LETTERA APERTA AL SINDACO DI LAMPEDUSA E LINOSA

LETTERA APERTA AL SINDACO DI LAMPEDUSA E LINOSA

Scrivo questa lunga lettera aperta al sindaco di Lampedusa e Linosa perchè insoddisfatto delle politiche e dell’atteggiamento di questa amministrazione.
Scrivo anche per informare i lampedusani e gli interessati di Lampedusa, di alcuni fatti e considerazioni che ritengo importanti.
Abbiamo scritto con il collettivo Askavusa e il comitato delle mamme di Lampedusa, diverse richieste rimaste senza risposta e spero che questa volta attraverso una lettera pubblica si possano avere quelle informazioni che sono utili non solo a me personalmente e al lavoro del collettivo Askavusa ma all’intera comunità lampedusana.
Mi rendo conto che molti di noi lampedusani, non osano parlare, perché viviamo una situazione di illegalità diffusa, specie per quanto riguarda l’abusivismo edilizio, chi non viene zittito con un posto di lavoro, spesso lo è con una minaccia. Ma questa illegalità non è mai stata affrontata seriamente, in maniera costruttiva e partecipata, anzi a molti livelli ha fatto comodo: non avere un piano regolatore, un regolamento per l’installazione di radar e antenne, etc etc.

Il comune di Lampedusa e Linosa ha ricevuto milioni di euro da parte del governo Berlusconi e del governo Letta (cosi ci dicono) le prime questioni che le pongo sono:

Come si stanno impiegando questi soldi ?
Quali progetti ha realizzato questa amministrazione ?

Perché come abbiamo sentito dalla bocca del sottosegretario Del Rio i soldi ci sono ma non vengono erogati per mancanza di progetti.

Visto la quantità di problemi che Lampedusa (e anche Linosa) vivono da anni e avendone affrontati alcuni, separerò le questioni per capitoli. Non mi aspetto certo che una sola amministrazione possa cambiare dall’oggi al domani il volto delle Pelagie, ne tanto meno mi aspetto che senza la partecipazione degli isolani si possa cambiare una sola virgola delle male-abitudini, che dal mio punto di vista non sono cambiate affatto nei comportamenti di noi lampedusani e di chi fa politica sull’isola.
Credo sia necessario inquadrare tutti i problemi nella cornice più ampia della militarizzazione dell’isola (rimando a Lampedusa istruzioni per l’usohttp://www.askavusa.com/lampedusa-istruzioni-per-l-uso/ per un’analisi più ampia e che aggiorneremo presto alla luce degli ultimi eventi).
Credo che Lampedusa non riesca ad affermare i propri diritti basilari, non solo per una incapacità locale e o la sua insularità, ma per una volontà politica nazionale, quasi secolare, che vede in Lampedusa un luogo militare, di reclusione e di creazione di retoriche e discorsi ad uso e consumo degli apparati politici e militari.
In questo quadro generale anche le migrazioni assumono ai miei occhi, una strumentalizzazione che segna non solo il destino dell’isola, ma anche quella del Mediterraneo.
Vado al sodo delle questioni di cui ci stiamo occupando con Askavusa e di cui ho cercato di approfondire cause, effetti e possibili soluzioni.

Sono abituato ad argomentare le mie posizioni, ma so anche che lei ha infinite cose da fare. Per questo elenco una serie di domande che le rivolgo e che argomento di seguito, se avrà il tempo e la voglia di capire da dove provengono, queste domande, che ripeto, interessano tutta la comunità:

1 Come si stanno impiegando i fondi di Letta e Berlusconi ?
2 Quali progetti ha realizzato questa amministrazione ?
3 Gli edifici scolastici sono agibili ?
4 C’è un progetto per gli edifici scolastici ?
5 Si possono visionare i documenti relativi agli edifici scolastici di Lampedusa ?
6 Lei è a conoscenza che la SELIS ha edifici abusivi ?
7 La SELIS paga l’affitto delle cabine elettriche e dei terreni in cui sono ubicati i pali ?
8 La rete di distribuzione elettrica rispetta le norme per la sicurezza e la salute pubblica ?
9 L’acqua erogata nelle case è potabile ?
10 Lei sa che la SOFIP ha inquinato ed erogato l’acqua pubblica di Lampedusa ?
11 Come è possibile che venga affidato un nuovo impianto per la dissalazione dell’acqua da parte della Regione Sicilia, a chi ha inquinato e distribuito l’acqua inquinata ai lampedusani ?
12 Come è possibile che chi ha fatto questi crimini, che sono documentati e denunciati, venga premiato addirittura dalla presenza di un sottosegretario del governo, all’inaugurazione del nuovo impianto e anche dalla sua presenza ?
13 A che punto sono i lavori del progetto SMART ISLAND ?
14 Ci sono dei progetti comunali rispetto alla produzione e distribuzione di energia elettrica ?
15 Perché è stato negato l’accesso agli atti relativi ai radar ai consiglieri comunali ?
16 Chiediamo di venire in possesso dei documenti relativi a tutti i radar e antenne presenti sull’isola.
17 A che punto è la realizzazione del regolamento interno e de registro per le fonti di emissione di onde elettromagnetiche ?
18 Sono stati avviati gli studi sulle onde elettromagnetiche a Lampedusa ?

