.) | Refugee Archives @ UEL·

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