Nebrodi Art fest / Assemblea antirazzista giovedì 4 a Castell’Umberto

martedì 2 agosto 2011

Lampedusa, tragedia su barcone immigrati: 25 morti
Lampedusa, tragedia su barcone immigrati: 25 morti

25 cadaveri sono stati ritrovati nella stiva del barcone. Questa la macabra scoperta fatta dai membri della Capitaneria di Porto nelle acque al largo di Lampedusa. In corso accertamenti per chiarire le cause dei decessi; si sospetta la morte per asfissia.

L’episodio è avvenuto a partire dalla serata di domenica 31 luglio, quando la Guardia Costiera ha ricevuto una richiesta di soccorso proveniente da un’imbarcazione che, al momento della chiamata, si trovava a circa 35 miglia al largo a Sud di Lampedusa. Sul posto, durante la notte, si sono quindi recati alcuni mezzi della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto. Questi ultimi hanno quindi raggiunto il barcone dal quale era stato lanciato l’allarme. Si trattava di un natante di circa 15 metri di lunghezza, sul quale si trovavano a bordo circa 300 persone. I soccorritori hanno quindi cercato di “scortare” la barca, di provenienza libica, fino alla costa. Poco prima dell’arrivo a Lampedusa, però, il natante dei migranti ha subito un nuovo guasto, e si è di nuovo bloccato in balia del mare. I membri della Capitaneria di Porto hanno quindi deciso di trasferire i migranti dalla barca in avaria sui loro mezzi. Tali operazioni sono state compiute con successo ma, durante l’ultima ispezione, i soccorritori hanno effettuato la macabra scoperta. All’interno della stiva del barcone sono infatti stati rinvenuti i cadaveri di 25 persone. Secondo le prime indiscrezioni trapelate, si tratterebbe di tutti uomini, la maggior parte di giovane età.

Al termine delle operazioni di salvataggio, 271 persone sono state quindi salvate e trasportate a riva, mentre i 25 cadaveri sono stati trasferiti per essere sottoposti agli accertamenti del caso. A tal proposito, gli inquirenti dovranno stabilire le cause del decesso. Secondo alcune informazioni circolate, sui corpi non sarebbero stati riscontrati segni di violenze. In tal caso, prende corpo l’ipotesi della morte per asfissia: i 25 migranti sarebbero rimasti vittime a causa di una carenza di ossigeno dovuta al sovraffollamento del barcone. Tale ipotesi dovrà però essere verificata dagli accertamenti in corso.

http://www.dailyblog.it/lampedusa-tragedia-su-barcone-immigrati-25-morti/01/08/2011/
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Articolo 21 -Tensioni a Mineo: la protesta dei richiedenti asilo

di Natya Migliori

Ieri mattina, a Mineo, un gruppo di migranti perlopiù nigeriani ha presidiato pacificamente l’ingresso del CARA, in attesa delle Commissioni Territoriali per la richiesta di Protezione Internazionale che, ancora una volta, tardano ad arrivare.
“La protesta di ieri sulla Strada Statale per Mineo -sostiene Alfonso Di Stefano, portavoce della Rete Antirazzista Catanese- è stata dipinta come una sorta di “salita degli unni” ed accolta dai cittadini con saracinesche abbassate, strade deserte ed un clima di terrore. Una paura, ci risulta, fomentata anche dagli “avvertimenti” e dai “consigli” della polizia agli abitanti. Tutto ciò ha sortito l’effetto di creare ulteriori tensioni anche all’interno del Cara e di provocare l’ennesimo ritardo nelle pratiche per il rilascio del permesso. Facciamo appello alle popolazioni calatine a non farsi travolgere dalle psicosi xenofobe. Le giuste proteste dei richiedenti asilo sono causate dall’irresponsabile, clientelare e razzista gestione del Cara di Mineo.”
“L’Italia rappresentava per noi una speranza -sostiene F., libico, in rappresentanza del gruppo dei manifestanti- e ognuno di noi sta vedendo infranto questo sogno. Dall’Europa ci aspettavamo semplicemente un’accoglienza dignitosa e ci troviamo invece di fronte ad una fortezza inespugnabile. Riteniamo di essere vittime di discriminazione e chiediamo che venga riconosciuto lo status di rifugiato a quanti di noi provengono dalla Libia e da quei paesi in cui è in atto un conflitto che, come ogni guerra, produce profughi. Qui al campo non è possibile vivere dignitosamente. Il cibo è di pessima qualità, abbiamo difficoltà di comunicazione e carenza di mediatori culturali, per chi non ha i soldi per il bus non è possibile raggiungere il centro abitato, lontano 16 chilometri. Subiamo inoltre di continuo insulti da parte delle forze dell’ordine e di alcuni operatori. Ci chiamano “le scimmie nere”.”
“Il Cara di Mineo -aggiunge Di Stefano- non è il centro modello per richiedenti asilo, il fiore all’occhiello del governo italiano nel campo dell’accoglienza ai migranti. Al contrario è un luogo di sofferenza, dove quasi duemila richiedenti asilo vivono in una condizione di totale isolamento, nell’incertezza più assoluta sul proprio futuro. E’ necessario restituire condizioni di vita dignitose ai migranti di Mineo e chiudere il “Villaggio della solidarietà” in tempi rapidi.”

Ma le tensioni non finiscono qui. È in corso infatti questa mattina un sit-in del Silp Cgil e dei sindaci del calatino davanti all’ex “Residence degli Aranci”.

