UNHCR e Frontex al servizio dell’imperialismo

Attorno alle 11.00 di questa mattina, circa 280 persone, sono state portate al porto di Lampedusa dalla Guardia Costiera, che ha trasbordato senza toccare terra, queste persone, sulla nave di linea che collega l’isola a Porto Empedocle. Le navi militari del presidio Mare Nostrum, erano impegnate a trasportare altre persone  che avevano intercettato nel Mediterraneo, in altri porti siciliani.

Ieri,  sette persone provenienti dalla Siria sono morte, mentre cercavano di arrivare su una barca in Grecia.  L’UNHCR, ha comunicato che la soluzione per evitare queste morti è applicare Mare Nostrum in quell’area geografica e dove tali fatti avvengono, inoltre ha auspicato un rifinanziamento delle missioni di Frontex.

Dopo i naufragi del 3 e l’11 ottobre, l’Europa ha militarizzato il mediterraneo e l’isola di Lampedusa in maniera massiccia.

Non è la prima volta che dopo un naufragio o una “emergenza” si risponda con la militarizzazione.

Crediamo che per evitare queste e altre morti l’Europa e gli USA dovrebbero interrompere le loro politiche imperialiste e la produzione e vendita di armi.

Sulle migrazioni di massa si è detto e scritto di tutto, noi crediamo che masse enormi di disperati, vittime dell’imperialismo e del capitalismo, vengano usate anche nel loro tentativo di sottrarsi alla morte. Basterebbe davvero poco per garantire dignità a queste persone. In questi anni non si è mai tentato di regolarizzare questi viaggi, ma al contrario si è criminalizzato chi è già vittima. Con la scusa delle leggi sul “Contrasto all’immigrazione clandestina” si sono nascoste manovre militari di ampio respiro. ONG, pseudo filosofi e artisti, associazioni umanitarie, promotori dei diritti umani e ancora tanti altri, più o meno consapevolmente hanno giustificato guerre e interventi umanitari. L’ultimo annuncio dell’UNHCR è uno dei tanti esempi di come questi processi di manipolazione dell’opinione pubblica avvengano.

 Ci chiediamo che ruolo abbia avuto in questi anni l’agenzia militare Frontex nelle guerre avvenute nel Mediterraneo, e ci chiediamo se quanto accaduto in Grecia ieri, non sia stato strumentalizzato dall’UNHCR ai fini di un posizionamento militare di navi, in un’ area che in questo momento è in una grave crisi.

 

Invitiamo a leggere quanto scritto di seguito per collocare i fatti di questi giorni, in una cornice più ampia.

 

Frontex nasce dopo un naufragio, il 4 ottobre 2004. Davanti la Tunisia, si capovolge una barca, 22 morti e 42 dispersi. Il 26 ottobre 2004 il consiglio dell’unione Europea istituisce l’Agenzia Frontex.

Nel  29 luglio 2006 viene recuperato un barcone alla deriva da 20 giorni con 14 immigrati, non mangiavano e non bevevano da tempo: due in coma e 13 morti. L’indomani il Viminale annuncia «L’ennesima tragedia del mare dimostra la necessità di iniziative straordinarie, in sede europea, per contrastare le azioni criminali delle organizzazioni che sfruttano le migrazioni illegali nel Mediterraneo». Giuliano Amato prosegue «l’importanza dell’intesa raggiunta con il commissario europeo, Franco Frattini, per una urgente missione di Frontex a Lampedusa per il pattugliamento congiunto, già a partire dal prossimo mese di agosto, nel Mediterraneo centrale, nonchè per le iniziative dirette a rafforzare il dialogo con la Libia».

Il 17 giugno del 2007 un nuovo naufragio con 11 morti e altri dispersi. Mentre si celebravano i funerali delle vittime, nel mediterraneo avveniva un altro naufragio. Questi fatti si svolgevano nel momento in cui stavano per scadere i finanziamenti a Frontex, per la missione Nautilus II. In quel caso Frontex non ebbe rifinanziate le missioni. Il 5 giugno 2008 dei  cadaveri vengono recuperati da una nave della Marina italiana, 27 i superstiti, tratti in salvo da un peschereccio siciliano, ancora morti.    