Immigrazione

La questione delle migrazioni sappiamo bene che è assai complessa e che rientra nell’ordine della politica internazionale, di cui ogni lampedusano dovrebbe cominciare ad occuparsi, perché la propria quotidianità è influenzata da scelte di politica estera di vari stati (ovviamente anche la politica interna influenza la quotidianità di ognuno di noi).Le politiche sulle migrazioni si intrecciano con quelle militari. Dopo l’ennesima strage, che io credo sia stata voluta, cosi come quella del 3 ottobre, dalle sue dichiarazioni traspariva chiaro il rimpianto di Mare Nostrum. D’altronde questa è la linea di un’area politica europea a cui lei appartiene. L’ennesima strage ha portato nuovi soldi all’Italia e all’operazione militare Triton. Io credo, ed è pensiero condiviso dal collettivo Askavusa , che la questione delle migrazioni vada affrontata alla radice, dai motivi per cui scappano migliaia di persone ogni anno, dal proprio paese. L’Europa, oltre ad essere uno dei maggiori produttori di armi al mondo, è presente su moltissimi fronti di guerra. Il passato coloniale ed il presente neocoloniale fanno dell’UE uno dei maggiori produttori di migrazioni. Lo sfruttamento economico, politico e ambientale di intere aree produce migliaia di morti di cui non sentiremo parlare mai, oltre ad un numero altissimo di migranti (va ricordato che da Lampedusa passa una percentuale bassa del totale degli ingressi in Europa ma alta rispetto ai possibili rifugiati politici). I centri per migranti e tutta la retorica sull’accoglienza non affrontano affatto il problema, ma lo gestiscono traendone profitto e generando schiavitù e miseria. Saprà benissimo che alcuni sopravvissuti del 3 ottobre furono lasciati davanti al CARA di Mineo allo sbaraglio, senza documenti ne indicazioni. Come loro tantissimi altri in questi anni. Crediamo che l’unica soluzione vera sia la fine dei conflitti e dello sfruttamento di altri territori e la regolarizzazione dei viaggi e non rimpiangere questa o quella operazione militare, (tra l’altro anche durante Mare Nostrum ci furono morti in mare). Milioni di euro spesi per militarizzare e colonizzare, per rendere schiavi e privare di dignità, per generare morte su morte. Questi soldi andrebbero messi in circolo per sollevare le economie degli stati strozzati dal debito e dal pareggio di bilancio che questa europetta delle banche impone. Per creare lavoro e dignità.
Subiamo ciclicamente un massacro psicologico e mediatico che compromette oltre che i nostri nervi anche l’economia basata sul turismo, saprà benissimo delle tantissime disdette di questo periodo per la nuova stagione turistica.
Lampedusa sta giocando in questo meccanismo perverso il doppio ruolo di isola militare e palcoscenico mediatico. So benissimo che il sindaco di Lampedusa non ha grandi poteri in questo senso, ma ha un grande ascolto e potrebbe porre i riflettori sulle vere cause e le possibili soluzioni relative alle migrazioni. Forse servirebbe anche un ufficio stampa che possa interfacciarsi con i tanti giornalisti che ciclicamente, questi si , invadono l’isola. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma dopo anni, posso dire che sono veramente pochi quelli che affrontano il loro mestiere con serietà. Non basta neanche dire “è stato sempre cosi in Africa” “e’ stato sempre cosi a Lampedusa”, specie se ci si è presentati in campagna elettorale con lo slogan “vota per il cambiamento”.

Edifici scolastici

La situazione degli edifici scolastici a Lampedusa è pietosa e non garantisce nessuna sicurezza e dignità ai nostri figli. Sappiamo che è una situazione che si trascina da anni e che ogni amministrazione ha le sue colpe (premessa che non farò più ma che è valida anche per gli altri argomenti), ma attualmente in carica c’è la sua amministrazione e chiediamo conto di alcune cose:

Nel 2013 viene richiesta al comune da parte di alcune mamme, l’accesso agli atti per quanto riguarda tutti gli edifici scolastici , compreso gli ex uffici dell’ENAC in cui ancora oggi fanno scuola le classi delle quinte elementari.

