Un’altro motivo per cui il sindaco di Lampedusa e Linosa dovrebbe dimettersi e un’altro caso di come Lampedusa sia abusata continuamente.

Lunedì 22 giugno 2015 alle ore 21.00 circa, un ragazzo che gestisce diverse attività commerciali a Lampedusa nel periodo estivo, ci contatta riferendoci che un migrante, fermo da qualche giorno al centro “d’accoglienza”, è più volte passato dal suo locale, mostrandogli delle foto e dei video “sconvolgenti” a suo dire, con le immagini del migrante con kalashnikov e fascia nera in testa che combatteva con i terroristi in Libia. Lo stesso migrante gli diceva che una volta andato via da Lampedusa avrebbe fatto una strage in Vaticano. Non capiamo il perché questo racconto venga fatto a noi visto che non abbiamo un rapporto di amicizia con il ragazzo ma solo di conoscenza sommaria e come mai il ragazzo non avesse denunciato il fatto agli enti competenti. Il ragazzo continua il suo racconto dicendoci che alle 15.34 della stessa giornata aveva contattato il sindaco via messaggio su Facebook comunicando quanto gli era accaduto e chiedendo come avrebbe dovuto agire (ci fa vedere i messaggi), il sindaco risponde di segnalarlo ai carabinieri e di “parlare anche con quelli di askavusa. Ti daranno una mano. Io non sono a Lampedusa”. Stupiti parliamo fra noi e una volta finito dal lavoro alle ore 23.00 torniamo dal ragazzo per chiedere ancora delucidazioni sullo scambio delle confidenze fatte a lui dal migrante.
C
erchiamo di convincere il ragazzo ad andare dai carabinieri a denunciare il fatto, allo stesso tempo cerchiamo di contattare il vice sindaco per metterlo a conoscenza della questione ma il vicesindaco non risponde al telefono. Proviamo ancora a convincere il ragazzo (ancora spaventato dai video che aveva visto dal cellulare del migrante) a parlare con le forze dell’ordine dicendogli che lo avremmo accompagnato noi dal comandante dei carabinieri ma il ragazzo dice di aver paura di ritorsioni da parte del “terrorista”e dei suoi “compagni” in Libia, paura che potessero fare del male a lui o alle sue attività comerciali. Il ragazzo non si convince, vuole consigliarsi coi suoi genitori prima o al massimo riferire tutto al sindaco o a chi per lei presente sull’isola vista l’urgenza. Il giorno dopo ci saranno i trasferimenti dei migranti presenti al centro di “acccoglienza” di Lampedusa e il migrante potrebbe scappare una volta toccata la terra ferma. Proviamo a dirgli che potrebbe denunciare chiedendo la garanzia da parte delle forze dell’ordine, di protezione e di anonimato cosi gli consigliamo di non spargere la voce in merito a tutta la delicata questione. Intorno le 23.45 lasciamo il ragazzo e raggiungiamo la casa del vice sindaco per esporgli la faccenda, lo mettiamo a conoscenza anche dei minimi dettagli di quello che era successo e concordiamo che il giorno dopo avremmo fatto in modo di metterlo in contatto col ragazzo per fargli esporre i fatti e cercare di denunciare tutto alle forze dell’ordine prima che la nave con cui si effettuano i trasferimenti dei migranti in Sicilia partisse, raccomandando di lasciare il telefono acceso e di rispondere al telefono al contrario di come era successo in serata. Il 23 giugno alle 08.45 mando un sms al ragazzo “Buongiorno xxxxxxx, ti va di andare a parlare col vice sindaco ora?” , ci risponde che non se la sente di denunciare, ha paura.. Comunichiamo via sms questo al vice sindaco che non risponde, anzi, ha proprio il telefono staccato. La stessa mattina alle 10.26 scriviamo il seguente messaggio al sindaco: “Ciao Giusi, ieri è venuto a parlarci il ragazzo che ti ha scritto ieri in merito al migrante che gli ha fatto vedere dei video. Ieri sera abbiamo riferito tutto a Damiano e dovevamo sentirci stamattina per parlare con il ragazzo che ho provato a convincere ad andare dai carabinieri o a parlare con uno di voi dell’amministrazione ma non se la sente di esporsi dice..non so se hai contattato già le forze dell’ordine per segnalare la cosa. Intanto oggi ci sono i trasferimenti, credo sia doveroso da parte tua come autorità e garante di una rappresentanza approfondire la questione. Il fatto che hai detto al ragazzo di parlare con noi di questa questione (che è tutta da valutare, ovviamente) ci lascia stupefatti.”.
Non abbiamo mai ricevuto risposta dal sindaco. Non siamo mai più stati contattati dal vice sindaco.
Non sappiamo se le forze dell’ordine sono state informate. Nessuno ci ha più chiesto niente. Non sappiamo che fine ha fatto il migrante. Non sappiamo se ci sono state denunce o segnalazioni o verifiche. Solo chiacchiere da bar sfociate nell’articolo del Giornale del 28 giugno: http://m.ilgiornale.it/news/2015/06/28/gli-jihadisti-sbarcano-da-noi-e-fanno-perdere-le-loro-tracce/1145883/ .