Laura Boldrini, allora portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati politici (UNHCR), commenta così la vicenda: “Se il bilancio di questa ennesima tragedia non è stato più alto è solo grazie al coraggio di tanti marinai, dagli equipaggi dei pescherecci a quelli della Marina Militare e della Guardia Costiera, che non esitano a intervenire per prestare soccorso anche di fronte a un naufragio avvenuto a grande distanza dalle coste italiane…. “

Il 17 giugno del 2008 l’UNHCR e Frontex rafforzano la loro partnership. Il 29 giugno 2008 “…Alcune unità di Frontex tolgono viveri e carburanti dalle navi dei migranti nel Mediterraneo per costringerli a tornare indietro a loro rischio e pericolo. È quanto emerge nel documentario radiofonico di Roman Herzog, “Guerra nel Mediterraneo” , messo in onda dalla Radio Pubblica Tedesca (ARD) il 22 giugno 2008. Lo ammettono la Guardia di Finanza italiana e il direttore esecutivo dell’agenzia europea per il pattugliamento delle frontiere esterne (Frontex) Ilkka Laitinen. Il 24/04/ 2009 Dopo il caso Pinar, che ha molta attenzione dai Media e scuote parte dell’opinione pubblica, la Commissione incontra a Bruxelles  i ministri dell’Interno di Italia e Malta. Il commissario Barrot annuncia il rafforzamento dell’agenzia di pattugliamento delle coste Frontex. IL 12/02/ 2011 dal Nord Africa, in tre giorni, arrivano a Lampedusa 4 mila immigrati. Il Consiglio dei ministri convoca una riunione straordinaria, per decretare lo “stato d’emergenza”.  

Il 21/02/2011 Cecilia Malmström annuncia l’avvio in Italia dell’operazione Hermes da parte di Frontex (l’Agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne), a partire dal 20 febbraio. La Commissaria agli affari interni dichiara : “Sono lieta di annunciare l’avvio della missione “Hermes” di Frontex che da oggi assisterà ufficialmente le autorità italiane nella gestione del flusso migratorio dal Nord Africa, e in particolare degli arrivi dalla Tunisia nell’isola di Lampedusa.”

 

Il 30/09/2013 un  naufragio a Scicli, provoca 13 morti.Le dinmiche del naufragio restano poco chiare. Il 2/10/2013 Il portavoce della Malmstroem dichiara  ‘Bisogna intensificare la lotta contro i trafficanti e le reti criminali” prosegue” Entro fine anno, dovrebbe essere operativo il nuovo sistema europeo Eurosur che consentirà di identificare le piccole imbarcazioni che di solito sfuggono ai radar, permettendo di salvare vite umane e di portare davanti alla giustizia i trafficanti.”

Il 3/10/2013 un naufragio a mezzo miglio dalla costa di Lampedusa provoca centinaia di morti, anche questo naufragio resta ancora da chiarire. Il fatto ha una rilevanza internazionale.

Il 10/10/2013   il Parlamento europeo   vota a larga maggioranza per far partire “Eurosur”, un sistema di sorveglianza delle frontiere marittime e terrestri dell’Ue. Droni telecomandati setacceranno il mare palmo a palmo. E dove non arriveranno i droni vigileranno satelliti, sensori installati al largo delle coste e radar.

Entusiasta Cecilia Malmstrom, Commissario europeo agli Affari Interni: Eurosur permetterà di “proteggere le nostre frontiere esterne e aiutare quanti rischiano la vita pur di raggiungere le nostre coste”, rafforzerà lo scambio di informazioni e la cooperazione e “renderà più facile individuare le piccole imbarcazioni di migranti in pericolo e fornire loro assistenza”. Il 13/10/2013 un nuovo naufragio, sale bilancio dei morti il governo ldopo qualche giorno vara “mare sicuro”

L’ex ministro per l’integrazione Cecile Kyenge ribadisce che  la priorità è fare laguerra a tutto campo alla criminalità organizzata transnazionale che gestisce queste tratte di esseri umani. Ci sono leggi che vanno applicate e, se necessario, bisogna renderle ancora più dure“.

Il 13 ottobre 2013  La commissaria agli Affari interni Cecilia Malmstroem prima del Consiglio dei Ministri degli Affari interni Ue a Lussemburgo annuncia

Sostegno politico e risorse” per lanciare “una grande operazione Frontex di salvataggio sicuro” che coinvolga tutti i paesi europei del Mediterraneo, “da Cipro alla Spagna”.  

Il 25 Ottobre 2013 il consiglio Europeo

Il Consiglio europeo sottolinea l’importanza di affrontare le cause profonde dei flussi  migratori potenziando la cooperazione con i paesi di origine e di transito, anche attraverso un  appropriato sostegno dell’UE allo sviluppo e un’efficace politica di rimpatrio. Chiede inoltre  una cooperazione più stretta con le pertinenti organizzazioni internazionali, in particolare  l’UNHCR e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni nei paesi terzi interessati. Occorre intensificare la lotta contro la tratta e il traffico di esseri umani non soltanto nel  territorio degli Stati membri dell’UE ma anche nei paesi di origine e di transito. Inoltre, il Consiglio europeo chiede di rafforzare le attività di Frontex nel Mediterraneo e lungo le  frontiere sudorientali dell’UE. La rapida attuazione da parte degli Stati membri del nuovo sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (EUROSUR) sarà determinante per facilitare il rilevamento delle navi e degli ingressi illegali, contribuendo a proteggere e salvare vite umane alle frontiere esterne dell’UE.

 

 

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