La richiesta fu indirizzata alla preside e al comune.

A questa richiesta non ci fu mai risposta ne da parte della scuola ne da parte del comune.

INTANTO IL TERMINE DELLA RISPOSTA ERA SCADUTO.

Il 15 settembre 2014 fu fatta una nuova richiesta direttamente al comune di Lampedusa e Linosa dove si richiedeva nuovamente l’accesso agli atti di tutti i documenti relativi agli edifici scolastici.

ANCHE IN QUESTO CASO NESSUNA RISPOSTA.

Il 15 di novembre del 2014 si scrive alla

Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi
dipartimento della presidenza del consiglio dei ministri

questa è la risposta della commissione:

“ i soggetti di cui l’articolo 7 e quelli intervenuti ai sensi dell’articolo 9 hanno diritto
di prendere visione degli atti del procedimento, salvo quanto previsto dall’articolo 24”
A differenza dell’accesso della seconda specie, qui l’interesse del richiedente considerato dallo stesso legislatore in re ipsa, nel senso che la stessa partecipazione al procedimento o la circostanza dell’efficacia diretta o indiretta di un provvedimento nei confronti di un soggetto a conferirgli la legittimazione a prenderne visione o ad estrarne copia. Tale inquadramento, riferibile al caso di specie, rende illegittimo il silenzio-rigetto formatosi sull’istanza dell’odierna ricorrente e di conseguenza meritevole di accoglimento proposto

La commissione accoglie il ricorso e per l’effetto e invita l’amministrazione a riesaminare, entro trenta giorni la questione sulla base delle considerazioni svolte.

SONO SCADUTI NUOVAMENTE I TERMINI MA NIENTE RISPOSTE DA PARTE DEL COMUNE DI LAMPEDUSA E LINOSA.

Gli edifici scolastici sono agibili ?
C’è un progetto per gli edifici scolastici ?

Le nostre scuole sono fatiscenti e pericolose, ci auguriamo avendo figli che vanno in quegli edifici che non accada mai nulla. Crediamo che si debba intervenire immediatamente con un progetto per una scuola nuova ed eco-sostenibile vista la gravità della situazione e pretendiamo di sapere se gli edifici scolastici di Lampedusa siano agibili, pretendiamo di prendere visione di tutti i documenti relativi agli edifici scolastici. Se le scuole non sono agibili vanno chiuse e si deve procedere immediatamente alla realizzazione di un progetto per una nuova scuola a Lampedusa da realizzare durante l’estate.

SELIS/SOFIP

ditta produttrice e distributrice di energia e elettrica e produttrice di acqua dissalata sull’isola di Lampedusa

RELAZIONE TECNICA 2011

Parto da una relazione tecnica a seguito di un sopralluogo alla SELIS, effettuata dai funzionari dell’UTC e dai vigili urbani del comune di Lampedusa e Linosa il 9 maggio 2011.
Inviata al sindaco di Lampedusa e Linosa e ad altre autorità il 25/07/2011 (prot. n.ro 9222)

La relazione nelle prime righe afferma “Ci siamo recati sui luoghi in oggetto accertando la presenza di opere realizzate abusivamente in appresso descritte”

La Cronologia Urbanistica è una serie di illeciti che partono dal 1977 e arrivano quasi ai giorni nostri. Non riporto tutta la relazione che può approfondire direttamente in sede più opportuna, ma mi limita a riportare le deduzioni:

Premesso che dagli atti riscontrati, quest’ufficio nutre serie perplessità sulla definitiva approvazione della variante al programma di fabbricazione dell’area in questione, poiché nel D.A. n.ro 152 del 05/10/1979 quanto appena detto non appare specificato, si porrà con separato atto all’Assessorato Territorio e Ambiente quesito affinché venga chiarita la questione.
Lo stato di fatto riscontrato rappresenta una totale edificazione estesa a quasi tutta l’area disponibile. Le opere realizzate in ampliamento al progetto originario assentito, grazie al rilascio di Concessioni edilizie di dubbia legittimità, ha radicalmente modificato il tessuto urbanistico e Ambientale dell’area.
Si è calcolato la presenza di manufatti per un volume complessivo pari a mc. 11.629,56 con una superficie coperta di mq. 2.187,91 a fronte di una superficie coperta realizzabile pari a mq. 1.215.

La relazione continua con una serie di vincoli a cui è sottoposta l’area di Cala Pisana e che sono stati tutti violati da parte della SELIS.

Dunque la prima domanda sulla SELIS è :

Lei è a conoscenza che la SELIS ha edifici abusivi ?

