SELIS e dintorni…

In data 16/01/2015 a Lampedusa ci sarà una visita del Governo Nazionale e Regionale per l’avvio del nuovo impianto per la produzione di acqua potabile.  Le Società Consortili SAP 1 e SAP 2 sono aggiudicatarie del servizio di produzione acqua potabile nelle Isole rispettivamente di Pantelleria, Lampedusa e Linosa. Saranno presenti:

  • Dott. Graziano Del Rio, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri • Dott. Davide Faraone, Sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione • Dott. Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia • Dott. Nicola Diomede, Prefetto di Agrigento • Dott.ssa Vania Contrafatto, Assessore all’Energia della Regione Sicilia • Arch. Giuseppe Taverna, Dirigente Regione Sicilia
  • Dott.ssa Giusi Nicolini, Sindaco del Comune di Lampedusa e Linosa • Dott. Salvatore Gino Gabriele, Sindaco del Comune di Pantelleria • Dott. Giuseppe Pagoto, Sindaco del Comune di Favignana • Dott. Attilio Ricciardi, Sindaco del Comune di Ustica • Dott. Marco Giorgianni, Sindaco del Comune di Lipari • Dott. Riccardo Gullo, Sindaco del Comune di Leni • Dott. Massimo Lo Schiavo,Sindaco del Comune di Santa Maria di Salina • Dott. Salvatore Longhitano, Sindaco del Comune di Malfa • Ing. Giuseppe Campagna dirigente Società Consortile SAP 1 e SAP 2 • Ing. Luigi Patimo dirigente Società Consortile SAP 1 e SAP 2 • Ing. Lorenzo Belbusti dirigente Società Consortile SAP 1 e SAP 2

Un nuovo impianto per l’acqua potabile che però non servirà a niente se i serbatoi e la rete idrica non verranno rimodernati,  visto lo stato di obsolescenza in cui si trovano e visto che anche se l’acqua in origine fosse potabile, passando dalle condutture attuali o stazionando nei serbatoi, l’acqua diventerebbe imbevibile. Ma questo potrebbe essere un primo passo per rivedere il sistema idrico a Lampedusa che da sempre è uno dei punti critici. Va ricordato che fino ad oggi l’acqua erogata all’interno delle case non è potabile e che il servizio è pagato dal cittadino a forfait contravvenendo a qualsiasi legge e buon senso. Certo razionalmente uno si aspetta che si parta dalla rete di distribuzione o che la produzione e la distribuzione vengano affrontate in modo organico. Ma la razionalità in questi casi è un lusso. Se uno conosce un minimo la storia della produzione e distribuzione di acqua a Lampedusa sa bene che quello che sta accadendo è semplicemente la continuazione di decenni di malefatte e irregolarità, ma cerchiamo di andare con ordine. La Regione Sicilia è proprietaria dal 1978 degli impianti di dissalazione di acqua di mare situati nella zona di Cala Pisana i quali sono stati costruiti con fondi pubblici (cassa del Mezzogiorno), per soddisfare le esigenze di acqua potabile dell’isola di Lampedusa. La Regione aveva affidato la gestione tramite trattativa privata alla società SO.FI.P. spa la quale avrebbe dovuto garantire che l’acqua erogata fosse destinata al consumo umano rispettando tutti i parametri di legge.

La Giunta comunale con deliberazione N.59 in data 24/03/2006 dichiarava di volere interrompere il rapporto con la SO.FI.P dichiarando testualmente “Le vicende rappresentate non consentono di potere fare alcun affidamento sulla serietà e professionalità della suddetta società” Motivando con quanto segue:

  • Che, in data 01/12/2004 nel corso delle esecuzioni dei lavori sulla condotta della rete idrica proveniente dal dissalatore di Cala Pisana, si constatava la fuoriuscita, al momento del taglio della tubazione, di acqua mescolata a sostanze oleose;
  • Dalla relazione dell’ARPA Sicilia del 22/03/2005 è emerso che la falda di acqua dolce della zone di Cala Pisana subiva da diversi anni inquinamenti da idrocarburi; e che da circa tre anni la SO.FI.P. decise di utilizzare l’acqua di due pozzi scavati all’interno dello stabilimento, senza valutare il rischio di interazione con la falda di acqua dolce.
  • Tutto questo mostra come per un lungo periodo la SO.FI.P., mettendo a repentaglio la salute pubblica, non ha effettuato adeguati controlli sulla qualità dell’acqua erogata essendo invece tenuta a garantire i parametri di legge ai sensi della convenzione intercossa con la Regione Siciliana.

