Lettera inviata alle istituzioni sui radar. 26-11-2014

Alla Presidenza del Consiglio:

Presidente del Consiglio
Ufficio per il controllo interno, trasparenza ed integrità
Ufficio del Consigliere militare
Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi (Dipartimento per il coordinamento amministrativo)
Al Ministero della Difesa
Al Ministero della Salute
Al Dipartimento Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno
Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento
Alla Prefettura di Agrigento
Al presidente della Regione Sicilia
All’Assessore Regionale alla Salute
Al Dipartimento Attività Sanitarie Regione Sicila
All’assessore Territorio e Ambiente della Regione Sicilia
Al Sindaco di Lampedusa e Linosa
All’ARPA Sicilia
All’ASP Palermo
Al Comando Generale della Guardia Di Finanza
Al CGA Regione Sicilia
All’ambasciata italiana della città del Vaticano
Questa comunicazione verrà inviata anche agli organi di stampa.
COLLETTIVO ASKAVUSA
Con la presente informiamo sulla situazione attuale rispetto alla questione dei radar a Lampedusa.
Per una più ampia esposizione dei fatti si rimanda allo studio fatto da Askavusa “Lampedusa istruzioni per l’uso”.
Sull’isola abbiamo contato la presenza di 10 radar su cui stiamo approfondendo: storia, funzioni e pericolosità.
Sui ripetitori e antenne ad uso “civile”  l’ufficio tecnico del comune di Lampedusa e Linosa ha rilasciato i documenti e stiamo provvedendo a prenderne copia.
Non abbiamo avuto al momento, nessuna informazione e/o documento sui radar e antenne ad uso militare.
Il comune di Lampedusa e Linosa attualmente non possiede un regolamento per l’installazione di radar e/o antenne e/o ripetitori e neanche un registro di tutto ciò che è presente sul territorio in materia.
Lampedusa è sopra la media nazionale per malattie e morti tumorali.
Ci concentriamo in questo momento su due punti che riteniamo più urgenti:
1) Il radar della Guradia di Finanza in zona grecale, nei pressi del faro.
2) I nuovi radar che si dovrebbero installare in sostituzione di quelli già presenti in zona Ponente, nei pressi della ex stazione Loran.
1 In zona Grecale, in un terreno attualmente dato in uso dal comune alla Telecom, vi è in funzione dal 2008 il radar EL/M-2226 ACSR in dotazione alla Guardia di Finanza e acquistato da Israele dalla Elta Systems Ltd grazie al Fondo per le frontiere esterne Ue 2007-13. Il radar della Guardia di Finanza è già stato riconosciuto dannoso per la salute umana e ci sono due sentenze del TAR della Sardegna che attestano tale pericolosità, oltre a relazioni di esperti come il Dott. Massimo Coraddu (Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino – DENERG) e una relazione della ARPA Sardegna. Il radar in questione è stato rimosso da Tresnuraghes, da Capo Sperone (Sant’Antioco), Capo Pecora (Fluminimaggiore) l’Argentiera, nel comune di Sassari,a Melilli in Sicilia e in altri comuni dove la popolazione si è ribellata all’installazione. Dello stesso radar non esistono al comune di Lampedusa e Linosa: ne richieste per l’installazione, ne studi sull’impatto delle emissioni elettromagnetiche, ne tantomeno permessi rilasciati dal comune.
 A quanto risulta da precedenti analisi, l’esposizione diretta al fascio principale emesso dal radar ELM2226 (di produzione ELTA System) possono superare il limite di esposizione previsto dalla legislazione italiana (Legge 36 del 22 Febbraio 2001 e dal decreto attuativo DPCM dell’8 Luglio 2003) per distanze inferiori a circa 100 metri dall’antenna. Il superamento del limite di esposizione, fissato a tutela degli effetti acuti dovuti, espone al rischio di subire danni per esposizioni anche di breve durata (gli organi più esposti sono gli occhi e le gonadi).
Il radar è installato in una zona aperta e accessibile e pianeggiante, priva di ostacoli naturali, e  le persone possono, senza difficoltà, avvicinarsi sino a poche decine di metri dall’antenna, occorre adottare criteri di maggiore prudenza e cautela, evitando di avvicinarsi eccessivamente all’antenna.
Vista la necessaria approssimazione con cui sono stati svolti sia i calcoli sia  le valutazioni di ARPA Sardegna (approssimazione dovuta al fatto che i dati forniti sul Radar sono incompleti e non consentono valutazioni di Campo Vicino), consigliamo per prudenza  di non avvicinarsi a meno di 200 metri dal radar.