CARO BOLLETTA

Tutti noi sappiamo il costo altissimo delle bollette dell’energia elettrica:
La voce che più colpisce nella lettura della fattura, è l’importo spropositato del costo dei servizi di rete, tra l’altro è bene ricordare sulla rete elettrica:

1 che la rete di distribuzione è obsoleta;
2 che non ci sono investimenti da parte della Selis sulla rete elettrica se non una manutenzione nei casi di guasti.

La SELIS paga l’affitto delle cabine elettriche e dei terreni in cui sono ubicati i pali ?
Questa rete di distribuzione elettrica rispetta le norme per la sicurezza e la salute pubblica ?
l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e i servizi idrici descrive cosi i servizi di rete
I servizi di rete sono le attività di trasporto dell’energia elettrica sulle reti di trasmissione nazionali, di distribuzione locale e comprendono la gestione del contatore. Per i servizi di rete non si paga un prezzo (come per l’energia) ma una tariffa fissata dall’Autorità sulla base di precisi indicatori, con criteri uniformi su tutto il territorio nazionale, tenendo conto dell’inflazione, degli investimenti realizzati e degli obiettivi di recupero di efficienza.
La differenza fra servizi di vendita e servizi di rete è sostanziale. Infatti, è sui servizi di vendita che si gioca la concorrenza e quindi la possibilità di risparmiare a seconda delle offerte commerciali dei diversi fornitori sul mercato libero. Sui servizi di rete, invece, non c’è concorrenza perché il trasporto e la distribuzione dell’energia avvengono attraverso infrastrutture che non possono essere replicate e che vengono utilizzate da tutti i fornitori per servire tutti i consumatori.
Come si vede dalla bolletta che arriva nelle nostre case, la Selis addebita per i servizi di rete oltre il 57% contro il 17% massimo fissato dalle norme in vigore che prevedono ricordiamo criteri uniformi per l’intero territorio nazionale.

La liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas è stato un processo che ha portato le aziende e le famiglie a poter scegliere liberamente il proprio fornitore.La comunità europea al fine di creare un unico mercato europeo dell’energia libero e concorrenziale ha compiuto infatti il primo passo verso la liberalizzazione del mercato dell’energia mediante l’approvazione di due Direttive europee: la Direttiva 96/92/CE per l’elettricità e la Direttiva 98/30/CE per il gas recepite successivamente nell’ ordinamento italiano. Per il Mercato dell’Energia Elettrica, il processo di liberalizzazione è avvenuto grazie al Decreto Legislativo n. 79/1999 (Decreto Bersani) che ha aperto, in prima battuta, il mercato alle aziende (1999) e ai titolari di P.IVA per poi completarsi il 1 luglio 2007 consentendo anche alle famiglie di poter scegliere il proprio fornitore.(dal sito Roma Gas e Power).

Specifico che ASKAVUSA è per l’autogestione comunale e attraverso assemblee, di tutti i servizi della comunità e che non siamo per le liberalizzazioni in generale ma per un approccio comunitario e partecipato nella gestione dei beni e dei servizi. In ogni caso la liberalizzazione della produzione e distribuzione dell’energia elettrica, almeno a Lampedusa non si è mai concretizzata, visto che la SELIS ha il monopolio assoluto.

Abbiamo scritto all’ Autorità per l’energia elettrica l’acqua e il gas sottoponendo alcune questioni tra cui quella dell’impossibilità di cambiare azienda per l’energia elettrica

L’autorità ci risponde cosi:

Riteniamo utile infine segnalarle che da verifiche effettuate anche gli abitanti dell’isola di Lampedusa possono aderire alle offerte commerciali del mercato libero.

Fino ad ora tutti i tentativi di cambiare azienda di produzione e distribuzione di energia elettrica sono falliti.
Proporremmo ai lampedusani di cambiare azienda e fare un contratto con una azienda che si occupa di energie rinnovabili e terremo informati degli sviluppi i funzionari dell’ Autorità per l’energia elettrica l’acqua e il gas.

INQUINAMENTO ACQUA

In data 16/01/2015 a Lampedusa c’è stata una visita del Governo Nazionale e Regionale per l’avvio del nuovo impianto per la produzione di acqua potabile. Le Società Consortili SAP 1 e SAP 2 sono aggiudicatarie del servizio di produzione acqua potabile nelle Isole rispettivamente di Pantelleria, Lampedusa e Linosa.
Un impianto che in se è un passo avanti nella produzione di acqua dissalata nelle isole Pelagie.
Un nuovo impianto per l’acqua potabile che però non servirà a niente se i serbatoi e la rete idrica non verranno rimodernati, visto lo stato di obsolescenza in cui si trovano e visto che anche se l’acqua in origine fosse potabile, passando dalle condutture attuali o stazionando nei serbatoi, l’acqua diventerebbe imbevibile.

