I funerali di stato. Di questo stato assente.

 

Il braccio della gru meccanica alto nel cielo con una bara pendente si scaglia nel cielo

decine e decine di gabbiani gli girano intorno, sembra un mostro pieno di pietà questa macchina che solleva bare per riporle su una nave da guerra a ricordarci che siamo in una guerra perenne e interminabile. I tanti eritrei venuti dalla Germania, dalla Svizzera, dalla Svezia…. si avvitano su stessi travolti dal dolore antico della perdita, fermano le operazioni perche vogliono riporre sui legni un mazzo di fiori, una foto, un ultima carezza amara mentre i fotografi e i giornalisti studiano l’inquadratura migliore e i poliziotti armati sono schierati come davanti ad un altro esercito, ma loro i parenti delle vittime sono disarmati di tutto, solo dolore e rabbia sanno pronunciare i loro gesti muti. Anche la morte diventa una fredda operazione e il camion va e viene pieno di bare da caricare.

Noi assistiamo senza fiato a tutto questo e i sopravvissuti al naufragio hanno occhi stralunati, è difficile non impazzire ad immaginarsi chi stava vicino a te durante il viaggio dentro una bara volante con un numerino attaccato, 23, 24, 25, 26, 80, 90 …. Pensare che è da due giorni che queste persone vanno dalla caserma al centro di Contrada Imbriacola per avere un foglio che attesti la reale parentela e potere pregare su una bara in cui si possa essere certi sia il proprio caro, difatti ieri ci avevano detto che stamattina si sarebbe potuto andare a rendere l’ultimo saluto, ma invece le bare erano già verso il porto e l’hangar azzurro si svuotava e riempiva dei nuovi morti.

Un uomo venuto dalla Germania ci guardava stamattina davanti al centro, un uomo eritreo venuto anche lui per piangere il proprio caro, ci diceva “Dove è l’Italia ? Non c’è qui l’Italia” forse l’Italia non è qui e neanche altrove. Stasera al locale da Annalisa la tv ci dava le notizie: Letta vuole un ufficio di Frontex nel mediterraneo e hanno tolto i soldi ai cassaintegrati per finanziare le operazioni di Frontex, orami non ci stupisce niente ma continuiamo ad arrabbiarci, le immagini che passano fanno vedere Letta intervistato comodamente seduto, sembra anche lui un mostro meccanico, ma senza pietà, senza un barlume di pudore, di dignità, poi continuano le facce e appare Maroni che dice che per salvare “I clandestini” bisogna non farli partire, senza dire che nella loro Libia liberata le violenze sono aumentate a dismisura e che l’Eritrea ad esempio è uno stato in cui il servizio di leva obbligatorio può durare tutta la vita, si pratica la tortura e tante altre cose, peccato che l’Italia venda armi al regime eritreo e ditte italiane fanno affari in eritrea con l’aiuto dello “Stato”.

Dividi e impera: Oggi è il turno di cassaintegrati contro migranti, domani senza casa contro precari, dopodomani ……

Intanto cala la notte e la nave militare è ancora in porto avvolta da un silenzio schiacciante, desolata e senza riti che la possano elevare a qualcosa di sacro, perche la morte come la vita è sacra, anzi il momento più sacro dell’esistenza, ma questo i nostri potenti lo hanno dimenticato da tempo.

Di certo sono stati degni funerali di stato, di questo stato.

 

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