Dopo più di un mese di permanenza sull’isola di Lampedusa, i superstiti della strage  del 3 ottobre 2013, sono stati trasferiti. La permanenza sull’isola è stata lunga e senza i servizi adeguati che la prefettura e chi gestisce il centro dovrebbe garantire: ricordiamo la mancanza di servizi igienici, la mancanza di letti, di un ufficio per il cambio dei dollari, valuta con cui i migranti arrivano sull’isola, la mancanza della possibilità di usufruire di telefoni o connessione internet, ricordiamo anche che molti hanno dormito fuori anche sotto le intemperie, che il cibo è di scarsa qualità, che anche i vestiti sono di scarsa qualità, e sopratutto che le persone migranti sono sempre descritte e trattate sotto l’aspetto del bisogno fisiologico e mai politico. Dopo avere assistito a tante vergogne successive alla strage, ricordiamo ad esempio l’invito di esponenti del governo eritreo da parte del governo italiano, al funerale farsa di Agrigento, dopo avere assistito negli ultimi giorni alla visita di un sempre più attivo ministro della difesa Mauro a Lampedusa, una visita rimasta in sordina, una visita che lascia pensare :

Nel momento in cui sull’isola i genitori protestano per vedere riconosciuto ai propri figli il diritto allo studio in condizioni “Normali” specie per quanto riguarda gli edifici scolastici, che mancano e costringono ai doppi turni i piccoli studenti dell’isola, nel momento in cui un’isola “invasa” dalle forze dell’ordine prova a ritrovare una vita con dei ritmi sostenibili, in cui il maltempo costringe i pescatori a terra, in un momento in cui tutti i diritti che gli isolani si vedono negare da anni, continuano ad essere negati, avere la visita del ministro della difesa è per lo meno singolare, non che io mi aspetti qualcosa dallo stato, o che voglia qualcosa dallo stato, ma è evidente che la militarizzazione in atto a Lampedusa , ormai stia assumendo un livello nuovo, istituzionale e alla luce del sole, direi. Stamane in posta, con un unico sportello, aperto, e almeno 15 persone in fila, un amico mi viene a salutare prima di partire, mi dice all’orecchio “Mi hanno chiamato i ragazzi che sono stati trasferiti ieri” poi continua dicendomi che li hanno lasciati davanti al Cara di Mineo senza alcuna direttiva, con un silenzioso invito a scappare, altri hanno avuto lo stesso destino, in altre zone d’Italia, diventano clandestini cosi, diventano merce umana da sfruttare, diventano disordine sociale e emergenza da gestire, diventano tutto quello di cui ha bisogno lo stato in questo momento. Tutti lo sanno che da anni in alcuni momenti i migranti trasferiti da Lampedusa vengono fatti scappare sulla terraferma, che la cosa a noi piace per carità, ma vengono fatti scappare senza documenti, anche questo in astratto ci piace, ma nei fatti questo significa che  proprio quello stato che dice nei proclami di volere combattere la clandestinità, in realtà in tutte le sue azioni e scelte, non fa altro che produrre clandestinità. Dopo essere sopravvissuti ad una strage ancora tutta da capire, dopo essere stati iscritti nel registro degli indagati, lasciati sull’isola per più di un mese in condizioni agghiaccianti, dopo essere stati oggetto di disquisizioni politiche e televisive, ora vengono messi per strada senza documenti in balia del peggio. Mentre scrivo questo, elicotteri da guerra continuano ad alzarsi, per salvare vite umane, dice qualche esponente delle istituzioni, questi elicotteri stazionano nei pressi dell’hangar diventato tristemente famoso perche ha ospitato per alcuni giorni, le bare degli eritrei morti ad ottobre, quell’hangar è stato costruito nel 2006 , quando sull’isola c’erano due elicotteri ed è costato tantissimi soldi, uno si chiede ma perche lo stato spende cosi tanti soldi per caserme, hangar, elicotteri, militarizzazione e non è capace di garantire i diritti minimi ad una popolazione che da tempo chiede quello che gli spetta , questa parola “Diritti” andrebbe capita meglio, molti la usano come strumento di propaganda, ma qui i diritti non si sono mai visti ne per i lampedusani ne per i migranti, anzi, sono sempre stati calpestati da uno stato arrogante che si mostra solo attraverso le forze dell’ordine e che va diritto nell’attuazione dei programmi imposti dai poteri economici e militari transnazionali senza ascoltare la voce e i bisogni dei cittadini.

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