Va ricordato che fino ad oggi l’acqua erogata all’ interno delle case non è potabile e che il servizio è pagato dal cittadino a forfait,contravvenendo a qualsiasi legge e buon senso.

La Regione Sicilia è proprietaria dal 1978 degli impianti di dissalazione di acqua di mare situati nella zona di Cala Pisana i quali sono stati costruiti con fondi pubblici (cassa del Mezzogiorno), per soddisfare le esigenze di acqua potabile dell’isola di Lampedusa. La Regione aveva affidato la gestione tramite trattativa privata alla società SO.FI.P. Spa la quale avrebbe dovuto garantire che l’acqua erogata fosse destinata al consumo umano rispettando tutti i parametri di legge.

LA SOFIP comprende anche la SELIS e fa a capo all’ingegnere Campagna.

Il 01/09/2002 i Vigili del fuoco di Agrigento rilevavano:

…dallo scarico delle acque del muro di cinta della SELIS fuoriusciva gasolio di alimentazione motori, causa rottura valvola di non ritorno, riversando il liquido, lungo la strada non asfaltata, in pendenza, sino al terrapieno frontale della spiaggia di Cala Pisana.

La relazione prosegue:

Inquinamento da combustibile della strada e terrapieno. Inquinamento parte di sabbia della spiaggia. Inquinamento porzione di terra proprietà di Maggiore G.: 1) Una striscia larga 60 cm circa per lunghezza metri 20 circa che va dalla strada fino alla spiaggia. 2) Un’altra area inquinata a diverse macchie sempre dello stesso fondo per crca mq. 40.
Nel 2004 durante lavori di manutenzione, nelle condutture che portano l’acqua dal dissalatore di cala pisana al paese, si constatava nelle tubature la presenza di acqua mescolata a sostanze oleose.

Riporto da una interrogazione al consiglio comunale di cui non sono riuscito a risalire a data certa ne a chi l’ha presentata. (Credo che si trattasse del periodo in cui amministrava De Rubeis.)

La giunta comunale con delibera n 59 in data 24/03/2006 aveva statuito di non negoziare la richiesta convenzione da parte della SOFIP spa per la somministrazione di acqua dissalata , dichiarando testualmente che “Le vicende rappresentate non consentono di poter fare alcun affidamento sulla serietà e professionalità della suddetta società” motivando come segue:
“Ritenuto tuttavia che questa amministrazione considera un vulnus per l’interesse pubblico un consolidamento contrattuale in capo alla citata società alla luce delle seguenti ragioni:

Che in data 01/12/2004, nel corso delle esecuzioni dei lavori sulla condotta della rete idrica proveniente dal dissalatore di Cala Pisana, si constava la fuoriuscita, al momento del taglio della tubazione, di acqua mescolata a sostanze oleose;
Dalla relazione dell’ARPA Sicilia del 22/03/2005 è emerso che la falda di acqua dolce della zona di Cala Pisana subiva da diversi anni inquinamenti da idrocarburi; e che da circa tre anni la SOFIP decise di utilizzare l’acqua di due pozzi scavati all’interno dello stabilimento, senza valutare il rischio di interazione con la falda di acqua dolce;
Tutto questo mostra come per lungo periodo la SOFIP, mettendo a repentaglio la salute pubblica, non ha effettuato adeguati controlli sulla qualità dell’acqua erogata essendo invece tenuta a garantire i parametri di legge ai sensi della convenzione intercorsa con la Regione Siciliana”

Questa stessa delibera di giunta, dopo avere certificato il richiesto intervento della Regione Siciliana ai fini della recissione della convenzione ha riconosciuto che “grazie anche all’intervento dell’Amministrazione Regionale si sia provveduto a ripristinare condizioni di regolare erogazione di acqua potabile”.
Con delibera n.1 in data 22 gennaio 2008 la nuova giunta comunale, ma in composizione diversa ha invece dato il “passi” alla convenzione stessa, subito dopo stipulata con detta SOFIP, non tenendo conto che il TAR Sicilia, a fronte di un ricorso azionato da questa stessa società (n 1309/2006) ai fini della stipula della convenzione stessa, con ordinanza n 200600839 aveva rifiutato la sospensiva riguardante appunto il rifiuto di negoziare della medesima Amministrazione Comunale, citandosi, al contrario, il provvedimento giudiziale n 756/2005 di segno favorevole per la SOFIP, ma riguardante un pregresso analogo contenzioso antecedente all’inquinamento di cui è cenno nella precedente deliberazione di Giunta in data 24 marzo 2006.