Abbiamo inoltrato due richieste alla Guardia di Finanza, per l’immediata rimozione del radar
EL/M-2226 ACSR, una il 20/10/2014 e un’altra per mezzo di un nostro legale il 23/10/2014, richieste attualmente rimaste senza alcuna risposta.
2 Sull’isola «sarà predisposto dalla Marina militare nell’ambito del programma pluriennale di
ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture nazionali (in tutto undici), facenti parte della Rete radar costiera (RRC) e della Centrale di Sorveglianza Marittima Associata (CSMA), la piattaforma fondamentale per la cosiddetta Consapevolezza della Situazione Marittima che consente di avere sotto controllo tutte le attività navali in corso nel Mediterraneo»3, «sarà realizzato a Cala Ponente e verrà messo a disposizione dell’aviazione militare italiana e delle task-force della Nato che operano nel Mediterraneo».
Quella di Lampedusa sarà una postazione radar fissa per la difesa aerea FADR (Fixed Air Defence Radar), un sistema avanzato che utilizza frequenze diverse rispetto a quelle utilizzate dal precedente sistema che si appresta ad essere sostituito. Infatti le frequenze precedentemente utilizzate devono essere liberate per i nuovi dispositivi commerciali WiMAX, destinati a fornire accessi internet a banda larga da dispositivi mobili (cellulari e computer portatili). All’incontro con l’ammiraglio Stefano Dotti, avvenuto il 30/10/2014 nell’ufficio del sindaco del comune di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini, erano presenti: diversi esponenti
dell’amministrazione locale, rappresentanti di “Askavusa”, due cittadini di Lampedusa e un esponente dell’associazione “Imprenditori di Lampedusa”. In tale occasione non sono emerse particolari novità rispetto alla nocività dei nuovi radar: l’ammiraglio Dotti ha infatti sostenuto che i nuovi radar non arrecherebbero danno alla salute e all’ambiente. Noi abbiamo ovviamente sostenuto il contrario e abbiamo ribadito che rispetto a questi tre nuovi radar, intendiamo proporre un confronto tra i tecnici militari, i tecnici del comune ed i tecnici che ci stanno seguendo e supportando. Per questo abbiamo chiesto un tavolo tecnico.
L’ammiraglio Dotti ha dichiarato che si sarebbe fatto portavoce, presso lo Stato Maggiore della Difesa, della nostra richiesta.
In seguito a quanto emerso dall’incontro, riteniamo dunque opportuno puntualizzare quanto segue:
•L’amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa non ha ancora rilasciato le autorizzazioni
necessarie per l’installazione dei tre nuovi radar. Cosa, questa, che nelle passate comunicazioni
dell’amministrazione comunale non era chiara («Per un ammodernamento sul territorio nazionale
della rete dei Radar per la difesa aerea, entro la fine del 2014 inizieranno i lavori per la sostituzione
del Radar RAT-31SL con il più moderno RAT_31DL”», [Comunicato del sindaco di Lampedusa e
Linosa del 16/10/2014]).
Le dichiarazioni dell’assessore alla sanità del comune di Lampedusa e Linosa, rilasciate il 10/11/2014 in assemblea pubblica e il documento firmato dallo stesso e tutt’ora pubblicato sul sito del comune di Lampedusa e Linosa, fanno intendere che gli studi sulla pericolosità dei radar, verranno svolti dopo l’installazione.
Chiediamo all’amministrazione comunale di chiarire se l’intenzione è quella di montare i radar senza uno studio preventivo.
•L’ufficio tecnico del comune di Lampedusa e Linosa, il sindaco e l’ammiraglio Dotti si sono impegnati a rilasciare i documenti relativi ai nuovi radar.
Attualmente non abbiamo avuto la possibilità di accedere a questi documenti per un veto posto dall’ammiraglio Dotti, il quale sta rimandando di settimana in settimana la risposta in merito al rilascio dei documenti, che tra l’altro sono già stati depositati nell’ufficio tecnico di Lampedusa.
L’ammiraglio Dotti si era anche impegnato, su nostra proposta, di provare a istituire  un tavolo tecnico in cui noi avremmo partecipato con dei nostri esperti. Anche di questa proposta non abbiamo alcuna notizia.