L’amministrazione di allora (Bruno Siragusa) aveva proceduto per vie legali contro la SELIS/ SOFIP, ma nel 2008 con la vittoria di De Rubeis alle comunali e il cambio di amministrazione, venne ritirata la denuncia del comune. L’amministrazione De Rubeis ha il primato in quanto assunzione di consiglieri comunali alla SELIS, forse una coincidenza. Tutte le amministrazioni hanno avuto nell’arco del loro mandato da un minimo di uno al massimo di 4 consiglieri “impostati” alla SELIS.

  La SELIS va ricordato, possedeva il 97% della SO.FI.P. e causò (forse continua a causare) l’inquinamento della zona di cala Pisana con lo sversamento di combustibili (Oli e gasolio) oltre che con emissioni di fumo nerissimo e forte vibrazioni e rumore. Sull’inquinamento da parte della SELIS della zona di cala Pisana, compresi pozzi d’acqua, spiaggia e terreno, ci sono diverse perizie. Ad esempio una del 2008 da parte dell’ARPA Sicilia: “Esaminata la relazione ed i rapporti di prova delle analisi effettuate sui campioni di suolo e di acque sotterranee dalla CADA a.n.c. e confrontando gli stessi con i risultati delle analisi, sulle aliquote degli stessi campioni eseguite da ARPA Sicilia si è constatato in alcuni di essi il superamento della Concentrazione della Soglia di Contaminazione” nel documento (protocollo n 395 del 12/02/2008) si specifica la responsabilità della SELIS nell’inquinamento della zona di Cala Pisana. In un’altra relazione dei Vigili del Fuoco di Lampedusa, che risale al 2002, si legge: “Dallo scarico della centrale elettrica SELIS fuoriusciva gasolio di alimentazione motori, causa rottura valvola di non ritorno, riversando il liquido, lungo la strada non asfaltata, in pendenza, sino al terrapieno frontale della spiaggia di Cala Pisana”. L’acqua della SO.Fi.P. costava in media al comune di Lampedusa e Linosa 300.000,00 all’anno. Oggi la società che gestisce la produzione di acqua potabile a Lampedusa è la Società Consortile SAP 1 e SAP 2. E’ logico un cambio di società nella gestione della produzione di acqua potabile a Lampedusa visto i precedenti. Ma questa è la terra che diede il titolo nobiliare ai Tomasi di Lampedusa di cui l’illustre discendente coniò uno dei modi di dire che più rappresentano la Sicilia e di conseguenza Lampedusa

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Difatti la SELIS continuerà attraverso l’Ing. Campagna (l’amministratore unico della SOFIP/SELIS ) a gestire la produzione dell’acqua potabile a Lampedusa. Coloro che hanno inquinato e distribuito l’acqua a Lampedusa fino a ieri invece di essere condannati ed esclusi dalla gestione, vengono premiati dalle istituzioni di tutti i livelli.   Ma la storia della SELIS a Lampedusa è storia di “maloaffare” da sempre. Pensate che già nel 1978 un anno dopo che l’allora Consiglio Comunale approvava la costruzione di una centrale elettrica da ubicare a Cala Pisana (zona agricola), la C.P.C. di Agrigento chiedeva al comune di Lampedusa:

“Faccia conoscere la disponibilità della zona industriale e sui motivi per cui l’opera non viene realizzata nella zona che, in base al programma di fabbricazione è espressamente prevista per l’insediamento industriale”.

Di quanto sopra detto non si è riscontrato ulteriore risposta da parte dell’amministrazione. Con una successiva delibera n.ro 10 del 15/02/1978 si reiterava l’approvazione della variante al programma di fabbricazione per il cambio di destinazione dell’area anzidetta. Nello stesso anno l’Ass.to Territorio e Ambiente emetteva parere negativo in quanto:

“L’area proposta ricade tutta nell’ambito della fascia di rispetto cimiteriale di m 200, inoltre la stessa area proposta ricade in parte entro i 150 m dalla battigia”.