Nel 2008 viene nuovamente rilevato l’inquinamento di pozzi e dell’area di cala pisana e copia della relazione dell’arpa viene inviata alla SELIS, al sindaco di Lampedusa, All’agenzia regionale dei rifiuti e delle acque e alla provincia di Agrigento.
Inoltre il sig. Maggiore Vincenzo ha fatto diverse denunce a diversi enti. Nessuno può dire di non conoscere la situazione.

Lei sapeva che la SOFIP ha inquinato ed erogato l’acqua pubblica di Lampedusa ?

Come è possibile che venga affidato un nuovo impianto per la dissalazione dell’acqua da parte della Regione Sicilia, a chi ha inquinato e distribuito l’acqua ai lampedusani ?

Come è possibile che chi ha fatto questi crimini, che sono documentati e denunciati, venga premiato addirittura dalla presenza di un sottosegretario del governo, all’inaugurazione del nuovo impianto ?

COSTI DI GESTIONE SELIS

La SELIS per produrre energia elettrica a Lampedusa ha un costo di 13.827.639 euro (bilancio 2012) e che dalla vendita di energia elettrica sempre a Lampedusa ricava 3.953.208 euro (bilancio 2012). La SELIS ha dunque una perdita di 9.874.431.
Chi appiana il debito ? Sempre noi, attraverso l’Autorità Governativa nello specifico la Cassa Conguagli per il Settore Elettrico (tasse dei cittadini).
La maggior parte delle spese della SELIS sono relative all’acquisto di idrocarburi parliamo di cifre che si aggirano intorno ai 9 milioni di euro all’anno.
Praticamente lo stato paga la SELIS per comprare gasolio che sappiamo essere inquinante.

Questo è un problema che hanno tutte le isole minori , come fa notare il senatore del M5S Gianni Girotto con cui ci siamo sentiti ieri al telefono e con cui stiamo concordando alcune azioni
ecco cosa scrive nelle osservazioni inviate all’Autorità dell’energia

Non è più accettabile la continua emorragia di risorse pubbliche per alimentare sistemi elettrici vecchi ed inefficienti come quelli presenti sulle isole minori italiane, non connesse alla rete elettrica nazionale. Ogni anno i cittadini pagano in bolletta oltre 60 milioni di euro per l’energia prodotta da generatori diesel. Uno spreco che deve finire al più presto, investendo invece sulle energie rinnovabili,
Bisogna alimentare le isole minori con energia generata da fonti rinnovabili,come dimostrano esperienze come quella di Ginostra, sull’isola di Stromboli, e altri esempi in giro per l’Europa.
Oggi il costo del carburante Diesel, che viene rimborsato ai produttori locali risulta la voce più significativa nel conto economico delle imprese elettriche minori. Ma nel documento di indagine conoscitiva l’Autorità non ha preso nemmeno in considerazione l’opzione di intervenire con la sostituzione dei vecchi impianti con fonti energetiche rinnovabili.
Quest’ultima soluzione permetterebbe non solo di abbattere i costi, ma anche di limitare i continui rifornimenti con navi cisterne, riducendo così anche il rischio di gravi incidenti in mare. Senza contare che il consumo di carburante diesel inquina e non risponde agli obbiettivi europei per la lotta ai cambiamenti climatici.
Le nostre isole possono rappresentare un laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo di tecnologie e sistemi sostenibili, esportabile il tutto il mondo.

PROPOSTA

Ora pensiamo a cosa si potrebbe fare con 9 milioni di euro all’anno.
Noi paghiamo una bolletta altissima, con un servizio scadente, che inquina e senza investimenti sulla rete di distribuzione elettrica e in più lo stato paga 9 milioni di euro all’anno per comprare gasolio

Sappiamo che il MIUR il ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca ha finanziato un progetto su Lampedusa che è denominato SMART ISLAND che è coordinato dal CNR e in particolare dal dott. Francesco Petracchini . Progetto che è previsto dal 2014 al 2016 e che sulla carta ha molte buone intenzione tra cui il coinvolgimento della popolazione. A noi non risulta che questo coinvolgimento ci sia stato.

A che punto sono i lavori del progetto SMART ISLAND ?
Ci sono dei progetti comunali rispetto alla produzione e distribuzione di energia elettrica ?

La nostra idea è quella di creare una cooperativa che possa produrre e distribuire energia attraverso le fonti rinnovabili. Se lo stato spreca 9 milioni di euro all’anno per comprare gasolio dobbiamo pretendere che ne spenda altrettanti per garantire la sufficenza energetica dell’isola e nell’arco di pochi anni eliminare gli sprechi e l’inquinamento.E la gestione deve essere dei lampedusani.