Considerazioni del Dott. Massimo Coraddu
(Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino – DENERG)
A quanto risulta, a Lampedusa sono in via di installazione diverse tipologie di radar:
A) un radar di sorveglianza aeronautica (radar Selex RAT 31-DL) deve essere installato in sostituzione di un precedente dispositivo radar che svolgeva la stessa funzione (un radar Selex RAT 31-SL).
B) Due nuovi radar di sorveglianza costiera sono stati proposti dalla marina militare per la sua rete di sorveglianza costiera.
Vediamo separatamente quali conoscenze si hanno dei diversi dispositivi:
A) Le conoscenze che riguardano i radar di sorveglianza aeronautica FADR (Fixed Air Defence Radar), al momento, sono scarse e non sufficienti per un analisi delle loro emissioni e della loro pericolosità. Provengono essenzialmente dalla stessa casa costruttrice Selex, e sono ad esempio visibili nel sito http://www.radartutorial.eu/ (gestito dai principali attori industriali del settore, compresa selex/finmeccanica). In particolare le pagine dedicate ai radar in questione sono:
Il radar FADR Selex RAT 31-DL (operante nella banda D, precedentemente nominata banda L, da 1 a 2 GHz), è destinato a sostituire il precedente radar di sorveglianza aeronautica FADR Selex RAT 31-SL (operante nella banda S, attualmente denominata banda E-F, da 2 a 4 GHz) allo scopo di liberare le frequenze da 2 a 4 GHz per renderle disponibili per l’accesso a internet a banda larga da dispositivi mobili (sistema WiMAX), operazione in corso in molti siti dell’aeronautica militare in Italia, compreso quello diPotenza Picena.
Entrambi sono radar di grande potenza:
Il RAT 31-DL ha una potenza media di 2,5 KW, e forma brevi impulsi in cui la potenza concentrata è di 84 KW;
Il RAT 31-SL non è nota la potenza media KW, forma brevi impulsi in cui la potenza concentrata è di 155 KW;
sorvegliano lo spazio aereo in 3D e hanno la capacità di arrivare a 450 Km di distanza (oltre l’orizzonte). Purtroppo non siamo al momento in possesso degli altri dati radiotecnici indispensabili per un analisi delle emissioni.
B) Radar di sorveglianza costiera della rete della marina militare da installare nell’isola di Lampedusa (sito MM-TPS-756):
Le scarse informazioni su questi due radar costieri provengono dallo Studio di Fattibilità Ambientale del sito radar di sorveglianza, che il Ministero della Difesa Italiano ha presentato recentemente al comune di Lampedusa e Linosa.
Nello studio viene precisato che il sito prevede l’installazione di due radar:
il radar Selex T200C (detto Gabbiano) e il radar RASS-CI (che dovrebbe essere anch’esso della Selex). Di questi due, il secondo radar il RASS-CI (Radar di Scoperta di Superficie – RASS), in base alle conoscenze che abbiamo, è verosimilmente molto più pericoloso del primo. Si tratta infatti di una versione costiera del radar RASS C imbarcato nelle unità militari, come si deduce dalla presentazione fatta da Selex alla fiera internazionale degli armamenti di Bourget 2011 (http://www.selexsystemsintegration.de/uploads/media/PressRelease.pdf). I dati radiotecnici di questo secondo radar sono classificati come riservati e non vengono resi noti.
In sintesi, ciò che sappiamo dei due radar:
– del radar Selex Selex T200C (detto Gabbiano) sappiamo che emette a frequenze comprese tra 9.1 e 9.7 GHz, che ha una potenza media di 215 W, e forma brevi impulsi in cui la potenza concentrata èdi 3450 W. Il suo guadagno d’antenna nella direzione dell’emissione è di 28.5 dB (il che significa che nella direzione di emissione la potenza equivalente risulta aumentata di oltre 700 volte);
– del radar (il RASS-CI) non sappiamo assolutamente nulla.
Lo studio preparato dalla Selex, ovvero dalla stessa azienda che ha costruito e venduto i radar, già a una prima lettura appare inaccettabile sotto molteplici profili:
1) Le caratteristiche tecniche dei radar sono presentate in modo incompleto (nel caso del radar Gabbiano T200C) o sono addirittura del tutto assenti (nel caso del radar RASS-CI).