“Da tempo – ha dichiarato Maurizio Pizzimento, segretario del sindacato dei lavoratori di polizia- chiediamo alle autorità competenti di intraprendere i necessari interventi per evitare disordini e garantire un’adeguata sicurezza. Il rapporto tra polizia e immigrati è di 1 a 100. Questi uomini sono armati di bastoni e coltelli, hanno distrutto la mensa, hanno ferito alla mano anche un funzionario di polizia, hanno appiccato il fuoco danneggiando alcune auto, hanno bloccato la Statale 417 Catania-Gela. Chiediamo al ministro Roberto Maroni di intervenire immediatamente e di intraprendere azioni volte a riportare, in maniera efficace, la sicurezza nel Centro mediante un incremento del personale destinato alla vigilanza.”

“Non dimentichiamo -sostiene ancora il portavoce della Rete Antirazzista- che la manifestazione di ieri ha visto numerosi feriti fra i migranti: molti hanno ancora addosso i segni della repressione violenta e gli occhi arrossati per i lacrimogeni.
Continuiamo a sostenere che il CARA di Mineo non ha motivo di esistere se non per dipingere i richiedenti asilo, costretti a fuggire dai loro paesi, come un’emergenza nazionale tale da giustificare la militarizzazione del territorio e dello stesso Centro.
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Come Compagne e Compagni di tutte le comunità Rebeldi, abbiamo pensato di stilare questo breve comunicato per invitarvi alla seconda edizione del Nebrodi Art fest, il festival organizzato da Officina Rebelde Castellumberto, Carmina Solis, Amunì Palermo, Terrun Vybz Sound System e South Hash. Uniti, che avrà luogo i giorni 4-5-6-7 Agosto, a Castell’Umberto, in provincia di Messina. Il Festival prevede spazi di espressione artistica ed un nutrito programma di concerti, e di dibattiti ed assemblee politiche, con possibilità di campeggiare. Grazie alla spinta organizzativa e ideativa data da Officina Rebelde Castellumberto, ed al contributo dei nuclei di Catania e Siracusa, il programma dei dibattiti e delle assemblee, che avranno luogo in un apposito spazio coperto, attraverserà ogni giorno una tematica fondamentale. Si parlerà di migranti e di accoglienza, di mobilitazioni studentesche, di cosa vuol dire fare antimafia sociale, di come in Italia ci si organizza per difendere i beni comuni e salvare i territori dalle devastazioni ambientali. Dai Rebeldi delle montagne, dei Nebrodi, sofferenti per il dissesto idrogeologico, dall’entroterra siciliano non piegato alle logiche dello sfruttamento, del razzismo, dalle realtà antagoniste della Sicilia orientale, parte un appello ai singoli, alle associazioni del Sud, dei Sud dell’Italia e del mondo: valutiamo assieme le nostre resistenze, confrontiamole, coordiniamole, fondiamole, perché vincere il razzismo, la mafia, il neo liberismo e le sue crisi, costruire dal basso un mondo di diritti sociali ed eco-compatibile è giusto, è possibile, è necessario.

Saluti Rebeldi

Officina Rebelde Castell’Umberto

Officina Rebelde Catania

Officina Rebelde Siracusa

PROGRAMMA ASSEMBLEE E DIBATTITI, ( GLI INCONTRI SI TERRANNO NELL’AULA “CARLO GIULIANI” POCO DISTANTE DAI LUOGHI DI PERNOTTAMENTO)

Giovedì 4 agosto, ore 17.

Assemblea: “Dalle Primavere Arabe alle rivolte nel CARA di Mineo. Migranti: per una reale società interculturale”

Interverranno:

Giorgia Listì -Comitato Antirazzista Cobas Palermo

Laura Verduci -Terres de Hommes

Alfonso Di Stefano -Rete Antirazzista Catanese

Alberto Lombardo -Cobas Palermo

Askavusa -Lampedusa (tramite skype)

Maria Giovanna Italia -Arci Catania

Borderline Sicilia

InsùTv Napoli

Venerdì 5 agosto, ore 17

Work-shop:“Il movimento studentesco 2010: Pratiche e prospettive di un’opposizione reale”

interverranno:

Matteo Ianniti – Movimento Studentesco Catanese

Luciano Governali – Atenei in Rivolta “La Sapienza”

Giorgio Martinico – Collettivo Universitario Autonomo Palermo

Ludovica Ioppolo – ADI Roma

Sabato 6 agosto, ore 17

Convegno

“Antimafia e Territorio”

Relatori:

Claudio La Camera -Coordinatore Generale del Museo della Ndrangheta Reggio Calabria

Alessandro Pruiti Ciarello -Sindaco di Castell’Umberto

Roberto Compagno – Radio Aut

Dario Pruiti – Rappresentante Arci Carovana Internazionale Antimafia

Domenica 7 agosto, IN MATTINATA

Assemblea: “Territorio e Beni Comuni”

Interverranno:

Sara Vegni – Comitato 3 e 32 L’Aquila

Federico Galletta -Militante Officina Rebelde Catania

Danilo Pulvirenti – Comitato per l’Acqua Pubblica Catania

Officina Rebelde Castell’Umberto

PERNOTTAMENTO: 5 EURO, DOCCE E BAGNI GARANTITI

CONTATTI:

Official Mail:

Nebrodiartfest@hotmail.it

Nebrodiartfest@gmail.com

On Facebook:

Nebrodi Art Fest

http://www.officinarebelde.org/spip.php?article567

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