Sosteniamo gli occupanti di Fort Galloo a Calais

Traduciamo il comunicato stampa emesso dagli occupanti  di Fort Galloo, a Calais. Ancora una volta la Fortezza Europa dispiega il suo braccio armato per reprimere, controllare, respingere. Calais e Lampedusa, territori di confine che sempre di piu’ svolgono il ruolo di bastioni militari di un’Europa che sfrutta chi cerca di  valicare i confini e distrugge ogni tentativo di creare nuovi spazi condivisi, inclusivi e autogestiti.

Per seguire la cronaca di questi giorni e avere maggiori informazioni sulle attivita’ degli attivisti di Calais, seguite il blog http://calaismigrantsolidarity.wordpress.com

UNIAMOCI ALLE COMPAGNE E AI COMPAGNI DI FORT GALLOO NELLA LOTTA PER LA LIBERTA’ E PER LA DIGNITA’ DI TUTTE E E TUTTI

Dal 28 maggio a Calais le assurde e violente operazioni di polizia contro la popolazione migrante di passaggio si sono succedute; sgomberi, arresti, retate, distruzione di materiale umanitario ecc.. Gli esiliati sono quindi stati emarginati alla periferia della citta’ dove sono condannati a subire un processo di invisibilizzazione, preda di vessazioni da parte della polizia, e ad una lotta continua per l’accesso ai beni elementari come il cibo, l’acqua, la salute, l’igiene e la sicurezza.

Un insieme di individui, associazioni e collettivi hanno deciso di non accettare piu’ questa situazione e di opporsi a questa risposta da parte dello Stato puramente repressiva, costruendo insieme uno spazio protetto in cui l’accesso a un minimo di dignita’ e sicurezza non sia oggetto di continui scontri. Un luogo di sperimentazione di vita in comune che metta lo Stato di fronte alle sue respnsabilita’, dimostrando come l’accoglienza e l’ospitalita’ non si limitino alla reclusione nei centri di detenzione o al respingimento.

Cosi’, dal 12 luglio scorso, il sito industriale abbandonato Vandamme, situato al numero 10 di Impasse de Saline a Calais, e’ tornato in vita. Ad oggi vi abitano un centinaio di persone senza casa, di varie nazionalita’, alcuni di passaggio e altri no, mentre un altro centinaio lo frequentano per una tazza di the’, un corso di francese, un pasto collettivo, una partita a carte, una doccia, un taglio di capelli, una rasatura ecc. Alcune centinaia di persone di diverse opinioni politiche, abitanti di Calais curiosi che, ogni giorno, animano questo luogo, costruendo uno spazio di riposo e di socializzazione multiculturale al riparo dalla violenza della strada, delle vessazioni della polizia,  del razzismo ecc.

Sappiamo bene che  non e’ responsabilita’ del proprietario dello stabile Vandamme di trovare delle soluzioni a questo stato di emergenza umanitaria nel quale lo Stato, il sindaco e i suoi complici hanno gettato Calais, ma gli domandiamo ugualmente di prendere in considerazione la specificita’ di questa occupazione. Chiediamo al governo, alla prefettura, al sindaco di non cedere piu’ alla tentazione delle soluzioni repressive e di lavorare ad una soluzione altenativa al fine di accogliere dignitosamente questa popolazione senza riparo, che oggi alloggia nello squat, senza ricevere nessun’altra risposta dallo Stato. Chiediamo al proprietario di questo stabile e alle autorita’ che la procedura di sgombero sia fondata sulla pericolosita’ di questo luogo. Il ricorso alla forza  pubblica per cacciare gli abitanti di questo spazio ci sembra un’operazione assurda e pericolosa. Prima di arrivare a considerare come unica soluzione il mettere in pericolo queste persone ci sembra pertinente, nell’interesse di tutte e tutti, che si discuta qualche altra forma di risposta.

No Border Calais

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