2) L’analisi della sicurezza non è conforme a quanto prescritto dalla legislazione in vigore in italia (citati nel paragrafo 5.1 a pag. 25 ma non utilizzati in seguito). La legislazione italiana (legge 36 del 2001) prevede esplicitamente la protezione della popolazione dagli effetti dovuti a esposizioni continue e prolungate (art. c3 punto c), come sono quelle dovute alle emissioni radar, attraverso la fissazione di opportuni limiti (detti “valori di attenzione”). Alle frequenze di emissione considerate, tale limite di sicurezza è stato successivamente fissato (DPCM 8 luglio 2003) al valore di 6 V/m. Selex però, nelle sue analisi, non prende in considerazione il limite di sicurezza in vigore in Italia, ma un valore 10 volte più elevato (61 V/m!) desunto dal rapporto ICNIRP del 1998, presentati nella tabella a pag. 32 e utilizzato in tutte le analisi successive (paragrafi 5.5, 5.6, 5.7, 5.8, 5.9, 5.10, da pag. 32 a pag. 48). Il rapporto ICNIRP citato non ha alcun valore in Italia infatti, al contrario della legislazione italiana, non considera in alcun modo gli effetti cronici dovuti all’esposizione continua delle microonde, come accade nel caso dei radar costieri (che sono sempre accesi). Quindi il ricorso alle tabelle dell’ICNIRP, oltre che essere inadeguato al caso in esame, è contrario a quanto stabilito dalla legislazione.
3) Per quanto detto in precedenza è impossibile verificare la correttezza dei calcoli svolti.
4) Non si tiene in alcun conto della presenza nelle vicinanze di altre sorgenti di emissione, sia radar che radio base.
5) Non si tiene in alcun conto delle conseguenze delle emissioni per l’ambiente naturalistico protetto della Riserva Naturale Orientata.
In conclusione
Da quel che si vede, considerate le dimensioni dell’isola, c’è una concentrazione spaventosa di radar (gli effetti biologici delle emissioni si sommano), che per di più duplicano le stesse funzioni (quello della guardia di finanza, della guardia costiera e della marina militare hanno sostanzialmente lo stesso scopo).
Le valutazioni sulla pericolosità delle emissioni di questi dispositivi, al momento, o non sono state rese note, o sono state condotte in modo superficiale e scorretto, dallo stesso ente proponente, o addirittura dal costruttore e fornitore del dispositivo. Valutazioni credibili devono prendere in considerazione le emissioni simultanee di tutti i radar presenti, devono essere condotte in modo indipendente da un ente terzo e devono essere complete e verificabili, oltre che naturalmente conformi alla legislazione italiana di radioprotezione in vigore.
Vista l’indubbia pericolosità delle emissioni di microonde, riconosciuta di recente anche dall’agenzia di ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (International Agency for Research on Cancer – IARC – Monografia 102, Maggio 2013,http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol102/index.php),
occorre limitare al massimo l’esposizione della popolazione, specie quella in età molto giovane. La
concentrazione di molteplici dispositivi radar in un raggio di pochi chilometri e in presenza di abitazioni e siti residenziali deve essere evitata.
CHIEDIAMO:
ai lampedusani di pretendere in tutti i modi che la loro dignità e la loro salute venga rispettata.
all’amministrazione comunale di prendere una posizione chiara, intanto sul radar EL/M-2226 ACSR alla luce di quanto emerso e essere chiari anche sugli altri radar presenti sull’isola e da installare.
alla Guardia di Finanza di rimuovere immediatamente il radar EL/M-2226 ACSR, visto i gravi danni che provoca alla salute umana.
alla Guardia di Finanza di Lampedusa di fare pressione ai loro superiori affinché la salute e la dignità dei lampedusani venga rispettata. Non si può pretendere la legalità a senso unico. Anche voi siete complici di questa grave situazione.
agli organi competenti di fare luce su quanto sta accadendo sull’isola.
di accedere ai documenti relativi ai radar ad uso militare sull’isola.
di avviare una campagna epidemiologica, già richiesta con raccolta di 900 firme all’ASP.
di prendere copia delle relazioni sugli studi dell’ARPA (una volta redatti) recentemente fatti sull’isola a seguito di nostra richiesta. (è possibile anche che altri abbiano fatto stessa richiesta)
a tutti coloro che sono solidali con il popolo di Lampedusa di aderire a questo appello e renderlo pubblico in tutti i modi.
Cordiali saluti
LAMPEDUSA 26/11/2014
risposta u.t.c.
Advertisements

Una risposta a “Lettera inviata alle istituzioni sui radar. 26-11-2014

  1. Pingback: Radar a Lampedusa: facciamo il punto della situazione | Askavusa·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...