RADAR

15/07/2014
A Lampedusa si svolgeva una conferenza di servizio per l’installazione di nuovi sistemi radar a Lampedusa nella zona di Capo Ponente. Alla conferenza era presente anche il sindaco di Lampedusa e Linosa. Nessuno ha notizie di questa conferenza.

16/07/2014
Esce per l’Espresso l’articolo Gli sbarchi non sono l’unico problema Lampedusa minacciata dalle onde radar di Piero Messina

03/10/2014
In un comunicato del sindaco al punto 1 si dice :
“Le notizie dei nuovi radar da installare sono false. L’Aeronautica Militare e la Marina Militare devono sostituire i 2 radar esistenti da 30 anni (si dimentica di dire che verranno sostituiti con radar nuovi e di diverso modello)!!! Nella conferenza di servizi del 15 luglio 2014 presso l’Aeronautica Militare non è stato approvato nessun progetto, proprio perché il comune e l’ASP 6 di Palermo hanno chiesto la valutazione d’incidenza ed il parere preventivo dell’ARPA per verificare l’entità delle radiazioni.La sicurezza e la salute dei cittadini viene prima di ogni altra esigenza per l’attuale amministrazione comunale che non approverà nel modo più assoluto impianti nocivi per la salute. Semmai sono le precedenti amministrazioni che dovrebbero spiegare ai cittadini cosa hanno fatto per impedire la militarizzazione dell’isola”

16/10/2014
Con un altro comunicato l’amministrazione comunale rende noto che “Nel marzo 2014 sono iniziati i lavori di sostituzione del sensore RAT-31SL a causa di usura meccanica causata dalla salsedine, con altro analogo. Durante tale fase è stato temporaneamente istallato un radar mobile AN/TPS-77”MATRA” .

IMPORTANTE :
E che “Per un ammodernamento sul territorio nazionale della rete dei Radar per la difesa aerea, entro la fine del 2014 inizieranno i lavori per la sostituzione del Radar RAT-31SL con il più moderno RAT_31DL che avrà consumi elettrici e potenze di emissione elettromagnetica ridotte di circa il 50% rispetto al suo predecessore, liberando così la banda di emissione ceduta al Ministero delle Telecomunicazioni per la trasmissione dati.”

A LAMPEDUSA SBARCA IL RADAR CHE SOSTITUIRA’ IL RAT-31SL

20/10/2014
Chiediamo i documenti relativi ai nuovi radar con una richiesta ufficiale (prot. N. 17760). Inoltre nella richiesta si chiedeva di avere l’accesso ai documenti relativi al radar in dotazione della Guardia di Finanza EL/M-2226 ACSR quello di capo grecale, e quello sito in zona Cavallo Bianco in dotazione alla Guardia Costiera. In particolare il radar della Guardia di Finanza che è già stato riconosciuto dannoso per la salute umana da diverse relazioni ed enti.
Viene negato l’accesso agli atti relativi ai radar ai consiglieri comunali di opposizione.

Inoltriamo una richiesta scritta al comando della G. di F. di Lampedusa per l’immediata rimozione del radar di Capo Grecale.
MAI RICEVUTA RISPOSTA DAL COMANDO DELLA G. di F. DI LAMPEDUSA.
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30/10/2014
Incontro con l’ammiraglio Dotti e esponenti dell’amministrazione comunale e di altre associazioni locali al comune di Lampedusa , un incontro che ha lo scopo di tranquilizzare le parti, ma che in concreto non produce nulla, almeno per ora.
Dove facciamo la proposta di un tavolo tecnico in cui possa partecipare anche Askavusa con i tecnici che stano seguendo la questione insieme al collettivo
L’ammiraglio Dotti prende l’impegno di proporre la cosa ai vertici dello Stato Maggiore e dopo non ne sappiamo più nulla.
In seguito, attraverso il legale che ci sta seguendo, abbiamo inviato una richiesta ufficiale alle autorità competenti per avviare un tavolo tecnico, come proposto a voce nella riunione del 30 ottobre 2014 al comune di Lampedusa.
Ma niente risposta

20/10/2014
viene presentata richiesta per accesso ai documenti ma niente risposte e il

31/10/2014 Viene ripresentata la richiesta per avere l’accesso ai documenti relativi ai radar. Nella richiesta si chiede anche : Il registro comunale delle “fonti” che emettono onde elettromagnetiche e il regolamento comunale sull’installazione di “fonti” che emettono onde elettromagnetiche.