Questo è solo l’inizio di una “lunga storia” che chi vuole può approfondire attraverso una relazione del 2011 fatta dall’U.T.C. di Lampedusa N. Prot. 9222 e che conclude cosi:

Premesso che dagli atti riscontrati, quest’ufficio nutre serie perplessità sulla definitiva approvazione della variante al programma di fabbricazione dell’area in questione, poiché nel D.A. n.ro 152 del 05/10/1979 quanto appena detto non appare chiaramente specificato, si porrà con separato atto all’Assessorato Territorio e Ambiente quesito affinchè venga chiarita la questione. Lo stato di fatto riscontrato rappresenta una totale edificazione estesa a quasi tutta l’area disponibile. Le opere realizzate in ampliamento al progetto originario assentito, grazie al rilascio di Concessioni edilizie di dubbia legittimità, ha radicalmente modificato il tessuto urbanistico e Ambientale dell’area. Si è calcolata la presenza di manufatti per un volume complessivo apri a mc. 11.629,56 con una superficie coperta di mq. 2.187,91 a fronte di una supeficie coperta realizzabile pari a mq. 1.215. Il tutto meglio evidenziato nell’allegata planimetria. L’area su cui insistono le opere è sottoposta ai seguenti vincoli:

  • Vincolo Paesaggistico BB.CC.AA. imposto con Decreto Assessoriale del 12/07/1983 pubblicato nella GURS in data 17/09/1983 n.ro 40;
  • Vincolo Idrogeologico R.D.L. del 30/12/1923 n.ro 3267;
  • Vincolo cimiteriale (in parte);
  • Vincolo sismico recepito con decreto del dirigente della protezione civile del 15/01/2004 pubblicato sulla G.U. del 13/02/2004 n.ro 7;
  • Vincolo di in edificabilità assoluta dei 150 metri dalla battigia LR 12/06/1976 n.ro 78 art. 15 (in parte).

Un’altra questione che è stata sollevata più volte è quella:

del prezzo delle bollette più care rispetto al resto d’Italia.

Da un articolo apparso sul sito Giovani Lampedusa: «Avete mai guardato con attenzione le bollette della SELIS (ente erogatore dell’energia elettrica locale, ndr)? Vi prego di dedicare qualche minuto a leggere questo mio post», si legge nella nota. «Non credo che in Italia — continua — ci siano località in cui la luce elettrica costi così tanto. La voce che più colpisce nella lettura della fattura, è l’importo spropositato del costo dei servizi che, a quanto riferisce l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, “sono i costi sostenuti dal distributore per il trasporto dell’energia (a livello nazionale e locale) fino al contatore del cliente e per la lettura dei consumi. Questa componente rappresenta in media il 15% della spesa totale lorda ed è coperta da tariffe stabilite dall’Autorità con criteri uniformi per l’intero territorio nazionale. Nella bolletta, gli importi pagati per tali attività sono suddivisi in: Quota fissa, Quota variabile e Quota potenza“. Ebbene, come si evince dalla bolletta allegata, il solo costo che la Selis mi ha addebitato per trasportare l’energia elettrica dalla centrale a casa mia va oltre il 57% contro il 15% massimo fissato dalle norme in vigore che oltretutto prevede “criteri uniformi per l’intero territorio nazionale“». bolletta selis La liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas è stato un processo che ha portato le aziende e le famiglie a poter scegliere liberamente il proprio fornitore. La comunità europea al fine di creare un unico mercato europeo dell’energia libero e concorrenziale ha compiuto infatti il primo passo verso la liberalizzazione del mercato dell’energia mediante l’approvazione di due Direttive europee: la Direttiva 96/92/CE per l’elettricità e la Direttiva 98/30/CE per il gas recepite successivamente nell’ordinamento italiano. Per il Mercato dell’Energia Elettrica, il processo di liberalizzazione è avvenuto grazie al Decreto Legislativo n. 79/1999 (Decreto Bersani) che ha aperto, in prima battuta, il mercato alle aziende (1999) e ai titolari di P.IVA per poi completarsi il 1 luglio 2007 consentendo anche alle famiglie di poter scegliere il proprio fornitore. (sito Roma Gas e Power).  

