Relazione dell’ARPA Sicilia e controrelazione del prof. Massimo Corraddu.

Riprendiamo le comunicazioni sulla questione radar e esame epidemiologico a Lampedusa dopo una pausa di silenzio servita a rielaborare i dati fino a qui acquisiti.
Cerchiamo di essere schematici e di dare le informazioni necessarie al fine di potere proseguire la nostra lotta per la salute e per una Lampedusa che possa essere isola di pace, dialogo e solidarietà e non una base militare NATO nel mezzo del mediterraneo.

Prima di tutto una nota introduttiva per dire che lo scetticismo di alcuni

si è rivelato un sentimento  ed una “prassi” di comportamento che è stata assolutamente smentita dai fatti.

infatti la raccolta firme e la mobilitazione (anche se di pochi) hanno ottenuto l’effetto da noi sperato.

La prima condizione per fare in modo che le cose cambino è la partecipazione diretta degli isolani alle questioni politiche del territorio.
Molti dicevano infatti che sarebbe stato inutile racogliere le firme e “parlare” tanto non sarebbe successo niente.
Invece è successo quello che ci aspettavamo ed avevamo previsto: i funzionari dell’ARPA Sicila sono venuti sull’isola dopo i nostri solleciti e la raccolta firme (portata avanti insieme al comitato delle mamme di Lampedusa). Come avevamo detto anche pubblicamente, ci aspettavamo che l’ARPA Sicilia facesse una relazione sommaria e imperfetta (Allegato n1) che potesse rassicurare la popolazione e “lavarsi le mani” sulla questione spinosa che vede gli apparati militari in prima linea a difendere il loro progetto di fare dell’isola una base militare di controllo e spionaggio.
Come avevamo annunciato abbiamo fatto visionare la relazione al fisico Massimo Corraddu che sta seguendo la situazione, cosi come sta seguendo quella del MUOS e di altri casi di inquinamento elettromagnetico.
Alleghiamo la sua relazione fatta sul documento dell’ARPA Sicilia (allegato n2).
“La sintesi è che le misure fatte sui radar non servono assolutamente a nulla perchè la tecnica e la strumentazione di misura impiegate erano assolutamente inadeguate, mentre le misure fatte in paese in prossimità dei ripetitori, hanno in alcuni casi evidenziato valori molto alti e vanno assolutamente approfondite con tecniche più adeguate e maggiore impegno.” M. Corraddu
Ci chiediamo se l’amministrazione abbia provveduto come annunciato ad uno studio indipendente sulle emissioni di onde elettromagnetiche e se è si a che punto questo studio è arrivato.
Noi da parte nostra ci stiamo attivando in questo senso, per delle rilevazioni e degli studi indipendenti.
Anche l’ASP ha risposto alle nostre richieste e sta avviando l’esame epidemiologico. Staremo a vedere i risultati di queste indagini e le faremo valutare ad esperti di nostra fiducia.
Sul radar di capo grecale abbiamo fatto un esposto alla Procura della Repubblica insieme ad altre associazioni di Lampedusa e ad altri cittadini. Aspettiamo la scadenza dei termini che la procura si riserva per vagliare gli esposti.
Presto faremo un comizio in piazza dove spiegheremo nel dettaglio quello che stiamo facendo e per programmare azioni condivise con la popolazione.
Solo insieme si può contrastare lo scempio che è stato fatto e si sta facendo all’isola di Lampedusa.
E’ necessario uscire dall’apatia diffusa e rendersi partecipi della lotta per la salvaguardia dell’isola e della nostra salute.
SENZA PAURA !
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