Pupi, pupari e pupiddi

10518617_717247131682773_252456843713710810_oCon la delibera del 25 Agosto 2014 il Comune di Lampedusa e Linosa ha sottoscritto un “Protocollo di intesa” con la Fondazione Open Society. L’obbiettivo ufficialmente dichiarato è la realizzazione del progetto «Accoglienza e Cultura dell’Immigrazione, da e per Lampedusa. Tale progetto consiste nella creazione di un servizio esterno all’amministrazione che produca progetti, e li attui. Il servizio gestirà e anche attrarrà offerte di aiuto, trasformandole in iniziative effettive, destinate a migliorare la qualità della vita degli immigranti e della gente del posto».

La Fondazione, che si spaccia per paladina dei diritti umani e della democrazia, è in realtà coinvolta, insieme con il suo fondatore George Soros, nella politica economica e militare statunitense. La fondazione è stata infatti protagonista di vari colpi di stato, l’ultimo dei quali quello in Ucraina che ha gettato il paese in guerra.

Nell’isola di Lampedusa già così fortemente militarizzata a cosa potrà portare un alleanza con soggetti del genere? Vogliamo che ancora una volta la retorica dell’accoglienza e le dinamiche migratorie vengano usate come pretesti per fare di Lampedusa una base militare? Cosa resterebbe della nostra comunità, delle nostre attività economiche, del turismo, se Lampedusa divenisse una grande portaerei? Non siamo già esposti ad un pericoloso inquinamento elettromagnetico dovuto ai vari radar istallati sull’isola? E non è forse vero che è in programma un potenziamento dei radar in zona Ponente, con un aumento delle onde elettromagnetiche? Assecondare realtà come l’Open Society significherebbe infatti rendersi strumenti di una militarizzazione massiccia che è già in atto: il Governo ha infatti chiesto che sia la Nato a sostituire Frontex nel pattugliamento del Mediterraneo. Davvero vogliamo che la nostra Isola divenga un tassello di una strategia che produrrebbe nuove guerre e quindi altre migliaia di migranti in fuga?

Leggendo inoltre l’accordo con il Comune, ci sembra evidente che la permanenza dei migranti sull’isola sia destinata a non essere più “temporanea” (come previsto dalla tipologia del Centro) ma al contrario di una durata superiore non meglio specificata. Riteniamo che un territorio limitato come il nostro non possa venire caricato con numeri così massicci. Lampedusa è stata invece sacrificata dai potenti e sulla pelle dei suoi abitanti e dei migranti è stata fatta diventare un laboratorio di controllo, repressione e retorica. Ong, associazioni umanitarie, cooperative, politicanti hanno guadagnato in termini economici e di visibilità, servendo gli interessi di personaggi come Soros. L’ennesimo esempio è il festival Sabir, realizzato dall’Arci (che ha stretti e consolidati legami con l’Open Society) e dal Comitato 3 ottobre, che hanno invitato per le commemorazioni della strage esponenti del governo come Alfano, che verranno qui a fare l’ennesima pupiata.

Se realmente si vogliono evitare le tragedie dell’immigrazione occorre rifiutare la logica dei centri di detenzione per migranti e ripensare le politiche estere ed economiche europee.

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