Specifichiamo che noi siamo per l’autogestione comunale e attraverso assemblee, di tutti i servizi della comunità e che non siamo per le liberalizzazioni in generale ma per un approccio comunitario e partecipato nella gestione dei beni e dei servizi. In ogni caso la liberalizzazione della produzione e distribuzione dell’energia elettrica, almeno a Lampedusa non si è mai concretizzata, visto che la SELIS ha il monopolio assoluto. Stella Migliosini imprenditrice che vive e lavora a Lampedusa sente il peso di una bolletta cosi cara, come tutti del resto sull’isola. Nel 2011 aveva raccolto 500 richieste all’ENEL dopo che questa azienda aveva lanciato una campagna nazionale per promuovere i propri servizi. Queste richieste si fermarono e la Migliosini cerco di capire perché l’iter avesse subito quell’arresto.

“nessuno mai mi ha spiegato il perchè quelle richieste furono bloccate, nonostante c’era stato un grande interessamento da parte dell’ENEL quando presi le prime informazioni sulla possibilità di cambiare società dell’energia elettrica” (Stella Migliosini)

Inoltre la SELIS ha in locazione da parecchi anni diversi terreni comunali adibiti a cabine di trasformazione ad esempio la delibera di consiglio comunale n 117 del 02/08/1994 concedeva in affitto mq 21 di suolo comunale, al fine di realizzare una cabina di trasformazione al canone annuo di vecchie lire 7.250.000. Sono stati pagati gli affitti dei terreni ? I manufatti sono stati realizzati a norma ? Quanti pali e fili attraversano strade e terreni comunali e questi sono fatti in modo da salvaguardare persone, animali e cose ? E’ evidente che proprio, per l’elevato stato di degrado in cui versano tali condotte elettriche probabilmente non manutenzionate a dovere, si verificano abbassamenti di tensione comportando a tutti gli elettrodomestici in uso, un superiore consumo (il contatore gira di più) a danno della stessa utenza, con possibili vantaggi, a favore della SELIS. Di tutto questo ci sono denunce, perizie, atti ufficiali di vari enti e istituzioni. Come mai la SELIS continua la sua attività sull’isola di Lampedusa ? Basta solamente impiegare dei consiglieri comunali ad ogni amministtrazione per coprire tutti questi illeciti ? A Lampedusa nessuno può dirsi “in regola”, da sempre le istituzioni a tutti i livelli hanno favorito dei comportamenti “fuori legge” pretendendo all’ora opportuna però “L’essere in regola”. L’ora opportuna è al momento delle elezioni, è al momento che qualcuno subisce un torto, è al momento che uno cerca giustizia. Ma se guardiamo bene, chi può dirsi “in regola” ? La regione Sicilia può dirsi in regola ? Il comune di Lampedusa e Linosa può dirsi “in regola” ? La SELIS può dirsi in regola ? Noi vorremmo che la SELIS pagasse tutto quello che deve alla popolazione di Lampedusa e poi se ne andasse dall’isola per sempre. Che si cominciasse a fare un piano vero per le energie rinnovabili e che la gestione della produzione e distribuzione dell’energia elettrica divenisse della comunità.

Documento dell’ARPA Sicilia che attesta l’inquinamento da parte della SELIS della zona di Cala Pisana>   Indagini Arpa Selis

Di seguito una testimonianza di Maggiore Vincenzo sulla sua vicenda personale con la SELIS:

Io Vincenzo Maggiore nato a Lampedusa il 10/07/1956 e residente in via Cala Pisana n 47 con la seguente relazione informo le autorità competenti, i miei concittadini e i mezzi d’informazione, sulla gravissima situazione che vivo da 34 anni nel rapporto con  la SELIS, con le gravi conseguenze di salute da essa derivate a me e tutta la mia famiglia. Vivo nella mia casa in zona Cala Pisana dal 1976 e da alcuni anni prima la famiglia di mia moglie aveva anche un ristorante nella stessa zona.  Nel 1980 la ditta SELIS che a Lampedusa gestisce la fornitura dell’energia elettrica ha impiantato a pochi metri dalla mia abitazione la centrale elettrica a gasolio. I primi anni la centrale elettrica  emanava fortissimi rumori, fortissime vibrazioni che facevano tremare tutto il vicinato e scaricava un fumo nero densissimo. Il primo risultato fu la chiusura del ristorante, perche ormai era impossibile resistere al rumore e alle vibrazioni. Per la nostra famiglia fu un grave danno perché il ristorante ci permetteva di avere quelle entrate che poi ci permettevano di vivere tutto l’anno in maniera dignitosa. Mio suocero disse più volte a l’ingegnere Campagna, il capo della SELIS, della situazione che si era venuta a creare ma la centrale continuò ad essere attiva come se nulla fosse successo . Mia suocera comincio a soffrire di una forte cefalea muscolo ansiosa e mio suocero fece un esposto con un avvocato, che ebbe  l’effetto di fare attuare alla SELIS alcune modifiche, che attenuarono i rumori, le vibrazioni e gli scarichi di fumo, ma non riportarono alla condizione di vivibilità la zona di Cala Pisana. Dopo svariati disagi che la mia famiglia subiva a causa dei continui rumori e vibrazioni, che ancora nonostante i lavori continuavano e dopo che mio suocero aveva più volte scritto e parlato con i dirigenti della SELIS non era cambiato molto.Mio suocero e mia suocera  avevano aperto una ditta di pulizie e  nel 1998 vennero assunti proprio alla SELIS per fare le pulizie. Questo è un comportamento tipico di chi gestisce la SELIS, a Lampedusa è risaputo che tutte le amministrazioni hanno impiegato: chi due, chi tre persone, compreso consiglieri comunali per chiudere gli occhi nei confronti degli abusi della SELIS. Oltre al rumore, alle vibrazioni, al fumo che la centrale della SELIS emette, c’è un altro grave fatto che si ripete negli anni e che è stato anche riportato da una relazione dei Vigili del Fuoco di Lampedusa: I pozzi di acqua e le falde acquifere sono state inquinate dalle fuoriuscite di gasolio dai motori della centrale elettrica e questo fatto si ripete ancora. Nella relazione dei vigili del fuoco si parla di novemila litri di gasolio. Nel 2004 cominciammo ad avere nei rubinetti  di casa delle fuoriuscite di acqua mista a gasolio. Attraverso un controllo dell’ARPA Sicilia con relativa relazione  ufficiale scritta, avemmo la conferma che l’acqua nei pozzi delle nostre case era avvelenata dalla presenza del  gasolio. Questo fatto ci spinse a fare una denuncia alla Guardia di Finanza di Lampedusa nei confronti della selis. Dopo pochi giorni la SELIS licenziava i miei suoceri  dal loro lavoro di pulizia alla centrale di Lampedusa. L’ARPA fece un altro rilevamento vicino la spiaggia di Cala Pisana rilevando nuovamente la presenza di gasolio e diverse volte l’ARPA  ha proceduto a fare dei rilevamenti dell’inquinamento acustico di cui le relazioni finali non ci sono mai state date. Nel 2009 a mio suocero vengono diagnosticati dei noduli al polmone e da tempo soffre di disturbi dell’udito. Nel 2010 mi viene diagnosticato un tumore alla prostata e da tempo soffro di una bronchite cronica. Mia moglie  ha il 60 per cento di udito in meno. Nel 2009 all’interno della centrale scoppia un incendio ai motori con un rumore assordante che ci fece scappare di notte e lasciare la nostra abitazione. Ovviamente vennero i vigili del fuoco a spegnere le fiamme. Abbiamo richiesto la relazione ai vigili del fuoco di Lampedusa che ci rimandarono alla stazione dei Vigili del Fuoco di Villaseta dove c’è la sede provinciale dei Vigili del fuoco. Li non ci hanno voluto rilasciare la relazione sull’incendio dicendoci che la SELIS aveva chiesto di non rilasciare alcun documento. Ultimamente la SELIS ha fatto altri lavori ed ha ingrandito i suoi edifici, tanto da non esserci più spazio per le macchine dei dipendenti di entrare fin dentro i capannoni con i motori. Cosa questa che impedirebbe la possibilità ai mezzi dei pompieri, di potere svolgere le operazioni di spegnimento e di soccorso, in caso di un altro incendio. Abbiamo fatto diversi esposti e posto all’attenzione il caso a : Procura della Repubblica di Agrigento Tribunale di Agrigento al PM Fornasier Guardia di Finanza di Lampedusa Stazione dei Carabinieri di Lampedusa Presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta Prefetto di Agrigento Legambiente Sede Nazionale  e sede di Lampedusa Inoltre abbiamo fatto presente la situazione ai sindaci: Bruno Siragusa, Dino De Rubeis e Giuseppina Nicolini. A parte il sindaco Bruno Siragusa che a suo tempo aveva proceduto per vie legali nei confronti della SELIS (processo che poi è stato bloccato con l’amministrazione De Rubeis), per quanto riguarda l’inquinamento delle falde acquifere e di alcuni pozzi. Ne Dino De Rubeis, ne Giuseppina Nicolini hanno proceduto in nessun modo nei confronti della SELIS. A seguito delle ultime denunce e solleciti e del nostro incontro con l’attuale sindaco,  sono stati inviati presso la mia abitazione il maresciallo dei carabinieri, vigili urbani e un dipendente dell’ufficio tecnico del comune di Lampedusa. Il fatto era seguito ad una denuncia anonima per abusivismo nei miei confronti e si è risolta con un nulla di fatto perche non ci sono le condizioni di una denuncia a mio carico. Abbiamo presentato alla SELIS nel 2102 con un avvocato, una richiesta di risarcimento per danni alla salute , che ci ha risposto che loro sono in tutto e per tutto in regola. Di tutte le nostre denuncie ancora aspettiamo di avere dei riscontri.  Fino ad oggi, purtroppo, abbiamo avuto un atteggiamento da parte delle istituzioni, che è stato deludente. Continueremo ad andare avanti fino a che alla nostra vita, non venga restituita, quantomeno la tranquillità e la pace che da tempo abbiamo perso. Speriamo che non ci vogliano altri 10 anni per una vostra risposta e che non debba morire nessuno prima di avere una briciola di giustizia, anche se le ultime sentenze sul caso eternit non ci lasciano ben sperare. Di tutto quello che è successo alla mia famiglia e che temo non avrà fine nell’immediato , ricordate che ognuno di voi ha le sue responsabilità. Vincenzo Maggiore