12/11/2014
L’UTC risponde alla richiesta del collettivo Askavusa dicendo che :
Il comune non possiede un registro e un regolamento per quanto riguarda l’installazione di fonti che generano onde elettromagnetiche.
Che per quanto riguarda il radar di Capo Grecale non ci sono documenti all’ufficio tecnico, ne una richiesta, ne una concessione, ne uno studio sull’impatto ambientale.
Che i documenti relativi ai radar militari non possono ancora essere consegnati perche si aspetta il nulla osta dello stato maggiore.

Lei si era impegnata:
1 a farci avere i documenti (anche in versione digitale) che riguardano i radar militari
2 ad avviare uno studio autonomo sulle onde elettromagnetiche con il supporto di una univesrità
3 ad avviare i lavori per la redazione di un regolamento e di un registro per le installazioni di fonti di emissione di onde elettromagnetiche.

Di queste cose non è stato fatto niente

14/01/2015
Inviamo un altra richiesta al comune di Lampedusa e Linosa (Sindaco e capo Ufficio Tecnico) per chiedere: Informazioni sull’avvio di uno studio indipendente per quanto riguarda l’inquinamento elettromagnetico.
Notizie sull’avvio dei lavori per la redazione di un regolamento e registro comunali per l’installazione e il censimento di fonti di emissioni di onde elettromagnetiche.

Ad oggi non abbiamo risposta

15/11/2014
Inoltriamo una richiesta al Comandante della Guardia Costiera per chiedere di venire in possesso della documentazione relativa al radar di Cavallo Bianco in dotazione alla Guardia Costiera:
– Specifiche tecniche della postazione mobile
– Permessi per l’installazione della postazione mobile
– Uso e utilità della postazione mobile
– Casa di produzione e modello della postazione mobile.

17/11/2014
Il comandante della Guardia Costiera risponde alla richiesta:
…Si riferisce che la Postazione Mobile Carrata della Guardia Costiera, collocata presso la zona di Cavallo Bianco, è utilizzata da questo Comando come stazione remota e mobile della sola telecamera installata e che non prevede ad oggi alcun utilizzo del radar.
Ragione, quest’ultima, per la quale non si è in possesso di alcuna autorizzazione per l’impiego di fonti elettromagnetiche.
La postazione mobile carrata (PML) è denominata VTS Nazionale Fase II. SELEX – sistemi integrati

Dal 18/11/2014 al 20/11/2014 l’ARPA Sicilia esegue i rilevamenti dei campi elettromagnetici sull’isola di Lampedusa.

IMPORTANTE
22/11/2014 dopo 5 mesi dalla conferenza di servizi (meglio tardi che mai)

La Legambiente Sicilia ente gestore della Riserva Naturale Orientata da parere negativo per l’installazione dei nuovi sistemi radar a capo Ponente (luogo sottoposto a diversi vincoli) e chiede 20 documenti allo stato maggiore per potere proseguire l’istruttoria.
31/11/2014
Il collettivo Askavusa promuove un incontro per avviare le pratiche per un esposto alla procura della Repubblica in relazione al radar di Capo Grecale in dotazione alla Guardia di Finanza.
altre associazioni e isolani decidono di firmare l’esposto.

15/12/2014
L’esposto per il radar di Capo Grecale viene depositato alla Procura della Repubblica.

02/12/2014
L’ARPA Sicilia invia al collettivo Askavusa e al comune di Lampedusa e Linosa la relazione sui rilevamenti effettuati
Nella relazione si afferma che le emissioni rilevate sono nella norma e non sono dannose alla salute umana.

13/01/2015
Il comando generale della Guardia di Finanza risponde al collettivo Askavusa sul radar di Capo Grecale affermando sostanzialmente che non è pericoloso per la salute.

Sia per quanto riguarda la risposta della Guardia di Finanza sia per quanto riguarda la relazione dell’ARPA Sicilia il prof. Coraddu ha prodotto due risposte che smentiscono, su basi scientifiche entrambe le risposte. Abbiamo inviato i documenti del prof. Coraddu, anche all’amministrazione comunale ma non abbiamo mai avuto nessun tipo di comunicazione.

Chiediamo di venire in possesso dei documenti relativi a tutti i radar e antenne presenti sull’isola

Chiediamo a che punto è la realizzazione del regolamento interno e de registro per le fonti di emissione di onde elettromagnetiche

Chiediamo se sono stati avviati gli studi sulle onde elettromagnetiche a Lampedusa.

Lampedusa 22/02/2015

GRAZIE PER L’ATTENZIONE
GIACOMO SFERLAZZO collettivo Askavusa

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Una risposta a “LETTERA APERTA AL SINDACO DI LAMPEDUSA E LINOSA

  1. Pingback: I guai di Lampedusa non sono solo gli sbarchi·

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