Proprio in questi giorni nel nostro spazio PortoM abbiamo ospitato tra le altre cose due incontri con il prof. Paolo Cuttitta che ha presentato il suo libro “Lampedusa lo spettacolo del confine” nel quale il prof. Cuttitta descrive l’uso mediatico dell’isola di Lampedusa ai fini di creare immaginari e rappresentazioni strumentali e funzionali al potere dominante. Nel corso di questi vent’anni abbiamo imparato a leggere oltre i fatti e a collegare quello che avviene nel mondo con quello che accade a Lampedusa e viceversa.

Ad esempio: recentemente abbiamo visto scendere in porto da una vedetta cinque “migranti” vestiti di una tuta bianca con una scritta gialla “SCAFISTA”, proprio nei giorni in cui l’Europa dichiarava guerra agli scafisti e preparava il terreno per un attacco in Libia. Sappiamo bene che quei cinque migranti erano persone prese a caso tra tutti coloro che si trovavano a bordo e travestite da scafisti, non era mai successa una cosa del genere fino ad allora e le immagini furono mandate in onda provocando in molti italiani la reazione “Ecco vedete l’Europa fa la guerra agli scafisti”. Ci sono centinaia di casi che dimostrano di come Lampedusa sia un grande palcoscenico che viene usato e abusato continuamente. La RAI che e’ uno strumento in mano ai partiti, in questo momento sta realizzando sull’isola una fiction che racconterà Lampedusa dipingendola come un’isola dove ci sono morti continue, dove l’emergenza e’ costante e dove ci sono eroi (le forze dell’ordine e le autorità) che salvano vite umane. Questo oltre un danno economico all’isola creerà (come nel caso del documentario mandato in onda durante l’operazione Mare Nostrum sulla donna comandate della Marina Militare) l’immagine delle forze militari come forze umanitarie che salvano vite in mare. Tutto questo proprio prima di un attacco in Libia che l’opinione pubblica dopo l’uccisione di Gheddafi su mandato NATO/USA e la creazione del caos in Libia, difficilmente accetterebbe. L’episodio del “migrante terrorista” va inserito in questo contesto, potere affermare che ci sono infiltrati terroristi tra i migranti sarebbe una grande giustificazione per la guerra in Libia (mascherata da guerra ai trafficanti/terroristi) e il bombardamento coi droni. Ancora una volta il sindaco si rivela funzionale a questa strategia, il sindaco non avvisa il vicesindaco, un assessore, non avvisa il prefetto che quel giorno e’ sull’isola per l’altra farsa dell’ispezione al centro di “accoglienza” di Lampedusa, non avverte i Carabinieri e mette in difficoltà una piccola realtà come la nostra che non ha ne il compito ne tantomeno i mezzi per gestire una situazione del genere. Per di più in poco tempo a Lampedusa tutti sapevano del fatto, ma nessuno ha fatto uscire la notizia, proprio perche si sa che tipo di danno possa fare a tutti i livelli una notizia del genere. Un fatto cosi grave andava immediatamente messo all’attenzione delle autorità competenti e risolto immediatamente, invece e’ stato fatto montare, non e’ stato affrontato e quando si e’ visto che la “notizia” non era partita da Lampedusa si è fatto trasferire il “migrante terrorista”, si dice di averlo identificato e poi non si sa come e’ scomparso, alla faccia della sicurezza. A noi sembra molto strano l’accaduto e riteniamo che ci sia ancora una volta la creazione di una narrazione funzionale in questo caso all’imminenete attacco in Libia.

CHIEDIAMO

– le dimmissioni del sindaco e della giunta comunale;

– le dimissioni del ministro dell’interno

  • che venga bloccata la miniserie della RAI intitolata “Lampedusa” la quale oltre ad un grave danno per l’immagine dell’isola andrà ad alimentare la retorica “umanitaria” funzionale alle forze politiche e militari.

LAMPEDUSANI DIFFONDIAMO QUESTO APPELLO E UNIAMOCI PER LA NOSTRA DIGNITA’

nota:

Il sindaco, autorità locale di pubblica sicurezza Secondo il nostro ordinamento, il sindaco ha doppia figura: è capo dell’amministrazione comunale ed ufficiale del governo (2). In quest’ultima veste, secondo l’art. 1 del R.D. 733/1931 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) il sindaco è autorità locale di pubblica sicurezza, nei comuni dove manca il capo dell’ufficio di pubblica sicurezza del luogo. L’art. 6 del D.L. 92/2008, modificando l’art. 54 del D. Lgs 267/2000 (TUEL – Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali) ha ampliato le attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale. Al riguardo, il sindaco sovrintende alle seguenti attività: • emanazione di atti in materia di ordine e sicurezza pubblica; • svolgimento di funzioni in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria; • vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto. Conserva altresì compiti in materia elettorale, di stato civile, di leva militare, di statistica. Oltre a ciò, l’art. 54 TUEL attribuisce ora importanti potestà al sindaco–ufficiale del governo che adotta provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica o la sicurezza urbana.

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