 

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2 risposte a “SELIS e dintorni…

  1. dal 1969 che vivo a Lampedusa, pur considerato da molti un forestiero, ho cercato nel mio piccolo, contro molte avversita, mentali, di parte, politiche di fare qualcosa di costruttivo, ne´ho subite di tutto e di piu´ma essendo caparbio e cocciuto , per 8 mesi all´anno ci vivo e cerco di lavorarci, dove l´invidia si taglia con il coltello e l´egoismo e´parte del DNA dlle persone… (comportamento tipico di chi vive nelle isole e vive di pesca, in quanto e´costretto ad una mara solitudine in mezzo la mare , dove la sopravvivenza e legata alla buona sorte)ho sempre pagato cio che mi veniva chiesto, tanto lamentarsi non serve in quanto la megaburocrazia ti taglia le gambe in ogni momento, per la questione ENERGIA ELETTRICA,,pago somme assurde anche nei mesi che tutto e´fermo, pensavo di installare pannelli solari….. visto che il GOVERNO (quale??) fa molta pubblicita´nel settore, ma gli ostacoli sono talmente tanti che non vale la pena,in quanto e´tutta una presa per culo, , ci sarebbe molto da scivere ma la verita´e´cosa amara e molti lampedusani ,pensano solo al loro piccolo orticello, ma non hanno mai pensato che la malaerba non conosce recitnti e fino a quando non se la trovano in casa non reagiscono, brontolano, chiecchere da osteria (bar ) e poi tutot finisce nel nulla, come la raccolta differenziata dei rifiuti, cassonetti deiversi…ma stesso mezzo per scaricare e portare altrove , ingrazzando certe aziende, a cui nessuno chiede spiegazioni,, purtoppo ognuno raccoglie ciop che semina ed e´artefice del propio destino..cordialmente

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